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Una fiaba per parlare della rabbia

Una fiaba per parlare della rabbia

Oggi ti propongo una fiaba per parlare della rabbia con i bambini. Qualche tempo fa mi ha scritto una mamma per domandarmi consiglio su fiabe per affrontare il tema della rabbia col proprio bambino. Cos’è la rabbia La rabbia è un’emozione tanto diretta e basilare 

Consigli a me stessa per non soccombere

Consigli a me stessa per non soccombere

Mentre scrivo questo post piove. Avete presente quando Igor in Frankenstein Jr dice “potrebbe andar peggio, potrebbe piovere”. Seguono tuoni e fulmini? Ecco qui già piove. Oltre a tutto il resto. Piove. Piove e l’acqua mi fa pensare al traboccamento. Quando goccia, goccia, il vaso 

Aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco

Aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco

Oggi ti parlo degli aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco.

I proverbi che sono molto saggi ce lo ricordano: Partire è un po’ morire.

Quando lasciamo un luogo caro viviamo un senso di perdita.

Ogni vissuto è soggettivo, lasciare un posto può anche essere liberatorio, ma se amavamo molto un certo luogo, un paese, uno specifico quartiere o, più in particolare, una casa, dover andare via può pesare emotivamente molto, alla stregua di un lutto.

Come mai il sentimento di perdita?

Quando qualcosa esce dalla nostra vita ne percepiamo l’assenza. In base al benessere, o al malessere che ci procuravano la situazione, la o le persone, il luogo che non fa più parte della notra esistenza, ciò che proveremo sarà differente.

Se quello che viene meno era un qualcosa di negativo potremmo sentirci meglio. Tuttavia sentire il vuoto, l’assenza del qualcosa o del qualcuno è del tutto normale e potrà farci anche strano percepire che sentiamo mancanza anche per qualcosa che non vedevamo l’ora che finisse.

Tutto è più difficile se ci viene a mancare qualcosa che invece ci faceva stare bene.

In questo caso la perdita sarà un sentimento che avrà connotazioni più profonde e lascerà emergere tristezza e rabbia. Sarà necessario un periodo più o meno lungo di elaborazione.

Traslocare come sentimento di perdita

Cambiare casa può farci provare un sentimento di perdita. Questo sentimento come sarà chiaro cambierà molto se volevamo o meno il cambiamento che stiamo vivendo.

Chi cambia casa per scelta, per trovare una situazione abitativa migliore e più confortevole, vivrà come qualcosa di bello il cambiamento.
Tuttavia, il posto che lasciamo in qualche modo sarà stato fonte di ricordi, ci avrà accompagnato per un periodo più o meno lungo e, lasciandolo, percepiremo questa mancanza. Si tratta di un sentimento del tutto normale.

Anche per questo il trasloco è annoverato tra gli eventi di vita stressanti. Si tratta di un vissuto complesso fatto dei sentimenti provocati dal lasciare la vecchia abitazione che si uniscono al vissuto di cambiamento provocato dal trasferimento nella nuova casa.

Del tutto negativi, o quasi, saranno i sentimenti legati al dover lasciare una casa contro la nostra volontà, per sfratto o perché in qualche modo le condizioni di vita lo impongono. In questo caso il vissuto di perdita sarà molto più intenso e la sua elaborazione potrebbe richiedere più tempo ed essere più difficile.

Quando i bambini devono cambiare casa

Se nel trasloco sono coinvolti dei bambini possiamo aiutarli cercando di raccontare loro cosa sta succedendo in una maniera adatta alla loro età. Un linguaggio adatto ai bambini è il gioco e molto utili sono anche le fiabe.

Vivere una situazione attraverso il gioco può essere davvero utile. Potremmo coinvolgerli in un gioco in cui un personaggio deve cambiare casa. Usare il gioco permette ai bambini di vivere una situazione in una condizione protetta, li può aiutare ad esprimersi e a capire meglio cosa succederà.

Un altro linguaggio che aiuta a comunicare in maniera delicata argomenti anche molto difficili sono le fiabe.

Trovi alcune fiabe per parlare del trasloco con i bambini nel libro “Come parlare ai bambini del trasloco”.

L’instabilità del lockdown

L’instabilità del lockdown

Negli ultimi anni ho scritto più di un libro di storie per aiutare i bambini a capire situazioni complesse attraverso le fiabe. Aiuta tanto, anche nelle situazioni più gravi, sapere quel che accadrà nella nuova situazione. Cosa cambierà e come, cosa resterà come prima. Queste 

Il sentimento del lutto generato dal Lockdown

Il sentimento del lutto generato dal Lockdown

In questo anno 2020 molti di noi hanno vissuto il sentimento del lutto generato dal lockdown. COSA LO HA CAUSATO Nulla dirò circa le informazioni contrastanti forniteci riguardanti numeri e qualità della malattia, poiché non avendo una preparazione medica, sono, come molte persone che leggeranno, 

Esercizio di poesiaterapia

Esercizio di poesiaterapia

Oggi voglio proporti un esercizio di poesiaterapia. La cura poetica di me stessa è una delle attività che più mi aiutano a stare centrata e a vivere una situazione di quanto più benessere possibile, pur attraversando tutto quello che il mondo, soprattutto quest’anno ci ha messo lungo il cammino.

L’IDEA

Questo esercizio trae spunto da un’attività che ho già svolto e proposto molte volte usando le fiabe. Con le fiabe si trattava di scrivere un proprio finale a partire da una fiaba conosciuta. Nel caso di questo esercizio con la poesia ti propongo di scegliere il verso di una poesia a te molto cara, un verso che ti ispiri molto e utilizzarlo come spunto e partenza.

DA COSA HO PRESO SPUNTO

Stavo leggendo una poesia di una delle mie poete preferite: Chandra Livia Candiani.

non ho dimenticato di scrivere -sse a poetesse, è che mi piace di più dire la poeta che la poetessa, il suffisso -essa mi disturba in tutti i nomi femminili, qua che sono in uno spazio mio mi permetto di scriverlo come piace a me

Il verso che mi ha ispirato questa attività creativa di scrittura poetica è stato:

“Amo il bianco tra le parole”

QUELLO CHE HO SCRITTO

Amo il bianco tra le parole
il sospeso
scartare cose che prima non avevo
e per questo
per me
nuove
anche se da altri già percorse e vissute
sono appena arrivate
da me
e aspetto
e inizio
a piccoli passi
conosco
piano
attentamente
penso
alle parole di dopo
mentre resto
in quel bianco
mistico e sacro
potere
del divenire.

I BENEFICI DI UN ESERCIZIO DI POESIATERAPIA

Un esercizio di poesiaterapia è sempre un esercizio di libertà e di verità. Ci consente di attingere a un materiale interiore, a volte sconosciuto anche a noi stessi che dentro di noi lo celiamo. Ci concede anche grande libertà espressiva. Nulla come il verso poetico è libero di dire cosa vuole e nel modo che vuole. Si possono oltrepassare anche i limiti sintattici e grammaticali prendendosi quelle che chiamiamo “licenze poetiche”.

Credimi, un esercizio di poesiaterapia fa proprio bene all’anima. Ti invito a provare.

Cura narrativa

Cura narrativa

Oggi voglio parlarti meglio di un progetto di questo blog diventato sempre più importante nel tempo: Cura narrativa. Cos’è? L’uso delle storie – romanzate, filmate o appena evocate da versi – è così importante da poter essere definito persino “terapeutico”, una sorta di vera e 

“31 preferisco” attività espressiva ispirata dalla poesia “Possibilità” di Wislawa Szymborska

“31 preferisco” attività espressiva ispirata dalla poesia “Possibilità” di Wislawa Szymborska

Un po’ di tempo fa ho pensato di scrivere “31 preferisco” attività espressiva ispirata dalla poesia “Possibilità” di Wislawa Szymborska, oggi voglio condividerla con te, così che anche tu possa cimentarti se lo desideri. Chi è Wislawa Szymborska? è stata una poetessa polacca vissuta dal 

Favola per superare la paura del dentista

Favola per superare la paura del dentista

Oggi voglio condividere una fiaba per superare la paura del dentista.

Com’è nata questa fiaba

Ho scritto questa  storia anni fa su richiesta di una psicologa che stava seguendo una bambina che non riusciva a far curare un dentino a causa dell’eccessiva paura.

Sono stata molto felice di averla scritta perché la psicologa mi riferì che anche grazie alla lettura di questa fiaba la piccola riuscì poi a superare la sua paura e ad affrontare le cure di cui aveva bisogno.

L’aiuto delle fiabe

Come sempre le fiabe sono davvero dei validi aiutanti per affrontare ed elaborare momenti delicati, ed emozioni un po’ complesse da gestire, soprattutto per i bambini, ma non solo.

Puoi leggere di più su i poteri delle fiabe in questo blog.

La fiaba

“Tommaso e Mastichino”

Mastichino è un bel dentino bianco e forte, vive nella bocca di Tommaso, in compagnia dei suoi fratellini dentini e tutti insieme aiutano ogni giorno Tommy a mangiare.

La mamma e il papà di Tommaso gli hanno spiegato che così come lui tutte le sere si fa la doccia e la mattina si lava il visetto, allo stesso modo deve fare con i suoi dentini, lavarli ogni sera e ogni mattina. Tommaso ha ricevuto per regalo uno spazzolino giallo e blu e un dentifricio al gusto arancia, è molto contento di poter lavare i dentini col suo spazzolino nuovo e il dentifricio all’arancia.

Ogni tanto si dimentica, perchè la sera ha tanto sonno e la mattina, a volte, si sveglia tardi e deve fare tutto in fretta per andare a scuola.

Tommaso, come tutti i bambini, ama i dolcetti, i suoi preferiti sono i leccalecca e il cioccolato bianco.

La mamma gli raccomanda sempre di non esagerare, un po’ per non aver male al pancino, un po’ per non far cariare i denti.

Mastichino e i suoi fratellini aiutano sempre Tommaso a sgranocchiare la cioccolata, si riposano quando lecca il leccalecca, anche se, ogni tanto, un bel morsetto anche al leccalecca non ci sta mica male!

“Sei un golosone!” dice la mamma a Tommy “Ti raccomando di lavare i dentini dopo aver mangiato la cioccolata”.

Mastichino e tutti i dentini adorano il solletichino dello spazzolino e gli piace tanto sciacquarsi e sentirsi belli puliti.

Un giorno, però, Mastichino inizia a non sentirsi tanto bene. “Ho come un gran mal di testa” si lamenta, “Non ti preoccupare, poi ti passa”, gli rispondono in coro i fratellini, “Se no, si va dal dottore che ti guarisce”. Mastichino, allora, si sente più tranquillo, ogni tanto il mal di testa sembra andare via, così, trascorre tranquillo la sua vita di tutti i giorni, insieme agli altri dentini, nella bocca di Tommaso.

Un giorno, a scuola, la maestra dice a Tommaso e ai suoi compagni di classe che quella è la “La settimana della buona salute della bocca”, che avrebbero fatto dei gruppi di lavoro e preparato dei cartelloni. Inoltre, sarebbe venuto un dentista a spiegare come mantenere i dentini in buona salute e a guardare i denti degli alunni per assicurarsi che siano sani.

Robertino, il compagno di banco di Tommaso, inizia a tremare e a balbettare: “N-n-n-no,  i-i-io n-n-non v-v-voglio i-il d-d-dentista!”. Tommaso lo guarda sorpreso, “No, dai! Viene solo a vedere che i nostri dentini stanno bene!”.

“Ma io ogni tanto mi dimentico di lavarli!” ammette Robertino, che nel frattempo si è calmato un po’. “Ogni tanto me ne dimentico anch’io” gli strizza l’occhio Tommaso.

Robertino fa un grosso sospiro rassegnato “Speriamo bene” e prende il quaderno per iniziare il compito assegnato dall’insegnante.

Intanto nella bocca di Tommy, Mastichino ha sempre un po’ di mal di testa. Dopo tre giorni, arriva il dentista nella scuola di Tommaso e Robertino.

Spiega ai bambini quanto è importante lavare i denti tutti i giorni, soprattutto dopo aver mangiato tanti dolcetti, poi li visita uno alla volta per vedere se i loro dentini sono sani.

Tutti in fila per uno, fuori dall’infermeria, aspettano il loro turno.

Robertino trema come una foglia quando tocca a lui, ma quando esce sorride allegro e dice a Tommaso che i suoi dentini sono sani. Adesso, è il turno di Tommy.

Quando il dentista tocca con il suo ferretto Mastichino, il povero dentino inizia a urlare dal dolore e Tommaso grida “Ahi!”. “Mi dispiace, ma credo che il tuo dente sia cariato” dice il dottore.

Tommy diventa pallido e triste. Mastichino, invece, è contento, pensa che adesso che è arrivato il dottore dei denti, finalmente lo guarirà!”.

Tommaso torna in classe con il muso lungo e racconta tutto a Robertino. Una loro compagna di classe lo ascolta e dice: “Non ti preoccupare, i dentisti sanno come fare, non sentirai male, io ne ho curati tre lo scorso anno!”. “Tu sei molto coraggiosa Marina!” dicono Robertino e Tommaso. “Non lo so, può essere” dice Marina. “Forse perché mio zio, che fa il dentista, mi ha spiegato tutto del suo lavoro”. Tommaso e Robertino hanno i brividi all’idea di incontrare un altro dentista, sorridono e tornano al loro posto.

Quel pomeriggio, la maestra spiega alla mamma di Tommaso che il dentista è venuto a visitare i ragazzi e che suo figlio ha un dentino cariato.

“Bisogna curare il tuo dentino” dice la mamma a Tommy, una volta tornati a casa.

“No, mamma ti prego! Non mi fa male!”. “A volte i dentini soffrono in silenzio” dice la mamma “Lui è li poverino, con un buchino in testa e continua a masticare con te e tu non vuoi fare niente per farlo stare meglio?”, “Mamma, ma a me il dentista fa paura!” ammette Tommaso mettendosi a piangere.

Il povero Mastichino, intanto, aveva un mal di testa sempre più forte e non sapeva più come fare. Per un attimo, quando aveva visto il dentista, aveva sperato che lo curasse subito togliendogli il dolore per farlo stare meglio, ma non era successo. I suoi fratellini cercavano di consolarlo, alcuni si offrirono di masticare al posto suo.

Dopo qualche giorno, la mamma di Tommaso si accorse che il figlio mangiava masticando solo su un lato “Ti fa male il dentino?”, “Non lo so, forse” ammise il ragazzino.

Mastichino, aveva cercato di resistere il più possibile, ma, alla fine, si era arreso e aveva smesso di masticare perché, ormai, lo faceva stare troppo male.

La mamma voleva portare Tommaso dal dentista affinché si curasse, ma lui scappava a piangere in bagno per la paura.

Intanto, passavano i giorni e Mastichino si sentiva sempre peggio. Una notte la fatina dei dentini, quella che prende i dentini che cadono ai bambini, lasciando loro in cambio dei regalini, andò a trovare Mastichino. Era molto dispiaciuta per lui e gli disse che avrebbe potuto fare in modo che parlasse con Tommaso in sogno.

Mastichino rispose che si vergognava troppo a farsi vedere da Tommaso con quel buchino che gli era venuto sulla testa e che lo faceva stare tanto male, così chiese alla fatina di apparire lei in sogno al ragazzino. La fatina, allora, suggerì di farlo insieme e Mastichino accettò.

La mattina successiva, Tommaso andò a scuola come sempre.

“Non sai che strano sogno ho fatto stanotte” disse a Robertino all’ora di ricreazione. “Ho sognato di incontrare la fatina di denti, con lei c’era il mio dentino cariato e mi parlava: ‘Ti scongiuro di aiutarmi, portami dal dottore dei denti, così lui mi cura! Pensa se quando hai la febbre o la tosse, la tua mamma non chiama il dottore per curarti! Quando stai male il dottore serve! Aiutami!’ ha detto tutto triste, poi la fatina mi ha fatto una carezza e ha detto che se voglio posso essere coraggioso, dopodiché mi sono svegliato”.

Robertino ha ascoltato a bocca aperta. “Forse non era un sogno, forse era davvero il tuo dentino che ti parlava, vuole essere curato perché sta male!” dice. “Si, ma a me fa troppa paura” sussurra Tommy. “Anche a me, ti ricordi come tremavo quando la maestra ci ha detto che sarebbe venuto il dentista a scuola?” gli ricorda Robertino. “Però ad un certo punto tocca farsi coraggio, se il tuo dentino sta così male devi farlo per lui! Hai smesso anche di mangiare dolci! Devi farlo per lui, ma anche per te! Ti conviene ascoltare Mastichino e andare dal dentista, se vuoi vengo con te!” L’idea di avere Robertino con sé da un po’ di forza a Tommaso, che così si decide ad andare dal dentista.

Quando arrivano dal dottore dei denti, Tommaso vorrebbe andarsene, ma il dentista gli fa vedere tutti gli oggetti che usa per curare i denti e gli spiega che qualcuno fa rumore, qualcuno fa il solletico, e, poi, per non sentire male, si usa una medicina fatta a posta che si mette nel dente con un aghetto piccolissimo.

Tommaso quando sente la parola “puntura” vorrebbe di nuovo scappare via, poi, però, il dottore gli mostra la siringa, è davvero piccolissima! Il dentista gli dice che, forse, non ce ne sarà nemmeno bisogno!
Dopo una mezz’ora, Mastichino è stato curato per benino e si sente di nuovo in splendida forma.

Tommaso è molto contento di non aver sentito dolore, di non avere più mal di denti, ma, soprattutto, di essere stato così coraggioso!

 

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COME PARLARE AI BAMBINI  DEL TRASLOCO

COME PARLARE AI BAMBINI DEL TRASLOCO

Come parlare ai bambini del trasloco? Anche per un argomento complesso e delicato come dover cambiare abitazione la mia risposta è ancora una volta: usa le fiabe. Ho scritto un libro per te, per aiutarti a parlare ai bambini del trasloco, te lo descrivo meglio.