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Consigli a me stessa

Consigli a me stessa

Oggi ti condivido alcuni consigli a me stessa, scritti e disegnati dalla psicologa dentro di me..     LASCIATI FIORIRE: sii come un fiore a primavera. Ascolta la forza delle tue radici e sboccia al momento più giusto per te.           

Donne e fiabe – Alice, Dorothy e Silvia

Donne e fiabe – Alice, Dorothy e Silvia

Questo nuovo anno trovo il coraggio per tirare fuori dal cassetto un progetto che riposa da un po’: Donne e fiabe. Si tratta di un’idea nata qualche anno fa, riflettendo sulla psicologia delle fiabe, sui significati che trasmettono e che mi hanno permesso di crescere. 

Significati della storia Il mago di Oz

Significati della storia Il mago di Oz

Il mago di Oz è una delle storie più belle che hanno accompagnato la mia infanzia. Ricordo, ovviamente anzitutto Il-Mago-di-Oz-libro ma anche Il-mago-di-Oz-film e pure Il-mago-di-Oz-cartone-animato. Insomma non me ne sono persa nemmeno una versione.

LA STORIA

Credo la conoscerai anche tu la storia, il romanzo di L. Frank Baum narra, nel primo libro, questo viaggio fantastico di Dorothy nel regno di Oz, dove incontra i famosi personaggi dello spaventapasseri, il boscaiolo di latta e il leone fifone.

Viaggio dell’immaginario anche per la seconda parte, in cui un’allegra e speciale combriccola formata da un ragazzo, che poi non si rivelerà tale, di nome Tip, un pupazzo animato di legno e dalla testa di zucca, un cavalletto di legno, anch’esso opportunamente animato dalla polvere magica rubata a una strega prepotente.

Streghe cattivelle imperversano in tutto il romanzo, ma il bene poi trionfa dopo che i personaggi hanno attraversato le peripezie che i rispettivi viaggi gli riservano, fino a realizzare il loro scopo, fino a diventare di nuovo sé stessi e a (ri)trovare il loro posto nel mondo, reale o immaginario.

 

ALCUNI SIGNIFICATI

La storia del mago di Oz è un viaggio evolutivo, un viaggio alla scoperta di sé stessi. L’ho particolarmente apprezzato durante la mia adolescenza. Un viaggio in una terra fantastica, dove tutto sembra possibile, dove ci sono però delle regole da rispettare. Bisogna completare il percorso. Si devono compiere imprese anche molto ardue. Così si evolve, si cresce, si matura.

La seconda parte comprende una sorta di denuncia sociale sul ruolo cui erano relegate le donne: faccende domestiche e impossibilità di esprimere sé stesse. Allo stato attuale rileggerlo appare forse anacronistico, ma è lo specchio di un tempo in cui si lottava per il suffraggio universale. L’autore è figlio di una suffragista.

I personaggi sono molto simbolici:

le streghe cattive, donne di potere oscuro che viene usato per fare del male, parti da sconfiggere per utilizzare in maniera buona quel potere, come fa Dorothy con le scarpine rosse della strega dell’Ovest.
Il mago, uomo misterioso che in realtà rivela possedere “solamente” una saggezza umana.
Glinda la strega buona, simbolo materno, che aiuta e protegge Dorothy, rappresentando un femminile buono che aiuta a crescere e andare avanti.

Prima ho detto di quanto ho amato ancora questo romanzo nel periodo della mia adolescenza. Momento fondamentale per la formazione del sé, dell’identità. Quanto sono simbolicamente importanti a questo proposito i doni che vengono chiesti al mago dai protagonosti della prima parte del romanzo:

Lo spaventapasseri chiede il cervello: la conoscenza. La consapevolezza in un certo senso.

Il boscaiolo di latta allora diventa la consapevolezza emotiva, il cuore, le emozioni. Saper provare emozioni. Una buona competenza emotiva, indispesabile per un vero benessere.

Il leone fifone chiede il coraggio, quanto ne serve per crescere e realizzare a pieno se stessi?

Dorothy infine vuole tornare a casa sua. Rientrare là dove ci si sente a proprio agio. Riscontro una doppia valenza in questo: un ritorno alla propria rete sociale, al luogo da chiamare casa, ma anche un ritorno al vero sé, come realizzazione di un viaggio interiore di consapevolezza e presa di coscienza di chi veramente siamo.

Citazioni dal libro:

    “è stato molto bello…come un sogno, ma sapessi come sono felice di essere di nuovo a casa” (Dorothy alla zia di ritorno dal regno di Oz)

    “Siete ricchissimi…possedete la qualità più preziosache esista: sapete essere contenti di ciò che siete e di ciò che avete” (Ozma al boscaiolo di latta e allo spaventapasseri).

Esistono altri libri di Baum sul regno di Oz, scritti, come racconta lo stesso autore in una delle introduzioni, a seguito delle numerose lettere dei bambini che gli domandavano cosa succedeva poi ai personaggi che aveva descritto.

La mia bambina ed io abbiamo deciso di tuffarci anche nella lettura delle altre avventure legate alla magica terra di Oz!

Il regno di Molly e Papo

Il regno di Molly e Papo

Il regno di Molly e Papo è quel mio regno felice, no anzi, aspetta è QUESTO mio regno felice, è una roba vicina, dove io ci sono dentro. Certo, quando dici regno, pensi a qualcosa che sta un po’ più in là da dove adesso 

Parola dell’anno

Parola dell’anno

Avrai letto molto sul concetto di parola dell’anno. Una parola può diventare impulso concentrato di senso per quello che senti necessario per la tua persona o la tua attività. Per me quest’anno la parola è arrivata d’improvviso, terminata di scrivere l’ultima favolettera spedita giovedì scorso. 

Perché è importante ascoltare le fiabe

Perché è importante ascoltare le fiabe

Ne parlo spesso, ma non mi sembra mai abbastanza dire perché è importante ascoltare le fiabe.

L’ascolto di una fiaba è un momento per rilassarsi, sentirsi in qualche modo “coccolati” come quando si era piccoli. Questo può permettere da un lato sensazione di sollievo e diminuzione dell’ansia di dover parlare di sé stessi, dall’altro offre lo spunto per discutere di una tematica specifica dove si può intervenire, se si vuole, portando un parte della propria esperienza anche dolorosa e alleviare il suo peso attraverso la condivisione.

Le fiabe continuano a piacere anche se trattano situazioni arcaiche e universi ormai perduti.

Narrare le fiabe è importante perché la fiaba è parabola della vita.

–   La fiaba insegna “l’innocenza del divenire”. Si procede verso un fine, un “lieto fine”. Invece di piangersi addosso, occorre muoversi, agire e fare qualcosa è sempre positivo. Questo conferisce alla fiaba un valore antidepressivo.

 

–   I protagonisti delle fiabe affrontando pericoli e superando prove acquistano qualcosa, che è sempre un miglioramento rispetto al passato. Si affronta un evento critico per arrivare al cambiamento inteso come evento positivo.

 

–   Nelle favole i personaggi non sono ambivalenti, sono o buoni o cattivi, o belli o brutti, o stupidi o intelligenti. Tale polarità premette di acquisire meglio il processo di definizione del mondo nei bambini, ovviamente in un momento antecedente alle complicazioni della vita adulta.

 

Gli adulti, però, possono trovare piacere nel ri-tuffarsi nel mondo fiabesco per trattare un tema spinoso attraverso un linguaggio semplice e delicato.

 

– Ancora, nelle fiabe i valori sono espressi con una estrema accessibilità, e l’apparenza non ha alcuna importanza rispetto alla reale essenza: un ranocchio può nascondere un principe. Inoltre il bene trionfa sempre sul male, essere buoni è sempre ripagato.

Questo definisce chiaramente il valore evolutivo delle fiabe.

Visto che siamo già in Dicembre ti lascio il link alle mie Favole di Natale

pulsante libroCinque favole per regalare la magia del Natale e trasmettere ai bambini alcuni messaggi importanti attraverso il linguaggio delicato delle fiabe, ad es. l’importanza di non insistere troppo diventando capricciosi, il valore della generosità e del coltivare l’immaginazione, l’importanza di dormire bene senza insistere troppo per restare svegli e altro ancora.pulsante libro

 

Una fiaba per parlare della rabbia

Una fiaba per parlare della rabbia

Oggi ti propongo una fiaba per parlare della rabbia con i bambini. Qualche tempo fa mi ha scritto una mamma per domandarmi consiglio su fiabe per affrontare il tema della rabbia col proprio bambino. Cos’è la rabbia La rabbia è un’emozione tanto diretta e basilare 

Consigli a me stessa per non soccombere

Consigli a me stessa per non soccombere

Mentre scrivo questo post piove. Avete presente quando Igor in Frankenstein Jr dice “potrebbe andar peggio, potrebbe piovere”. Seguono tuoni e fulmini? Ecco qui già piove. Oltre a tutto il resto. Piove. Piove e l’acqua mi fa pensare al traboccamento. Quando goccia, goccia, il vaso 

Aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco

Aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco

Oggi ti parlo degli aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco.

I proverbi che sono molto saggi ce lo ricordano: Partire è un po’ morire.

Quando lasciamo un luogo caro viviamo un senso di perdita.

Ogni vissuto è soggettivo, lasciare un posto può anche essere liberatorio, ma se amavamo molto un certo luogo, un paese, uno specifico quartiere o, più in particolare, una casa, dover andare via può pesare emotivamente molto, alla stregua di un lutto.

Come mai il sentimento di perdita?

Quando qualcosa esce dalla nostra vita ne percepiamo l’assenza. In base al benessere, o al malessere che ci procuravano la situazione, la o le persone, il luogo che non fa più parte della notra esistenza, ciò che proveremo sarà differente.

Se quello che viene meno era un qualcosa di negativo potremmo sentirci meglio. Tuttavia sentire il vuoto, l’assenza del qualcosa o del qualcuno è del tutto normale e potrà farci anche strano percepire che sentiamo mancanza anche per qualcosa che non vedevamo l’ora che finisse.

Tutto è più difficile se ci viene a mancare qualcosa che invece ci faceva stare bene.

In questo caso la perdita sarà un sentimento che avrà connotazioni più profonde e lascerà emergere tristezza e rabbia. Sarà necessario un periodo più o meno lungo di elaborazione.

Traslocare come sentimento di perdita

Cambiare casa può farci provare un sentimento di perdita. Questo sentimento come sarà chiaro cambierà molto se volevamo o meno il cambiamento che stiamo vivendo.

Chi cambia casa per scelta, per trovare una situazione abitativa migliore e più confortevole, vivrà come qualcosa di bello il cambiamento.
Tuttavia, il posto che lasciamo in qualche modo sarà stato fonte di ricordi, ci avrà accompagnato per un periodo più o meno lungo e, lasciandolo, percepiremo questa mancanza. Si tratta di un sentimento del tutto normale.

Anche per questo il trasloco è annoverato tra gli eventi di vita stressanti. Si tratta di un vissuto complesso fatto dei sentimenti provocati dal lasciare la vecchia abitazione che si uniscono al vissuto di cambiamento provocato dal trasferimento nella nuova casa.

Del tutto negativi, o quasi, saranno i sentimenti legati al dover lasciare una casa contro la nostra volontà, per sfratto o perché in qualche modo le condizioni di vita lo impongono. In questo caso il vissuto di perdita sarà molto più intenso e la sua elaborazione potrebbe richiedere più tempo ed essere più difficile.

Quando i bambini devono cambiare casa

Se nel trasloco sono coinvolti dei bambini possiamo aiutarli cercando di raccontare loro cosa sta succedendo in una maniera adatta alla loro età. Un linguaggio adatto ai bambini è il gioco e molto utili sono anche le fiabe.

Vivere una situazione attraverso il gioco può essere davvero utile. Potremmo coinvolgerli in un gioco in cui un personaggio deve cambiare casa. Usare il gioco permette ai bambini di vivere una situazione in una condizione protetta, li può aiutare ad esprimersi e a capire meglio cosa succederà.

Un altro linguaggio che aiuta a comunicare in maniera delicata argomenti anche molto difficili sono le fiabe.

Trovi alcune fiabe per parlare del trasloco con i bambini nel libro “Come parlare ai bambini del trasloco”.

L’instabilità del lockdown

L’instabilità del lockdown

Negli ultimi anni ho scritto più di un libro di storie per aiutare i bambini a capire situazioni complesse attraverso le fiabe. Aiuta tanto, anche nelle situazioni più gravi, sapere quel che accadrà nella nuova situazione. Cosa cambierà e come, cosa resterà come prima. Queste