Consulenza psicologica e libri per migliorare la vita delle mamme e dei loro bambini

Tag: 7-10 anni

Le paure dei genitori

Le paure dei genitori

Pensate mai a come le paure dei genitori possano incidere sulle emozioni dei figli? Scrivo questo post su impulso della preoccupazione di una mamma circa la possibilità di trasmettere proprie paure alla figlia. [QUI PUOI ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE DEL POST] Ci sono alcuni aspetti da […]

Conoscere i propri figli

Conoscere i propri figli

Conoscere i propri figli può sembrare scontato a volte, eppure non è così semplice. [Puoi ascoltare questo post, invece di leggerlo, CLICCANDO QUI] Senza pensare a figli adolescenti, in età già di per sé complessa, ma parlo anche di fasi di sviluppo più precoci. Se […]

Ecco perché punire i figli è sbagliato

Ecco perché punire i figli è sbagliato

Cara mamma,

forse sei anche tu come me figlia degli anni ’70, veniamo da un’epoca in cui PURTROPPO si riteneva adeguato PUNIRE i figli per educarli.

Spesso, NONOSTANTE questo tipo di modalità educativa, diventiamo persone adulte abbastanza sane ed equilibrate e, non avendo a disposizione altri modelli educativi, continuiamo a ritenere giusto usare punizioni con i figli.

Se ci capita di usare una punizione, in un momento di disperazione, rendiamoci poi conto però che è stato un fallimento educativo e cerchiamo magari di rimediare.

La cosa che mi preoccupa davvero è che lo si ritiene un modus operandi sano e giusto, promuovendolo come modalità adeguata di educare.

Talvolta, si porta a sostegno della propria opinione che anche la società è basata sulle pene per chi non rispetta le leggi. Credo però che possiamo ben renderci conto di cosa questi sistemi generino: ribellione, rabbia, ricerca di una scappatoia.

Purtroppo il messaggio della punizione è: “è necessario che tu soffra per quello che hai fatto”. Certo quasi mai i genitori sono coscienti di questo, non vogliono consapevolmente comunicare un messaggio simile ai figli, ma temono di diventare eccessivamente permissivi se si comportano altrimenti.

Immagino anche che la maggior parte dei genitori, se non la totalità, soffrano quando si trovano a dover punire i figli, tuttavia sentono che è necessario e importante dare regole e non vogliono nuocere ai figli come genitori lassisti.

SI POSSONO DARE REGOLE SENZA PUNIRE

Cara mamma, vorrei proprio riuscire ad abbracciarti e tranquillizzarti, si possono dare regole senza usare le punizioni.

Il modo in cui accogliamo i comportamenti dei figli, come ce li spieghiamo, il senso che diamo a quello che fanno ci danno modo di reagire in modi differenti: stando nella relazione e lavorando con le emozioni o impuntandoci sul comportamento e allontanandoci con le punizioni.

La cura della relazione e l’attenzione alle emozioni sono davvero il punto centrale. Ci permettono di “spersonalizzare” un comportamento, fermandoci nel momento emotivo, che ci consente di accogliere il bambino con la sua emozione. È molto importante che riusciamo ad accettare le emozioni, a permettere alle emozioni di esistere, a dare loro un nome, così insegniamo a riconoscerle e a viverle in maniera sana.

UN ESEMPIO

Provo a farti un esempio: Se un bimbo è molto arrabbiato e triste perché vuole un giocattolo, possiamo comunque riconoscere la sua emozione e stargli accanto. Anziché dirgli di smetterla e che si sta comportando male, o peggio che fa il cattivo; possiamo dire che comprendiamo che il suo desiderio era davvero forte e che ora si senta triste o arrabbiato, e accompagnarlo con un abbraccio, accarezzandolo per aiutarlo a calmarsi. Pensiamo a quanto può essere difficile per noi calmarci mentre siamo seriamente frustrate, vorremmo che chi ci ama ci aiutasse dolcemente a riguadagnare la calma o che ci urlasse contro?

Curiamoci delle emozioni, sono la base della relazione.

L’apprendimento passa sempre attraverso la relazione.

Un buon attaccamento ci permette di insegnare al meglio.

Ti lascio un articolo davvero bello su questo tema:

Which Is Better, Rewards or Punishments? Neither

Bambini e scrittura

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Consulenza psicologica online

Consulenza psicologica online

La consulenza psicologica online è una seduta di consulenza psicologica che puoi intraprendere comodamente da casa tua, o da dove deciderai di connetterti via Skype o Messenger, insomma con una tecnologia che ci dia modo di videochiamarci.

Perché ho deciso di fare consulenze online:

Per abbattare i costi miei e tuoi e poterci parlare direttamente da casa.

Naturalmente non nego il valore del rapporto umano dal vivo. Tuttavia, durante il primo anno di attività online, ho testato la validità dell’uso di questa modalità, valutando che fa al caso mio e, magari, anche al tuo.

Quando ti CONSIGLIO le consulenze psicologiche online:

Dopo aver letto e capito un po’ chi sono come professionista, anche se non vivi nella mia città, vuoi che sia io la tua psicologa.

Per organizzare i tuoi tempi quotidiani, riesci ad incastrare meglio il tutto, se una consulenza psicologica puoi farla abbattendo, oltre ai costi, anche il tempo che impiegheresti a recarti dallo psicologo e a tornare a casa o al tuo lavoro.

Quando ti SCONSIGLIO le consulenze psicologiche online:

Se per la tua difficoltà, uscire e raggiungere lo studio dello psicologo diventa per te un primo e importante passo di cambiamento. Questo possiamo valutarlo insieme durante la prima seduta. Sarà mia cura, in tali casi comunicarti questa evenienza e se possibile inviarti ad un fidato/a collega da te raggiungibile.

CON CHI LAVORO

Sempre più spesso negli ultimi tempi, leggo o ascolto professionisti di diversi settori che sottolineano l’importanza di “scegliere” con attenzione le persone con cui lavorare. Questo al fine di lavorare meglio e avere successo.

Ti confido una cosa: nella mia professione è un qualcosa che si fa da sempre, per etica professionale oltre che per motivazione personale al successo. Se io non posso essere la professionista che fa al caso tuo, devo dirtelo così che tu possa proseguire il percorso con chi saprà aiutarti. Non è etico che io lavori con chi non posso aiutare.

Così recita l’art. 37 del codice deontologio degli psicologi italiani:
Lo psicologo accetta il mandato professionale esclusivamente nei limiti delle proprie competenze. Qualora l’interesse del committente e/o del destinatario della prestazione richieda il ricorso ad altre specifiche competenze, lo psicologo propone la consulenza ovvero l’invio ad altro collega o ad altro professionista.

Se non posso lavorare con te, perché credo di non poterti essere di aiuto, sono obbligata a comunicartelo.

È etico e necessario ad aiutarti.

CHE TIPO DI DIFFICOLTÀ AFFRONTO PREVALENTEMENTE

  • SOSTEGNO IN GRAVIDANZA
  • SOSTEGNO PSICOLOGICO PER LO STRESS DOVUTO ALLA MATERNITÀ
  • SOLUZIONI PER COMPORTAMENTI DIFFICILI NEI BAMBINI
  • SEPARAZIONE E DIVORZIO

Per saperne di più, conoscere anche modalità e costi leggi la pagina dedicata

Che cos’è la disgrafia?

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Significato della fiaba di Hansel e Gretel

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Cos’è il bullismo

Cos’è il bullismo

Cos’è il bullismo?

Il bullismo è un fenomeno di cui sentiamo parlare sempre più spesso.

Si tratta di un concetto mutuato dalla lingua inglese il cui significato è grossomodo: fare lo spaccone.

La cosa importante da tenere presente però è che il bullismo è un fenomeno di relazione. Vale a dire che non comprende solo il bullo e i suoi comportamenti, ma anche la vittima e gli “spettatori”.

Bullismo o normale litigio?

Un atto di bullismo va distinto da normali litigi tra coetanei.

Capitano i litigi tra bambini, a tutte le età.

Si discute, motivazioni apparentemente banali possono scaldare gli animi fino alla lite vera e propria.

Tuttavia, ci sono aspetti fondamentali che distinguono il litigio dal bullismo:

nel litigio ciascuno riesce a dire la propria

ciascuno riesce ad allontanarsi dal litigio quando vuole

Vale anche il classico “non ti parlo più”. Finito. Vuol dire che la situazione ha stancato, si fa insostenibile e il ragazzino o la ragazzina si svincolano per rivolgere la loro attenzione altrove. Calmarsi e magari riuscire a “far pace” in un secondo momento, oppure no, ma non è riappacificarsi il punto.

Il punto è poter decidere di allontanarsi dopo aver esposto le proprie ragioni.

In un caso di bullismo non si può.

La vittima non riesce a reagire, ha solo paura, si sente sola, sente di poter tirarsi fuori dalla situazione che la sta vessando.

La difficoltà di capire quando il proprio figlio o figlia è una vittima

La difficoltà per i genitori è che i bambini potrebbero non raccontare quanto accade loro.

Possono non avere chiaro quello che sta succedendo.

Se non capiscono bene di cosa si tratta, non riescono a gestire la situazione, soprattutto le loro emozioni. Non mettono in campo tra le loro opzioni la necessità di chiedere aiuto.

Possono vergognarsi, temere di essere trattati ancora peggio. Potrebbero aver subito minacce riguardo il richiedere aiuto.

È necessario prestare attenzione allo stato d’animo dei propri figli, se ci sembrano più nervosi, più chiusi. È importante parlare ai bambini del bullismo. Far capire loro che cos’è, che esiste e che cosa possono fare per ricevere aiuto.

Avere a disposizione adulti aperti all’ascolto, essere circondati da compagni che sostengono, avere insegnanti attenti sono alcuni degli elementi necessari a fronteggiare il bullismo facendo rete con la scuola.

In maniera più approfondita trovi questi argomenti nel mio libro “Come dire ai bambini che cos’è il bullismo” trovi anche delle storie per parlarne ai bambini e della attività da proporre loro per aiutarli a tirare fuori le proprie emozioni.

come dire ai bambini che cos'è il bullismo

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Difficoltà a scuola: i disturbi di apprendimento

Difficoltà a scuola: i disturbi di apprendimento

DISTURBI SPECIFICI di APPRENDIMENTO comunemente denominati con il loro acronimo DSA sono una parte dei problemi d’apprendimento che si possono incontrare a scuola. Riguardano nello specifico: scrittura, lettura e calcolo. Tre abilità complesse e basilari a scuola e fuori. Ci sono


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