fbpx

Tag: 0-3 anni

Genitori e figli: istruzioni per l’uso

Genitori e figli: istruzioni per l’uso

Un titolo ambizioso quello di oggi, Genitori e figli: istruzioni per l’uso e aggiungo Sottotitolo: Del perché motivare i figli è meglio che punirli. ATTENZIONE: Post ad alto contenuto informativo per genitori che desiderano instaurare un rapporto sereno e motivante con i propri figli tale […]

Genitorialità dolce

Genitorialità dolce

Oggi ti parlo dell’essere mamma e papà che applicano la genitorialità dolce, o gentle parenting per essere internazionali ;o) Vuol dire vivere sin dal primo momento una cultura del contatto, inteso come essere vicini emotivamente e fisicamente al proprio cucciolo. Cosa significa Significa rispettare l’istinto, […]

Il sonno dei bambini

Il sonno dei bambini

Il sonno dei bambini è diverso da quello dei grandi

Il sonno nei bambini è differente da quello degli adulti, sfortunatamente per quest’ultimi.

Così, tranne rari casi molto fortunati, i neogenitori vedono sfumare nel passato le loro serene notti di sonno, notti in cui erano loro a decidere quando addormentarsi e quando risvegliarsi.

I piccini possono fare fatica a prendere sonno e avere più risvegli durante la notte.

Addormentamento e risvegli

L’addormentamento è un momento particolare. E’, in fine dei conti, una separazione, un momento in cui dal mondo della veglia si fa il salto tra le braccia di morfeo, si chiudono gli occhi si smette in qualche modo di “stare con” la mamma, il papà, i nonni e si scivola in un mondo sconosciuto, tutto questo può provocare ansia.

Un momento in cui la vicinanza della mamma e/o del papà è necessaria a rassicurare e permettere il rilassamento necessario ad un addormentamento sereno.

Un bimbo, proprio perchè il sonno fa sentir strani, perchè mette in ansia, può piangere, anche molto.

Un bimbo ha bisogno di essere accompagnato nel sonno con dolcezza ansia, può piangere, anche molto. Un bimbo che piange ha bisogno e diritto di essere consolato. Sempre.

Nocive quelle “metodologie” che prevedono di abbandonare il bambino a se stesso, vale a dire di lasciarlo piangere. Questa pratica comunica al bambino che quando lui ha bisogno dei suoi genitori questi non sono a sua disposizione, lasciandolo in una condizione di insicurezza. Certo alla fine si addormenterà stremato e disperato, che certo è il contrario di accompagnare il piccolo in un sereno addormentamento.

 

Cosa si può fare?

Non esistono ricette magiche uguali per tutti. Ogni bambino è diverso, come diversi sono i suoi genitori. Alcune persone sono per natura portate a dormire più ore, altre sono più reattive e ansiose e fanno fatica ad addormentarsi e dormono meno. Lo stesso succede con i bambini. Pensiamo a quanto è difficile per noi gestire le difficoltà con il sonno e immaginiamo quanto può esserlo per i bambini.

Ciascuno a poco a poco trova il suo rito per la nanna: una favola, una canzoncina, essere cullato, bere una camomilla, essere accarezzato nel letto.

Per tutte le mamme che come me hanno visto sfumare molte ore di sonno, ecco una filastrocca:

NINNAMAMMA

Filastrocca della notte

Già si chiudono le porte

Delle stanze dei bambini

Con indosso i pigiamini

Al calduccio nel lettino

Fanno un dolce sonnellino.

Dopo un poco s’avvicina

Quatta, quatta una fatina

Ti rimbocca le coperte

Mette in ordine il cuscino

Se ci son le tende aperte

Le richiude un pochettino

“Ma chi è questa fatina?”

Già si chiede una bambina,

canta a te la ninnananna

questa fata è la tua mamma!

Ci immagino un po’ fatine in questa filastrocca perché quando un bimbo ci fa perdere parecchie ore di sonno ci vuole una pazienza magica. Proviamo a guardarla in prospettiva, sarà così piccino per pochissimo tempo, è importante modellare un po’ la nostra vita sulle sopravvenute esigenze e non essere troppo esigenti con noi stesse.

Se senti il bisogno di un sostegno psicologico senza muoverti da casa tua leggi la pagina delle consulenze psicologiche online

3 modi di comunicare che favoriscono l’autostima

3 modi di comunicare che favoriscono l’autostima

Talvolta utilizziamo delle espressioni che incidono negativamente sull’ autostima dei bambini, invece ecco un modo di comunicare che favorisce l’autostima: Mettere in discussione il messaggio o il comportamento non il suo autore Questa modalità di approccio comunicativo è molto importante. Capita spesso di mettere in […]

3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

Oggi ti voglio suggerire 3 modi per aumentare l’autostima dei bambini Cos’è l’autostima L’autostima è la considerazione che ciascuno ha di sé. È una condizione fondamentale per il benessere e la realizzazione piena nella vita. È molto importante che i genitori aiutino i bambini a […]

Cosa leggere ai bambini di 2 anni

Cosa leggere ai bambini di 2 anni

Oggi ti voglio suggerire cosa leggere ai bambini di 2 anni.

[ASCOLTA LA REGISTRAZIONE DEL POST A QUESTO LINK]

Lo sviluppo attorno ai 24 mesi

I bambini già camminano bene e parlottano. Alcuni dicono già piccole frasi altri sono alle prime parole. Se il tuo bambino di due anni non dice nessuna parola o solo alcune, potrà essere utile per rassicurarti, una visita dal logopedista.

Per i piccoli è piacevole seguire piccole storie accompagnate da immagini, ma se sono troppo lunghe o complesse possono perdere interesse.

Siamo in pieno periodo senso-motorio. Questo vuol dire che a questa età lo sviluppo motorio e l’apprendimento attraverso i sensi sono aspetti fondamentali della quotidianità.

Cosa può interessare i bambini di 2 anni?

Come accade a qualsiasi età quel che riguarda da vicino risulta di grande interesse. Rispettando le competenze e gli interessi.

Si tratta di bambini che sperimentano con i sensi. Allora, parlare loro proprio dei cinque sensi, sperimentandoli, diventa un momento di racconto e di gioco molto utile oltre che piacevole.

Sperimentare i 5 sensi

Permettere ai bambini di conoscere attraverso tutti e 5 i sensi in maniera guidata può essere davvero molto divertente. Superfici diverse da toccare, luci di diversi colori, odori, cose calde o fredde, bagnate o asciutte. Ascoltare suoni differenti.

Possiamo inventare dei veri e proprio “itinerari” di scoperta, anche attraverso il cibo. Molto divertente può essere far loro chiudere gli occhi e poi toccare, odorare un cibo per provare a indovinare di cosa si tratta, poi assaggiare e vedere se avevano indovinato!

I fantastici viaggi di Dino: Progetto-favola per laboratori sui cinque sensi

i fantastici viaggi di Dino

In questo librino trovi un insieme di mini racconti in rima per introdurre i cinque sensi. Si tratta di un’attività ludica di laboratorio rivolta a bambini dai 12 ai 36 mesi.

Ho voluto unire il piacere per le storie in rima al tema di sviluppo portante dei primi anni: l’apprendimento attraverso i sensi. Spiegando ai bambini in maniera giocosa a cosa servono i sensi, quali usiamo e quando. La consapevolezza sensoriale è una base importante per gli apprendimenti successivi.

Ti fornisco indicazioni su come svolgere l’attività con i bambini.

Il protagonista è Dino, un simpatico dinosauro che porta con sé i bambini attraverso i suoi fantastici viaggi. Viaggi attraverso i 5 sensi! Forza allora, il paese della vista, quello del tatto e di tutti gli altri sensi vi aspettano!

A questo link trovi anche un estratto del libro.

Come dire ai figli che i genitori si separano

Come dire ai figli che i genitori si separano

Come dire ai figli che i genitori si separano è un tema che mi ho affrontato spesso durante le consulenze. [PUOI ASCOLTARE QUESTO POST A QUESTO LINK] Quando due genitori smettono di essere coppia non smettono però di essere genitori. Questo processo presuppone una scissione. […]

I bambini devono annoiarsi

I bambini devono annoiarsi

I bambini devono annoiarsi? Ebbene sì. In questo post ti racconto come creare momenti di noia ai bambini e insegnar loro il benefico effetto dei momenti di pausa accantonando l’horror vacui. [Per ascoltare la registrazione del post clicca qui] Scrivo questo post su impulso della […]

Le paure dei genitori

Le paure dei genitori

Pensate mai a come le paure dei genitori possano incidere sulle emozioni dei figli?

Scrivo questo post su impulso della preoccupazione di una mamma circa la possibilità di trasmettere proprie paure alla figlia.

[QUI PUOI ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE DEL POST]

Ci sono alcuni aspetti da considerare per farsi un’idea riguardo a questa preoccupazione.

PREOCCUPAZIONE O FOBIA

Quella che sente il genitore è una preoccupazione, un timore che però non inficia il buon vivere quotidiano, non limita le esperienze, non induce ad evitare costantemente alcune situazioni, oppure sì?

Questo quesito è davvero importante, poiché qualora una persona, a prescindere dalla presenza dei figli, veda limitata la sua vita da una vera e propria fobia che ne circoscriva il benessere e le azioni quotidiane, prendere in considerazione la consulenza di uno psicologo è di grande aiuto.

WE REPEAT WHAT WE DON’T REPAIR

Questa frase di Christine Langley-Obaugh ci dà la dimensione di quanto sia importante essere consapevoli di nostri eventuali limiti e modalità di funzionamento al fine di lavorarci su per non trasmetterli inconsapevolmente ai figli. Se neppure sappiamo che una certa elevata preoccupazione potrebbe essere trasmessa ai figli, agiremo senza possibilità di cambiamento. Per cui porsi la questione è il primo passo utile per superare la difficoltà.

La consapevolezza è il primo passo, ma non il solo ingrediente necessario.

CONFINI

Una cosa importante da fare e dare i giusti confini alla paura che si prova come mamme. Dicendo che noi abbiamo la tal paura, non che l’oggetto della nostra paura sia in assoluto spaventoso. Riportando l’esempio che magari il papà o la nonna non hanno tale paura.

Ad esempio ho personalmente parecchia paura delle api, vespe, insetti che pungono. Ho cercato di circoscrivere questa paura a me, lasciando la possibilità a mia figlia di sapere che non tutte le persone hanno timore allo stesso modo, mostrandole come il comportamento del papà, o dei nonni sia diverso verso questi insetti. Non saprei dirti se avrà paura come me a mano a mano che cresce, questo dipenderà dalle esperienze, se la pungeranno potrà aumentare questa possibilità. Dare confini alla propria paura è però importante. Mostra al bambino che una certa cosa non è in assoluto qualcosa di cui aver timore.

SPIEGARE

Possiamo anche, soprattutto se un bambino lo domanda, spiegare perché abbiamo paura di una certa cosa, aiuterà anche noi a limitare il motivo del nostro timore. Magari abbiamo paura dei cani perché da piccoli c’era un grosso cane antipatico vicino a dove vivevamo che abbaiava sempre troppo spaventandoci. Anche in questo caso però diventa importante darei i giusti confini, offrendo a noi stessi e al nostro piccolo la visione che fuori dalla nostra esperienza negativa ce ne sono moltissime positive, dicendo in riferimento all’esempio specifico che però ci sono moltissimi cagnolini molto simpatici con cui fare amicizia.

ATTENZIONE ALLE PAROLE

I nostri pensieri, che danno impulso alle nostre azioni e che sono causa e conseguenza di esperienze ed emozioni, sono fatti di parole.

Le parole che usiamo quotidianamente ci possono far capire molto, se prestiamo attenzione, sul nostro modo di percepire e sentire rispetto a qualcosa.

Ad esempio possiamo essere molto preoccupate per il nostro aspetto fisico, per il peso, magari involontariamente diciamo spesso qualcosa relativamente al fatto che pesiamo troppo, o che non bisogna aumentare troppo di peso, o comunque quando ci esprimiamo sul tema, lo facciamo sottolineando l’importanza di essere magri e passando di conseguenza un certo tipo di messaggio ai figli.

Questi messaggi che passiamo loro inconsapevolmente possono creare la nostra medesima preoccupazione nei figli, anche se il nostro scopo non era certo che si preoccupassero del loro peso.

Facciamo quindi attenzione alle parole che utilizziamo. Se sappiamo di avere determinati timori poniamo attenzione a confinarli al nostro personale sentire, offrendo al bambino la possibilità di vedere che ci sono adulti importanti attorno a lui che non hanno la medesima preoccupazione.

Quando la paura è davvero importante e ci limita può aiutare l’aiuto di uno psicologo.

Leggi le informazioni sulle consulenze psicologiche online di cui mi occupo.

 

ISCRIVITI ALLA FAVOLETTERA!

VUOLE SOLO LA MAMMA

VUOLE SOLO LA MAMMA

Capita anche a te di pensare “Vuole solo la mamma!”? [CLICCA QUI PER ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE DEL POST] Scrivo questo post su impulso della domanda da parte di una mamma. Mi racconta di essere molto stanca e desiderare che alcune routine svolte con la sua […]