Tag: crescita psicologica

Le storie, il narrare, ma più di tutto la poesia

Le storie, il narrare, ma più di tutto la poesia

Le storie sono importanti L’uso delle storie – romanzate, filmate o appena evocate da versi – è così importante da poter essere definito persino “terapeutico”, una sorta di vera e propria cura per l’anima? A rispondere a questa domanda è stato il filosofo Umberto Galimberti. […]

Gli anni volano..

Gli anni volano..

Puff! Un altro anno è passato, gli anni volano via? Tu come ti senti quando compi gli anni? Ammetto che cado vittima dei passaggi di decennio, come credo moltissime altre persone. Gli altri anni mi fanno meno effetto. Quest’anno mi fanno particolarmente poco effetto perché […]

Cambiare lavoro.

Cambiare lavoro.

Cambiare lavoro, ti è mai capitato?

poesia

Si tratta di uno dei cambiamenti di vita più importanti nella nostra società. Apparentemente meno coinvolgente di un cambiamento nell’ambito privato della propria vita, dove sono coinvolti più direttamente i sentimenti.

Eppure è una trasformazione importante.

Riguarda tante aree personali.

In passato analizzando un cambiamento personale importante come il divorzio, ho descritto gli ambiti descritti da Bohannan toccati da questa importante vicenda esistenziali.

L’autore per il divorzio identifica diverse dimensioni: emozionale, legale, economico, comunitario, psicologico.

Mi è venuto in mente perché credo che anche un cambiamento di lavoro, a seconda del tipo di cambiamento, possa toccare diverse aree dei vita proprio come un divorzio.

LEGALE

Da un punto di vista legale ed economico possono esserci le variazioni più evidenti e immediate: magari passiamo da una partita iva a un lavoro dipendente o vice versa e questo segna un passaggio da un punto di vista legale che ha delle ripercussioni anche da un punto di vista psicologico e di organizzazione di vita. Notevole può essere anche il cambiamento economico, in positivo o in negativo, a seconda dei casi, e avere anche questo il suo impatto nella vita di una persona.

Credo però che appaia chiaro come anche gli ambiti emozionale, comunitario e personale siano toccati dal cambiamento del lavoro.

EMOZIONALE

Possiamo vivere anche una sorta di lutto nel perdere una certa condizione lavorativa, una perdita che lascia un vuoto rispetto all’attività che non si può più svolgere come prima, la possibilità di sostentarsi che viene meno, la soddisfazione di sé e l’impatto sull’autostima, il concetto di sé in relazione al ruolo svolto che può essere parte importante nella definizione di sé.

Quest’ultimo aspetto, la definizione di sé, rispetto ad un ruolo specifico, ha grande importanza da un punto di vista psicologico.

PSICOLOGICO

Chi sono io? Anche il ruolo lavorativo svolto, soprattutto se relativo ad una definizione professionale specifica conseguita dopo un percorso universitario, fa parte dell’identità personale.

Se a un certo punto si smette di esercitare una professione, si incorre anche in una ridefinizione di sé, della propria identità.

COMUNITARIO

C’è poi da considerare tutte le relazioni sociali intraprese e sostenute dalla professione svolta. I rapporti con colleghi possono venir meno e con i clienti generalmente si interrompono.

 

Ecco, riflettendo su tutto questo, diventa più chiaro quanto è importante e perché ci colpisce così tanto un cambiamento nell’ambito professionale.

Te ne ho parlato perché lo scorso anno ho attraversato personalmente questo mutamento.

Sono ancora qui come autrice, porto con me le conoscenze psicologiche accumulate negli anni di studi e di pratica professionale e sono contenta di continuare a condividere pensieri e spunti di riflessione che spero possano esserti utili.

Significato della fiaba di Barbablù

Significato della fiaba di Barbablù

Oggi ti voglio parlare del significato della fiaba di Barbablù, forse meno nota e più cruda, ma davvero interessante, forse più da grandi che da bambini. La fiaba La storia racconta di quest’uomo dalla barba blu, le cui fattezza in qualche modo mettono in guardia […]

Accogliere, lasciare andare

Accogliere, lasciare andare

“Se i genitori non accettano la propria morte, i figli non potranno entrare nella vita” (Erik Erikson) Questa frase mi fa pensare alla frase “Accogliere vuol dire fare spazio”, cui ho dedicato una riflessione qualche tempo fa inerente la fase evolutiva dell’arrivo dei figli. Una […]

Come inventare una fiaba – prima parte

Come inventare una fiaba – prima parte

Oggi ti vorrei dare alcuni suggerimenti su come inventare una fiaba.

Ti ho più volte parlato del valore del raccontare fiabe come anche dell’inventare fiabe proprie. Se ti senti in difficoltà nel provare a creare un racconto, oggi provo ad aiutarti.

Ingredienti

Affinché una qualunque attività umana abbia successo, sono necessari due ingredienti: capacità e motivazione.

Una persona può avere notevole facilità in matematica, ma se non ama i numeri difficilmente studierà ingegneria.

Credo di poter affermare con sufficiente sicurezza che la motivazione spinge spesso più della capacità. Soprattutto, pensando che per molte attività ci si può allenare a diventare più bravi, mentre l’assenza di motivazione genera, quasi sempre, un non agire.

La scrittura di favole e storie è una di quelle attività che, si e no, è richiesta a scuola. Dopodiché, la motivazione personale può portare a scrivere alcuni, ma nella maggior parte dei casi, anche laddove potrebbe esser presente buona capacità, non sarà un’attività quotidianamente in uso.

Il bello però è che, trovando tra le cause più disparate una propria personale motivazione, anche chi pensa di non esserne capace può scrivere la sua storia, anche perché

se si scrive per sé o per i propri bambini, le storie assumono un valore che valica il talento da scrittore.

Capire se stessi o voler usare la favolazione per parlare di temi difficili possono diventare ottime motivazioni.

 

Come inventare una fiaba: 3 elementi per una storia

Se non ci si sente portati, se dai tempi della scuola non ci si mette di fronte al foglio bianco per scrivere o digitare una favola, qualche suggerimento può spronare a farlo.

Un gioco interessante che si può fare è usare tre elementi.

Il gioco consiste nel pensare a un animale preferito, un luogo che piace, un’attività che si ama, poi, con questi tre elementi, costruire una breve storia.

Naturalmente, si possono fare tutte le variazioni che si desiderano, possiamo pensare al cibo preferito, al colore che ci piace di più, ad un mestiere e via con la fantasia.

Certo, anche la tipologia di elementi che scegliamo, potrà in seguito dirci qualcosa di come eravamo, come ci sentivamo, al momento in cui ci siamo cimentati con la storia che abbiamo creato.

Esempi

Elementi scelti:

Animale preferito: il gatto; colore preferito: il rosa; un luogo amato: negozio di caramelle.

Esempio n°1

C’era una volta un gattino, abitava in un negozio in fondo alla strada principale di un piccolo paese e passava le sue giornate a ronfare su di un morbido cuscino a forma di nuvoletta, color rosa confetto e come il colore della sua nuvola era dolce. Qui viveva serenamente la sua esistenza felina, almeno per quanto riguarda il dormire, il mangiare golosità da leccarsi i baffi e il farsi fare tutte le coccole che era possibile dalla sua amica umana Piripotta, e da tutti i bambini del quartiere. C’era, però, qualcosa di molto importante per un gatto che non sapeva fare.  Era un gattino che non sapeva graffiare nemmeno quando ce n’era bisogno, tutti i gatti sanno che ogni tanto c’è bisogno di graffiare, lo sanno anche i bambini e i grandi. Il gattino rosa però non lo sapeva fare, non ci riusciva, era più forte di lui. Puntualmente per consolarsi andava ad accoccolarsi ai piedi di Piripotta, l’anziana padrona del negozietto di caramelle in fondo alla strada.

Esempio n°2.

In centro, proprio stamattina ho visto la ragazza dei miei sogni. Bionda, vestita di rosa, coccolava un gatto. L’ho vista da dietro la vetrina, lei sedeva dietro il bancone della cassa, ai suoi piedi era accoccolato un micio fortunato. Il negozio, poi, mi piace quasi quanto lei. Da super golosone, non posso che continuare a venerare Il SWEET EMPIRE, enorme negozio di caramelle di tutti i tipi che è diventato croce e delizia di tutte le persone che, come me, fanno fatica a rinunciare alle golosità.

Questi due micro racconti, appena descrittivi di situazioni da cui potrebbero prender vita mille vicende, muovono dai tre elementi scelti, che potevano esser mescolati in mille altri modi a seconda dello stato d’animo, del temperamento, del momento di fantasia, del bisogno di comunicare di chi li scrive.

Un ultimo piccolo suggerimento su come inventare una fiaba

Potresti anche partire da questi incipit e dare il via al tuo racconto, se può esserti di aiuto.

 

 

Questo percorso di suggerimenti si compone di altre due parti che pubblicherò nelle prossime due settimane. A lunedì prossimo!

Fanciulla senza mani

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Oggi voglio condividere in un post alcune riflessioni che ho inviato tempo fa in una favolettera, perché sono per me particolarmente importanti, riguardano una fiaba che si conosce meno rispetto alle super famose, è “La fanciulla senza mani”. LA FIABA IN BREVE Te la dico […]

Perché inventare fiabe?

Perché inventare fiabe?

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Una fiaba per spiegare ai bambini che è meglio non essere troppo assillanti

Una fiaba per spiegare ai bambini che è meglio non essere troppo assillanti

Oggi ti parlerò di fiaba per spiegare ai bambini che è meglio non essere troppo assillanti.

Usare le fiabe per comunicare ai bambini

Le fiabe sono sempre un ottimo modo per passare un messaggio importante ai bambini.

Hanno un linguaggio delicato fatto di metafore e personaggi di fantasia, simbolici.

Proteggono, non facendo sentire presi di mira in prima persona, ma collocando la storia in un tempo e in un luogo indefiniti. Ponendo al riparo e permettendo di affrontare l’argomento senza sentirsene colpiti.

Il momento della lettura

Oltre a un linguaggio delicato e protettivo, le fiabe hanno anche il pregio di regalare con semplicità un momento relazionale insieme, arricchente sia per chi narra che per chi ascolta.

Se non ti senti brava a narrare puoi ascoltare la fiaba col tuo bambino, te la racconto io questa volta:

Babbo Natale e l’elfo dei pensieri

Spero però che i verrà voglia di regalarti il libro delle fiabe di Natale per leggerlo tu al/la tuo/a bambino/a.

Il significato della fiaba

In questa fiaba un piccolo elfo dispettoso, coinvolge un bambino in una delle sue birbonate. Il bambino dal canto suo si lascia trascinare senza rendersi inizialmente conto.

È un po’ quello che accade ai bambini quando si impuntano su qualcosa e prendono a insistere molto senza capire che è negativo per loro oltre che per chi si prende cura di loro.

Diventa un momento difficile da gestire.

Il bimbo protagonista riceve una spiegazione che gli fa capire come le cose siano sfuggite di mano e che è importante smettere di insistere col comportamento sbagliato che l’elfo dispettoso ha messo in atto.

Spiegate sempre molto ai bambini

È importante offrire sempre adeguate spiegazioni ai bambini circa le situazioni. Usando parole ed esempi che loro possano capire.

Certo mentre è in atto una crisi emotiva è necessario aspettare che le acque si calmino. Anzi intervenire per calmare il bambino con un abbraccio. A volte sarà un abbraccio faticoso, un bambino, specie se piccolo e molto arrabbiato, potrebbe divincolarsi. Sta noi essere stabili e protettive. Aiutarlo con l’abbraccio, parole dolci che lo invitino a calmarsi, se necessario cullarlo un po’.

Solo quando avremo guadagnato la tranquillità, allora potremmo offrire una spiegazione. Ad esempio perché non si può acquistare un giocattolo che desidera o per quale motivo è necessario aspettare prima di fare qualcosa che desidera da matti.

Offrire spiegazioni stando in contatto emotivamente

È importante, soprattutto se quel che diciamo riguarda un fatto che provoca tristezza o rabbia, dire il perché una certa cosa non può verificarsi ma anche capire e accogliere l’emozione. Capire la rabbia o la tristezza e consolare. Offrire, oltre ad adeguate spiegazioni, anche adeguato conforto.

Tutto questo, spiegare e consolare, è attuabile se prima di tutto entriamo in sintonia col bambino, ci assicuriamo che ci stia rivolgendo la sua attenzione, che ci guardiamo negli occhi, ovviamente richiamando la sua attenzione con dolcezza, chiamandolo per nome,agganciandolo” magari raccontando che anche per noi alla sua età quella è stata un’esperienza difficile, che in ogni caso siamo lì per lui/lei e che comprendiamo le sue emozioni.

Un senso alla perdita.

Un senso alla perdita.

Quando perdiamo qualcuno attraversiamo un lutto, ciascuno con i suoi tempi fino ad arrivare un’elaborazione che ci consentirà di dare un senso alla perdita. “La sfida consiste nell’intrecciare i fili sottili di una vita spezzata per farne un’opera ricca di senso e responsabilità” (Gordon Allport) […]