Tag: duenni e dintorni

3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

Oggi ti voglio suggerire 3 modi per aumentare l’autostima dei bambini Cos’è l’autostima L’autostima è la considerazione che ciascuno ha di sé. È una condizione fondamentale per il benessere e la realizzazione piena nella vita. È molto importante che i genitori aiutino i bambini a […]

Cosa leggere ai bambini di 2 anni

Cosa leggere ai bambini di 2 anni

Oggi ti voglio suggerire cosa leggere ai bambini di 2 anni. [ASCOLTA LA REGISTRAZIONE DEL POST A QUESTO LINK] Lo sviluppo attorno ai 24 mesi I bambini già camminano bene e parlottano. Alcuni dicono già piccole frasi altri sono alle prime parole. Se il tuo […]

Ecco perché punire i figli è sbagliato

Ecco perché punire i figli è sbagliato

Cara mamma,

forse sei anche tu come me figlia degli anni ’70, veniamo da un’epoca in cui PURTROPPO si riteneva adeguato PUNIRE i figli per educarli.

Spesso, NONOSTANTE questo tipo di modalità educativa, diventiamo persone adulte abbastanza sane ed equilibrate e, non avendo a disposizione altri modelli educativi, continuiamo a ritenere giusto usare punizioni con i figli.

Se ci capita di usare una punizione, in un momento di disperazione, rendiamoci poi conto però che è stato un fallimento educativo e cerchiamo magari di rimediare.

La cosa che mi preoccupa davvero è che lo si ritiene un modus operandi sano e giusto, promuovendolo come modalità adeguata di educare.

Talvolta, si porta a sostegno della propria opinione che anche la società è basata sulle pene per chi non rispetta le leggi. Credo però che possiamo ben renderci conto di cosa questi sistemi generino: ribellione, rabbia, ricerca di una scappatoia.

Purtroppo il messaggio della punizione è: “è necessario che tu soffra per quello che hai fatto”. Certo quasi mai i genitori sono coscienti di questo, non vogliono consapevolmente comunicare un messaggio simile ai figli, ma temono di diventare eccessivamente permissivi se si comportano altrimenti.

Immagino anche che la maggior parte dei genitori, se non la totalità, soffrano quando si trovano a dover punire i figli, tuttavia sentono che è necessario e importante dare regole e non vogliono nuocere ai figli come genitori lassisti.

SI POSSONO DARE REGOLE SENZA PUNIRE

Cara mamma, vorrei proprio riuscire ad abbracciarti e tranquillizzarti, si possono dare regole senza usare le punizioni.

Il modo in cui accogliamo i comportamenti dei figli, come ce li spieghiamo, il senso che diamo a quello che fanno ci danno modo di reagire in modi differenti: stando nella relazione e lavorando con le emozioni o impuntandoci sul comportamento e allontanandoci con le punizioni.

La cura della relazione e l’attenzione alle emozioni sono davvero il punto centrale. Ci permettono di “spersonalizzare” un comportamento, fermandoci nel momento emotivo, che ci consente di accogliere il bambino con la sua emozione. È molto importante che riusciamo ad accettare le emozioni, a permettere alle emozioni di esistere, a dare loro un nome, così insegniamo a riconoscerle e a viverle in maniera sana.

UN ESEMPIO

Provo a farti un esempio: Se un bimbo è molto arrabbiato e triste perché vuole un giocattolo, possiamo comunque riconoscere la sua emozione e stargli accanto. Anziché dirgli di smetterla e che si sta comportando male, o peggio che fa il cattivo; possiamo dire che comprendiamo che il suo desiderio era davvero forte e che ora si senta triste o arrabbiato, e accompagnarlo con un abbraccio, accarezzandolo per aiutarlo a calmarsi. Pensiamo a quanto può essere difficile per noi calmarci mentre siamo seriamente frustrate, vorremmo che chi ci ama ci aiutasse dolcemente a riguadagnare la calma o che ci urlasse contro?

Curiamoci delle emozioni, sono la base della relazione.

L’apprendimento passa sempre attraverso la relazione.

Un buon attaccamento ci permette di insegnare al meglio.

Ti lascio un articolo davvero bello su questo tema:

Which Is Better, Rewards or Punishments? Neither

Favole di Natale

Favole di Natale

Oggi voglio parlarti delle fiabe che ho racchiuso nel mio libro Favole di Natale. Babbo Natale e l’elfo dei pensieri La storia di un elfo pasticcione e di un bambino che impara a capire che i propri desideri sono sì importanti, ma non devono andare […]

Il gioco libero nell’era digitale

Il gioco libero nell’era digitale

Il gioco libero nell’era digitale continua ad essere davvero fondamentale. Il gioco è per i bambini un linguaggio attraverso cui esprimersi e un mezzo per crescere. In anni recenti l’attenzione alle attività dei bambini è cresciuta tantissimo, al contempo, e probabilmente proprio per questo motivo, […]

Il mio bambino fa i capricci

Il mio bambino fa i capricci

Il mio bambino fa i capricci è una delle frasi che mi dicono le mamme.

Il TERMINE CAPRICCI CI AIUTA?

Sembra che capriccio venga dall’antico caporiccio, in quanto si credeva, erroneamente, che i capelli ricciuti fossero la conseguenza dell’eccessiva stravaganza del cervello.

Vuole anche dire stare fuori dall’ordine delle cose, mostrare una certa ribellione.

Ora sebbene possa indicare che il bambino mette in atto un comportamento che non rientra tra quelli che secondo noi sono quelli prestabiliti, cosa ci dice di importante per aiutarlo?

AIUTARE IL BAMBINO

L’interesse del bambino è l’aspetto principale. Lo abbiamo dato alla luce e con amore vogliamo aiutarlo a crescere facendo del nostro meglio.

Capita, in base all’età anche molto spesso, che i bambini ci mettano davvero a dura prova.

Il punto di vista che assumiamo, le domande che ci facciamo possono aiutarci a risolvere la situazione.

PREVENIRE

Un bambino, quanto più è piccolo, dipende interamente dalle nostre decisioni.

Quando manifesta un comportamento inadeguato nella maggior parte dei casi gli abbiamo chiesto troppo. Lo abbiamo coinvolto in una situazione che a un certo punto è diventata per lui/lei difficile da gestire.

Teniamo conto che il repertorio comportamentale, ossia l’insieme dei comportamenti che si conoscono e si sanno mettere in atto, crescono in proporzione all’età.

Più un bambino è piccolo, meno ne ha.

Fare nella nostra mente una “previsione di difficoltà riguardo ai contesti in cui decidiamo di andare con i nostri piccoli ci aiuta a prevenire comportamenti inadeguati, che potrebbero essere l’unica che risposta che un bambino sa attuare in una situazione troppo complessa per lui/lei.

METTERE UN COMPORTAMENTO ADEGUATO AL POSTO DI UNO INADEGUATO

Quando diciamo che vogliamo che il nostro bambino non faccia i capricci, termine del tutto inutile a comprendere e intervenire per migliorare la situazione, vogliamo che sappia agire in modo secondo noi adeguato, non mettendo in atto il comportamento “problematico”.

Dobbiamo insegnarlo.

Se diciamo al bambino un
NO QUESTO NON LO PUOI FARE
non basta.

Il piccolo rimarrà in un vuoto, se non può fare quel che stava facendo che era la sua maniera di reagire in quella situazione, allora cosa può fare? Probabilmente era il solo modo che aveva, tutto quello che sapeva metter in atto.

Magari era stanco dopo troppe ore passate fuori casa, lontano dal suo contesto.

Forse era troppo difficile rimanere fermo in un luogo nuovo, come una sala d’aspetto.

Se gli diciamo cosa non fare, è necessario comunicargli anche cosa può fare al posto della precedente. In maniera propositiva, non punitiva. Proponendo il nuovo comportamento da attuare come qualcosa di bello, nuovo e utile.

Esempio: Ha dimostrato un eccessivo attacco d’arte disegnando sul muro? Comunichiamo che sul muro, no non vogliamo. Possiamo però appendere al muro un grande foglio e su quello può dar sfogo alla sua creatività.

La base necessaria è che agganciamo il bambino nella relazione. Richiamiamo la sua attenzione con amore, prima di fare una richiesta.

L’insegnamento passa sempre attraverso la relazione

OGNI COMPORTAMENTO È UN MESSAGGIO

Ogni azione ha una funzione, se riusciamo a comprenderla capiremo la motivazione e saremo in grado di prevenire e/o proporre valide alternative. Saremo in grado di capire le emozioni dei nostri piccoli e potremo aiutarli a esprimere con le parole quel che provano.

Ricordando che la comprensione e la comunicazione, non la punizione, sono le basi per una crescita nel benessere

Se sei alle prese con comportamenti dei tuoi bambini che creano difficoltà, può esserti utile una consulenza, contattami qui scrivimi@tizianacapocaccia.it

 

Mio figlio di due anni non parla ancora

Mio figlio di due anni non parla ancora

Mio figlio di due anni non parla ancora, mi devo preoccupare? Il tardare della comparsa del linguaggio preoccupa i genitori, cosa fare? DUE PAROLE SULLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO I cuccioli umani iniziano a produrre alcuni suoni a pochi mesi, suoni che ancora non appartengono a […]

Autismo e linguaggio

Autismo e linguaggio

Autismo e linguaggio sono spesso due termini di un conflitto. L’assenza di motivazione alla relazione comporta in molti casi assenza di capacità comunicativa. Manca, talvolta del tutto prima di un intervento riabilitativo, l’intento comunicativo. Ho potuto osservare negli di lavoro con i bambini con autismo, […]

Come dire ai bambini che i genitori si separano e divorziano

Come dire ai bambini che i genitori si separano e divorziano

COME DIRE AI BAMBINI CHE I GENITORI SI SEPARANO E DIVORZIANO?

È necessario essere chiari su cosa accadrà e usare parole adeguate all’età dei figli.

Ho scritto un piccolo vademecum che possa accompagnare i genitori in questa difficile comunicazione.

come dire ai bambini che i genitori si separano e divorziano
clicca sull’immagine per info

PERCHÉ QUESTO LIBRO?

Negli ultimi anni mi sono arrivate un certo numero di richieste di consulenza proprio su questo argomento.

I due futuri ex coniugi che sono stati magari accompagnati al matrimonio, dalla sua preparazione, o anche da specifici corsi, possono invece sentirsi molto soli nel momento della separazione.

Una fase di crisi della storia famigliare in cui invece sentirsi sostenuti e aiutati diventa importante.

Mentre si affronta la separazione le energie degli adulti che la agiscono sono messe alla prova da quanto essi stessi hanno necessità di elaborare, sono molte le aree della propria esistenza toccate e cambiate dalla separazione.

È un lavoro grande di trasformazione quello che la famiglia si appresta ad affrontare.

MA COME UNA FAMIGLIA SI TRASFORMA?

(altro…)

Favole a che età?

Favole a che età?

A che età possiamo iniziare a raccontare favole ai bambini? Ti spiego perché narrare storie è importante a qualsiasi età, anche ai neonati. Sono convinta che siamo al mondo per ascoltare e raccontare storie. Non solo a parole, siamo il racconto vivente di noi stessi. […]


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: