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Tag: 11-18 anni

Genitori e figli: istruzioni per l’uso

Genitori e figli: istruzioni per l’uso

Un titolo ambizioso quello di oggi, Genitori e figli: istruzioni per l’uso e aggiungo Sottotitolo: Del perché motivare i figli è meglio che punirli. ATTENZIONE: Post ad alto contenuto informativo per genitori che desiderano instaurare un rapporto sereno e motivante con i propri figli tale […]

3 modi di comunicare che favoriscono l’autostima

3 modi di comunicare che favoriscono l’autostima

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3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

Oggi ti voglio suggerire 3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

Cos’è l’autostima

L’autostima è la considerazione che ciascuno ha di sé.

È una condizione fondamentale per il benessere e la realizzazione piena nella vita.

È molto importante che i genitori aiutino i bambini a costruire una buona stima di sé stessi.

Bambini e autostima

I primi anni della nostra vita passiamo la maggior parte del tempo all’interno della famiglia, nelle relazioni con chi si prende cura di noi, principalmente i nostri genitori. Sarà dal modo in cui ci sentiamo amati che impareremo ad amare noi stessi. Anche se resta sempre possibile riparare situazioni che generano difficoltà, costruire una modalità sana di amare sé stessi è più facile che porvi rimedio.

È più facile costruire bambini forti che riparare uomini distrutti
Frederick Douglass

Per questo poniamo particolare attenzione nei messaggi che inviamo ai nostri bambini relativamente al loro valore.

3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

1 PASSARE DEL TEMPO DI QUALITÀ INSIEME

Quando decidiamo di trascorrere del tempo di qualità con un bambino gli diamo importanza, il messaggio che gli arriverà sarà “tu sei importante”. Questo contribuisce a che riesca a costruire una buona stima di sé.

2 SOTTOLINEARE I SUCCESSI

È necessario porre sempre l’attenzione sui risultati positivi. Enfatizzare ciò che il bambino fa di buono.

Quel che viene sottolineato, assume maggiore valore, avrà più probabilità di essere messo in atto di nuovo. Si costruisce un circolo virtuoso.

Dire quello che non va bene, dire solo “non si va”, punire sono modalità errate. Lo sono perché lasciano il bambino nella frustrazione e in un vuoto educativo. Quando fa qualcosa che non va bene, è giusto spiegare i motivi e indicare l’alternativa adeguata. Insegniamo il comportamento adeguato e premiamo la sua attuazione.

Avere maggiore attenzione ai successi pone solide basi per l’autostima perché le esperienze di successo diverranno le più importanti.

3 OFFRIRE OCCASIONI PER SPERIMENTARE SUCCESSO

Collegato alla modalità educativa adeguata basata sull’insegnamento dei comportamenti positivi da tenere, è dare occasione di sperimentare successo.

Dobbiamo conoscere così bene il nostro bambino da permettergli di sperimentare successo. Creando, ogni volta che è possibile, occasioni in cui, con uno sforzo adeguato alla sua età e alle sue competenze, possa sperimentare successo.

Per le persone che non si stimano, il successo vale zero, l’insuccesso vale doppio.

(Giorgio Nardone)

 

Ho scritto un libro dove oltre ad un’introduzione sull’autostima, trovi tre fiabe e alcune attività per per parlare di autostima ai bambini e lavorarci su, eccolo:

libro autostima bambiniCLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ

Ecco perché punire i figli è sbagliato

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Cara mamma, forse sei anche tu come me figlia degli anni ’70, veniamo da un’epoca in cui PURTROPPO si riteneva adeguato PUNIRE i figli per educarli. Spesso, NONOSTANTE questo tipo di modalità educativa, diventiamo persone adulte abbastanza sane ed equilibrate e, non avendo a disposizione […]

Autismo e linguaggio

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Autismo e linguaggio sono spesso due termini di un conflitto. L’assenza di motivazione alla relazione comporta in molti casi assenza di capacità comunicativa. Manca, talvolta del tutto prima di un intervento riabilitativo, l’intento comunicativo. Ho potuto osservare negli di lavoro con i bambini con autismo, […]

A.B.A. autismo

A.B.A. autismo

Cos’è l’A.B.A.?

A.b.a. è l’acronimo inglese per Applied Behavior Analysis, analisi comportamentale applicata.

L’applicazione delle teorie psicologiche comportamentiste.

Cos’è il comportamentismo?

Il comportamentismo è una branca della psicologia che studia il comportamento osservabile, senza fare inferenze, senza intuire, si limita a ciò che si può vedere.

Si fonda su principi molto basilari: apprendimento per ricompensa/punizione e apprendimento associativo.

Nel primo caso parleremo di condizionamento operante, nel secondo di condizionamento classico.

Il più grande vanto delle scienze comportamentali è il loro successo e la rilevanza dei dati scientifici rilevabili. Questo fa molto “audience” verso alcune sue applicazioni, ma è abbastanza ovvio che sia così approfondendone le caratteristiche.

Il comportamentismo se ben applicato non può fallire.

(altro…)

Cause del bullismo

Cause del bullismo

Oggi vi accompagno tra le possibili cause del bullismo, è importante farsi un’idea anche di cosa può esserci dietro i comportamenti del bullo e della vittima. Ipotesi psicologiche e socio-culturali sui fattori che possono dar vita a situazioni di bullismo. IL MALESSERE DIETRO I COMPORTAMENTI […]

Bulli e vittime

Bulli e vittime

Bulli e vittime: un insieme che può farsi esplosivo. Conoscere meglio le caratteristiche del bullismo aiuta a riconoscerlo, anzi di più, può aiutare a prevenirlo. Capire “chi sono” i bulli e le vittime, aiuta a individuarli meglio e a poter elaborare un buon intervento. Il […]

Cos’è il bullismo

Cos’è il bullismo

Sapere cos’è il bullismo, comprenderne a pieno le caratteristiche per riconoscerlo e fronteggiarlo al meglio, laddove non sia stato possibile prevenirlo.

“E’ malvagio. Quando uno piange, egli ride. Provoca tutti i più deboli di lui, e quando fa a pugni, s’inferocisce e tira a far male. Non teme nulla, ride in faccia al maestro, ruba quando può, nega con una faccia invetriata, è sempre in lite con qualcheduno. Egli odia la scuola, odia i compagni, odia il maestro”.

(da il libro “Cuore” di Edmondo De Amicis)

DEFINIZIONE DEL TERMINE

Il termine ”bullismo” viene dall’inglese bullyingche significa perseguitare, tormentare, fare lo spaccone.

È utilizzato per indicare un insieme di comportamenti in cui qualcuno ripetutamente fa o dice cose per avere potere su un’altra persona o dominarla.

Una cosa importante da notare è che il termine originario “bullying” include sia i comportamenti del “persecutore” che quelli della “vittima”. Si pone al centro dell’attenzione la relazione nel suo insieme.

COSA DISTINGUE IL BULLISMO DA NORMALI CONFLITTI TRA COETANEI

Il bullismo non va confuso con i normali conflitti tra coetanei, ci sono delle differenze sostanziali che dobbiamo tenere presenti (altro…)

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Litigo sempre con il mio ex marito e temo che i miei figli ne risentano. Con queste parole più di una mamma si è rivolta a me negli ultimi anni, cercando una soluzione al carico emotivo vissuto dai figli durante la separazione. EFFETTI DELLA CONFLITTUALITÀ […]