Tag: 11-18 anni

3 modi di comunicare che favoriscono l’autostima

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3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

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Ecco perché punire i figli è sbagliato

Ecco perché punire i figli è sbagliato

Cara mamma,

forse sei anche tu come me figlia degli anni ’70, veniamo da un’epoca in cui PURTROPPO si riteneva adeguato PUNIRE i figli per educarli.

Spesso, NONOSTANTE questo tipo di modalità educativa, diventiamo persone adulte abbastanza sane ed equilibrate e, non avendo a disposizione altri modelli educativi, continuiamo a ritenere giusto usare punizioni con i figli.

Se ci capita di usare una punizione, in un momento di disperazione, rendiamoci poi conto però che è stato un fallimento educativo e cerchiamo magari di rimediare.

La cosa che mi preoccupa davvero è che lo si ritiene un modus operandi sano e giusto, promuovendolo come modalità adeguata di educare.

Talvolta, si porta a sostegno della propria opinione che anche la società è basata sulle pene per chi non rispetta le leggi. Credo però che possiamo ben renderci conto di cosa questi sistemi generino: ribellione, rabbia, ricerca di una scappatoia.

Purtroppo il messaggio della punizione è: “è necessario che tu soffra per quello che hai fatto”. Certo quasi mai i genitori sono coscienti di questo, non vogliono consapevolmente comunicare un messaggio simile ai figli, ma temono di diventare eccessivamente permissivi se si comportano altrimenti.

Immagino anche che la maggior parte dei genitori, se non la totalità, soffrano quando si trovano a dover punire i figli, tuttavia sentono che è necessario e importante dare regole e non vogliono nuocere ai figli come genitori lassisti.

SI POSSONO DARE REGOLE SENZA PUNIRE

Cara mamma, vorrei proprio riuscire ad abbracciarti e tranquillizzarti, si possono dare regole senza usare le punizioni.

Il modo in cui accogliamo i comportamenti dei figli, come ce li spieghiamo, il senso che diamo a quello che fanno ci danno modo di reagire in modi differenti: stando nella relazione e lavorando con le emozioni o impuntandoci sul comportamento e allontanandoci con le punizioni.

La cura della relazione e l’attenzione alle emozioni sono davvero il punto centrale. Ci permettono di “spersonalizzare” un comportamento, fermandoci nel momento emotivo, che ci consente di accogliere il bambino con la sua emozione. È molto importante che riusciamo ad accettare le emozioni, a permettere alle emozioni di esistere, a dare loro un nome, così insegniamo a riconoscerle e a viverle in maniera sana.

UN ESEMPIO

Provo a farti un esempio: Se un bimbo è molto arrabbiato e triste perché vuole un giocattolo, possiamo comunque riconoscere la sua emozione e stargli accanto. Anziché dirgli di smetterla e che si sta comportando male, o peggio che fa il cattivo; possiamo dire che comprendiamo che il suo desiderio era davvero forte e che ora si senta triste o arrabbiato, e accompagnarlo con un abbraccio, accarezzandolo per aiutarlo a calmarsi. Pensiamo a quanto può essere difficile per noi calmarci mentre siamo seriamente frustrate, vorremmo che chi ci ama ci aiutasse dolcemente a riguadagnare la calma o che ci urlasse contro?

Curiamoci delle emozioni, sono la base della relazione.

L’apprendimento passa sempre attraverso la relazione.

Un buon attaccamento ci permette di insegnare al meglio.

Ti lascio un articolo davvero bello su questo tema:

Which Is Better, Rewards or Punishments? Neither

Consulenza psicologica online

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A.B.A. autismo

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Cos’è l’A.B.A.?

A.b.a. è l’acronimo inglese per Applied Behavior Analysis, analisi comportamentale applicata.

L’applicazione delle teorie psicologiche comportamentiste.

Cos’è il comportamentismo?

Il comportamentismo è una branca della psicologia che studia il comportamento osservabile, senza fare inferenze, senza intuire, si limita a ciò che si può vedere.

Si fonda su principi molto basilari: apprendimento per ricompensa/punizione e apprendimento associativo.

Nel primo caso parleremo di condizionamento operante, nel secondo di condizionamento classico.

Il più grande vanto delle scienze comportamentali è il loro successo e la rilevanza dei dati scientifici rilevabili. Questo fa molto “audience” verso alcune sue applicazioni, ma è abbastanza ovvio che sia così approfondendone le caratteristiche.

Il comportamentismo se ben applicato non può fallire.

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Cause del bullismo

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Bulli e vittime

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Cos’è il bullismo

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Sapere cos’è il bullismo, comprenderne a pieno le caratteristiche per riconoscerlo e fronteggiarlo al meglio, laddove non sia stato possibile prevenirlo.

“E’ malvagio. Quando uno piange, egli ride. Provoca tutti i più deboli di lui, e quando fa a pugni, s’inferocisce e tira a far male. Non teme nulla, ride in faccia al maestro, ruba quando può, nega con una faccia invetriata, è sempre in lite con qualcheduno. Egli odia la scuola, odia i compagni, odia il maestro”.

(da il libro “Cuore” di Edmondo De Amicis)

DEFINIZIONE DEL TERMINE

Il termine ”bullismo” viene dall’inglese bullyingche significa perseguitare, tormentare, fare lo spaccone.

È utilizzato per indicare un insieme di comportamenti in cui qualcuno ripetutamente fa o dice cose per avere potere su un’altra persona o dominarla.

Una cosa importante da notare è che il termine originario “bullying” include sia i comportamenti del “persecutore” che quelli della “vittima”. Si pone al centro dell’attenzione la relazione nel suo insieme.

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