Tag: 4-6 anni

Genitorialità dolce

Genitorialità dolce

Oggi ti parlo dell’essere mamma e papà che applicano la genitorialità dolce, o gentle parenting per essere internazionali ;o) Vuol dire vivere sin dal primo momento una cultura del contatto, inteso come essere vicini emotivamente e fisicamente al proprio cucciolo. Cosa significa Significa rispettare l’istinto, 

Il piccolo principe

Il piccolo principe

Oggi ti voglio parlare del film il piccolo principe, quello uscito nel 2015, di cui mi innamorai all’istante e che di tanto in tanto riguardo. Principi attivi: consapevolezza, bambino interiore, essere se stessi Indicazioni: Ci sono momenti nella vita in cui i doveri ci schiacciano. 

Se compi gesti di bellezza aumenta il tuo benessere

Se compi gesti di bellezza aumenta il tuo benessere

Oggi uso i versi di José Martí per dirti che se compi gesti di bellezza aumenta il tuo benessere.

Come già ho fatto altre volte quando ho usato una poesia come spunto per riflettere su temi psicologici, te la descriverò come un bugiardino. Il bugiardino di una medicina, la poesia, che non ha controindicazioni.

Principio attivo:

Bellezza interiore, benessere

Indicazioni:

Ogni volta che possiamo cerchiamo di compiere qualcosa di bello, per noi stessi, o per qualcun altro.

Anche quando qualcosa va storto, ci troviamo in una situazione scomoda, qualcuno ci offende, riconoscendo la nostra emozione di rabbia e manifestandola, passiamo poi a canalizzare l’energia che la rabbia ci offre per compiere qualcosa di bello, allora avremo aggiunto una goccia di bellezza all’universo, allora vivremo in un mondo che avrà una goccia di bellezza in più.

Qualcuno ha detto “praticate atti di gentilezza a casaccio“. Ogni atto di vita ci rende vitali e ci dona benessere. Forza allora: coltiviamo le nostre rose bianche!

poesia josè martì

Spiritualità e benessere

Coltivare la propria spiritualità, che non vuol dire necessariamente sposare anche un credo religioso, aiuta a vivere nel benessere. Vivere spiritualmente in maniera consapevole fa stare bene perché conferisce “senso” profondo a ogni nostro giorno.

La mia concezione spirituale sposa il concetto che “Tutto è uno”. Questa meravigliosa concezione della vita fa sì che non si possa percepire una reale separazione. Le divisioni possono generae sconforto, prese di posizione dure. Possono indurci a chiuderci, a sentirci distinti e separati dall’ambiente circostante.

Invece la bellezza del fatto che davverto “Tutto è uno” è che sai che ogni goccia di bellezza che riesci a stillare nel mondo ti restituisce un mondo con una goccia di bellezza in più. Un mondo di cui anche tu sei profondamente parte.

A volte si sente di “dare a vuoto”, non ci sente ripagati. Questa visione è limitata alla percezione del sé nella separazione. Vivere la pienezza del tutto che è uno invece toglie queste sensazioni sgradevoli dal campo. Incrementa il desiderio di sperimentarsi e offrire il meglio di sé.

Vivere a pieno la vita, coltivare i propri talenti, diventare a pieno sé stessi. Tutto questo ci può rendere felici. Tutto questo presuppone un atto d’amore. Donare sé stessi alla vita.

Spiritualità e bambini

Chi segue un credo religioso tende a coinvolgere da subito i bambini in certe ritualità e credenze. Tuttavia la religione non esaurisce la dimensione spirituale.

Anche chi non crede in una religione, può sentire il bisogno di coltivare la propria spiritualità. Condividere questo aspetto della vita con i bambini, quando non si tratta di una religione organizzata, può risultare più complesso. La spiritualità è un’area di sé che si evolve avanti con gli anni. Presuppone un pieno sviluppo del pensiero astratto. Tuttavia, possiamo coltivare nei nostri bambini aspetti importanti per una vita piena di benessere che li sostengano anche nella crescita spirituale. Te ne suggerisco tre:

Fede nella bontà, nell’essere amati, fede nell’idea che, a prescindere dalla propria concezione spirituale o religiosa, l’universo sorrida loro.

Gratitudine per quel che c’è di bello nelle loro vite, per le persone care.

Amare la natura. Seguire le stagionalità e imparare dai mutamenti stagionali, l’importanza di tutte le emozioni, di tutti i movimenti e i cambiamenti fuori e dentro di noi.

Sentirsi amati, amare il mondo attorno a sé e sentirsi grati sono basi importanti del benessere e motivazioni a compiere gesti di bellezza per sé e per gli altri.

 

3 modi di comunicare che favoriscono l’autostima

3 modi di comunicare che favoriscono l’autostima

Talvolta utilizziamo delle espressioni che incidono negativamente sull’ autostima dei bambini, invece ecco un modo di comunicare che favorisce l’autostima: Mettere in discussione il messaggio o il comportamento non il suo autore Questa modalità di approccio comunicativo è molto importante. Capita spesso di mettere in 

3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

Oggi ti voglio suggerire 3 modi per aumentare l’autostima dei bambini Cos’è l’autostima L’autostima è la considerazione che ciascuno ha di sé. È una condizione fondamentale per il benessere e la realizzazione piena nella vita. È molto importante che i genitori aiutino i bambini a 

Facciamo amicizia con l’autismo

Facciamo amicizia con l’autismo

Lo scorso anno sono riuscita a pubblicare un testo a cui lavoravo da tempo intitolato Il mio amico è unico: facciamo amicizia con l’ autismo.

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Perché un libro che parla di autismo

Ho scritto una fiaba intolata “Il gattino Blu” e poi un’altra dal titolo “Cippilù, lo scoiattolo del pianeta blu” e poi il testo de “Il mio amico è unico”. Sono scritti nati per spiegare l’autismo ai bambini, dopo aver trascorso alcuni anni a lavorare con degli amici speciali.

Tutto è cominciato una mattina di aprile del 2004, quando ho conosciuto la mia prima amica speciale: S.

S. è quasi mia coetanea, mi ha portato con sé nella sua stanza e invitato a guardare con lei le sue foto  e i suoi giornali preferiti. Spesso mi ha anche chiesto di ascoltare le sue canzoni preferite. Molte, molte volte.

Poi ho conosciuto N. che invece è un bambino di 9 anni quando inizio a lavorare con lui. Ama molto i video, non parla con me. Tuttavia, quando canto una canzone che ama molto, tratta dalla sua fiaba-cartone preferita lui dice qualche parola con me mentre canto.

Cosa mi hanno insegnato i miei amici con autismo

Ho conosciuto tanti altri bambini e ragazzi con autismo. Ciascuno con le sue attività preferite, con abilità specifiche su cui lavorare insieme. Soprattutto quello che mi hanno insegnato, ciascuno di loro nel suo modo speciale, è stato come stare bene insieme.

Il punto focale del mio lavoro è sempre stata la relazione. Anche quello più difficile. Senza però non era possibile procedere con quanto previsto dall’intervento psicoeducativo.

Ogni apprendimento passa sempre attraverso la relazione

Perché spiegare ai bambini cos’è l’autismo?

Capire come fare amicizia con un amico speciale è un arricchiamento. Aiuta i bambini della classe ad avere maggiori consapevolezza e competenze relazionali. Aiuta i bambini con autismo a vivere bene nel contesto classe aumentando le loro competenze relazionali verso dei coetanei che li capiscono e sanno come interagire e comunicare con loro.

Il mio amio è unico: facciamo amicizia con l’autismo

copertina libro con due bambini che scambiano un immagina con oggetto

Il libro è un dialogo tra una mamma e una figlia in cui la bambina racconta che a scuola le hanno spiegato le caratteristiche di un bambino con autismo e come poter essere suoi amici. Il libro contiene alcune schede con giochi e suggerimenti per relazionarsi in maniera positiva con il proprio compagno di classe autistico.

Questo testo è nato dalla collaborazione  con la Dott.ssa Fabiana Sonnino, presidente della coop Tutti giù per Terrra ONLUS, con la possibilità di avere ancora le illustrazioni di un amico speciale: Diego Archilei, che già aveva illustrato per me la fiaba di Cippilù e che ringrazio di cuore.

A questo link trovi info sul libro e un estratto.

Come dire ai figli che i genitori si separano

Come dire ai figli che i genitori si separano

Come dire ai figli che i genitori si separano è un tema che mi ho affrontato spesso durante le consulenze. [PUOI ASCOLTARE QUESTO POST A QUESTO LINK] Quando due genitori smettono di essere coppia non smettono però di essere genitori. Questo processo presuppone una scissione. 

I bambini devono annoiarsi

I bambini devono annoiarsi

I bambini devono annoiarsi? Ebbene sì. In questo post ti racconto come creare momenti di noia ai bambini e insegnar loro il benefico effetto dei momenti di pausa accantonando l’horror vacui. [Per ascoltare la registrazione del post clicca qui] Scrivo questo post su impulso della 

Le paure dei genitori

Le paure dei genitori

Pensate mai a come le paure dei genitori possano incidere sulle emozioni dei figli?

Scrivo questo post su impulso della preoccupazione di una mamma circa la possibilità di trasmettere proprie paure alla figlia.

[QUI PUOI ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE DEL POST]

Ci sono alcuni aspetti da considerare per farsi un’idea riguardo a questa preoccupazione.

PREOCCUPAZIONE O FOBIA

Quella che sente il genitore è una preoccupazione, un timore che però non inficia il buon vivere quotidiano, non limita le esperienze, non induce ad evitare costantemente alcune situazioni, oppure sì?

Questo quesito è davvero importante, poiché qualora una persona, a prescindere dalla presenza dei figli, veda limitata la sua vita da una vera e propria fobia che ne circoscriva il benessere e le azioni quotidiane, prendere in considerazione la consulenza di uno psicologo è di grande aiuto.

WE REPEAT WHAT WE DON’T REPAIR

Questa frase di Christine Langley-Obaugh ci dà la dimensione di quanto sia importante essere consapevoli di nostri eventuali limiti e modalità di funzionamento al fine di lavorarci su per non trasmetterli inconsapevolmente ai figli. Se neppure sappiamo che una certa elevata preoccupazione potrebbe essere trasmessa ai figli, agiremo senza possibilità di cambiamento. Per cui porsi la questione è il primo passo utile per superare la difficoltà.

La consapevolezza è il primo passo, ma non il solo ingrediente necessario.

CONFINI

Una cosa importante da fare e dare i giusti confini alla paura che si prova come mamme. Dicendo che noi abbiamo la tal paura, non che l’oggetto della nostra paura sia in assoluto spaventoso. Riportando l’esempio che magari il papà o la nonna non hanno tale paura.

Ad esempio ho personalmente parecchia paura delle api, vespe, insetti che pungono. Ho cercato di circoscrivere questa paura a me, lasciando la possibilità a mia figlia di sapere che non tutte le persone hanno timore allo stesso modo, mostrandole come il comportamento del papà, o dei nonni sia diverso verso questi insetti. Non saprei dirti se avrà paura come me a mano a mano che cresce, questo dipenderà dalle esperienze, se la pungeranno potrà aumentare questa possibilità. Dare confini alla propria paura è però importante. Mostra al bambino che una certa cosa non è in assoluto qualcosa di cui aver timore.

SPIEGARE

Possiamo anche, soprattutto se un bambino lo domanda, spiegare perché abbiamo paura di una certa cosa, aiuterà anche noi a limitare il motivo del nostro timore. Magari abbiamo paura dei cani perché da piccoli c’era un grosso cane antipatico vicino a dove vivevamo che abbaiava sempre troppo spaventandoci. Anche in questo caso però diventa importante darei i giusti confini, offrendo a noi stessi e al nostro piccolo la visione che fuori dalla nostra esperienza negativa ce ne sono moltissime positive, dicendo in riferimento all’esempio specifico che però ci sono moltissimi cagnolini molto simpatici con cui fare amicizia.

ATTENZIONE ALLE PAROLE

I nostri pensieri, che danno impulso alle nostre azioni e che sono causa e conseguenza di esperienze ed emozioni, sono fatti di parole.

Le parole che usiamo quotidianamente ci possono far capire molto, se prestiamo attenzione, sul nostro modo di percepire e sentire rispetto a qualcosa.

Ad esempio possiamo essere molto preoccupate per il nostro aspetto fisico, per il peso, magari involontariamente diciamo spesso qualcosa relativamente al fatto che pesiamo troppo, o che non bisogna aumentare troppo di peso, o comunque quando ci esprimiamo sul tema, lo facciamo sottolineando l’importanza di essere magri e passando di conseguenza un certo tipo di messaggio ai figli.

Questi messaggi che passiamo loro inconsapevolmente possono creare la nostra medesima preoccupazione nei figli, anche se il nostro scopo non era certo che si preoccupassero del loro peso.

Facciamo quindi attenzione alle parole che utilizziamo. Se sappiamo di avere determinati timori poniamo attenzione a confinarli al nostro personale sentire, offrendo al bambino la possibilità di vedere che ci sono adulti importanti attorno a lui che non hanno la medesima preoccupazione.

Quando la paura è davvero importante e ci limita può aiutare l’aiuto di uno psicologo.

 

 

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VUOLE SOLO LA MAMMA

VUOLE SOLO LA MAMMA

Capita anche a te di pensare “Vuole solo la mamma!”? [CLICCA QUI PER ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE DEL POST] Scrivo questo post su impulso della domanda da parte di una mamma. Mi racconta di essere molto stanca e desiderare che alcune routine svolte con la sua