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Le paure dei genitori

Le paure dei genitori

Pensate mai a come le paure dei genitori possano incidere sulle emozioni dei figli? Scrivo questo post su impulso della preoccupazione di una mamma circa la possibilità di trasmettere proprie paure alla figlia. [QUI PUOI ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE DEL POST] Ci sono alcuni aspetti da […]

VUOLE SOLO LA MAMMA

VUOLE SOLO LA MAMMA

Capita anche a te di pensare “Vuole solo la mamma!”? [CLICCA QUI PER ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE DEL POST] Scrivo questo post su impulso della domanda da parte di una mamma. Mi racconta di essere molto stanca e desiderare che alcune routine svolte con la sua […]

I poteri delle fiabe

I poteri delle fiabe

Oggi ti racconto i poteri delle fiabe.

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Per me le fiabe sono uno veicolo di crescita personale, un divertimento, uno strumento professionale, un mezzo di comunicazione molto speciale.

Nel tempo, scrivendo, leggendo e utilizzando le fiabe in tutte le modalità che ho elencato ho potuto verificare i poteri delle favole.

Le fiabe hanno molti poteri:

  • aiutano a capire se stessi
    ogni favola racconta il sé del suo autore

  • permettono di accedere a parti di sé di cui abbiamo poca consapevolezza o a difficoltà di cui non siamo coscienti.
    Nello scrivere una storia, mettiamo nel contenuto una parte di noi, una situazione che stiamo vivendo, uno stato emotivo

  •  permettono di apprendere nuove cose
    quando raccontiamo una storia troviamo una soluzione ad una situazione, sotto forma di personaggio aiutante, di intervento magico, di evoluzione di un personaggio, di superamento di una prova. Tutti questi eventi insegnano la speranza, la possibilità, la concezione che una situazione si può risolvere. Questo nuovo schema mentale dal piano fantastico della fiaba si trasferisce anche alla realtà

  • aiutano ad affrontare argomenti complessi anche con i bambini molto piccoli
    grazie al linguaggio delicato della metafora le favole permettono di trattare argomenti anche molto complessi, come la morte di una persona cara, o un evento traumatico, perchè danno la giusta “distanza si sicurezza psicologica” che fa affrontare un argomento senza “farsi male”

  • sono un modo bellissimo per condividere un tempo di qualità con i nostri figli
    leggere una storia ai bambini o inventare una storia con loro è un gioco che sviluppa l’immaginazione, rafforza la relazione e consente una cosa bellissima: immaginare e creare insieme

  • come i sogni ci parlano di noi, sono una via per capire quelle parti di noi di cui non abbiamo consapevolezza
    le fiabe sono una via d’accesso all’inconscio, una primordiale comunicazione per immagini come i sogni, immagini cariche di simbologie e significati che ci aiutano ad entrare nel profondo di noi stessi

  • possono essere dei veri e propri percorsi terapeutici
    immettendoci sulla strada per arrivare a parti di noi di cui non abbiamo del tutto consapevolezza, le storie ci aiutano ad affrontare difficoltà, situazioni di stallo, emozioni da elaborare, aiutandoci a sciogliere qualcosa di problematico prima nella metafora della fiaba e poi anche nella realtà grazie ad un mutato atteggiamento mentale.

Questo puoi considerarlo “il mio manifesto di pensiero” sulle fiabe :o)

Le fiabe sono anche uno strumento importante per il coaching.

 

Conoscere i propri figli

Conoscere i propri figli

Conoscere i propri figli può sembrare scontato a volte, eppure non è così semplice. [Puoi ascoltare questo post, invece di leggerlo, CLICCANDO QUI] Senza pensare a figli adolescenti, in età già di per sé complessa, ma parlo anche di fasi di sviluppo più precoci. Se […]

Significato della fiaba di Biancaneve

Significato della fiaba di Biancaneve

Biancaneve è una storia che si perde nei secoli. Antica e in molte varianti, giunta sino a noi con introdotti cambiamenti che nel tempo l’anno resa adeguata alla nostra attuale percezione di come dovrebbe essere un racconto per bambini, poiché a un certo punto si […]

Ecco perché punire i figli è sbagliato

Ecco perché punire i figli è sbagliato

Cara mamma,

forse sei anche tu come me figlia degli anni ’70, veniamo da un’epoca in cui PURTROPPO si riteneva adeguato PUNIRE i figli per educarli.

Spesso, NONOSTANTE questo tipo di modalità educativa, diventiamo persone adulte abbastanza sane ed equilibrate e, non avendo a disposizione altri modelli educativi, continuiamo a ritenere giusto usare punizioni con i figli.

Se ci capita di usare una punizione, in un momento di disperazione, rendiamoci poi conto però che è stato un fallimento educativo e cerchiamo magari di rimediare.

La cosa che mi preoccupa davvero è che lo si ritiene un modus operandi sano e giusto, promuovendolo come modalità adeguata di educare.

Talvolta, si porta a sostegno della propria opinione che anche la società è basata sulle pene per chi non rispetta le leggi. Credo però che possiamo ben renderci conto di cosa questi sistemi generino: ribellione, rabbia, ricerca di una scappatoia.

Purtroppo il messaggio della punizione è: “è necessario che tu soffra per quello che hai fatto”. Certo quasi mai i genitori sono coscienti di questo, non vogliono consapevolmente comunicare un messaggio simile ai figli, ma temono di diventare eccessivamente permissivi se si comportano altrimenti.

Immagino anche che la maggior parte dei genitori, se non la totalità, soffrano quando si trovano a dover punire i figli, tuttavia sentono che è necessario e importante dare regole e non vogliono nuocere ai figli come genitori lassisti.

SI POSSONO DARE REGOLE SENZA PUNIRE

Cara mamma, vorrei proprio riuscire ad abbracciarti e tranquillizzarti, si possono dare regole senza usare le punizioni.

Il modo in cui accogliamo i comportamenti dei figli, come ce li spieghiamo, il senso che diamo a quello che fanno ci danno modo di reagire in modi differenti: stando nella relazione e lavorando con le emozioni o impuntandoci sul comportamento e allontanandoci con le punizioni.

La cura della relazione e l’attenzione alle emozioni sono davvero il punto centrale. Ci permettono di “spersonalizzare” un comportamento, fermandoci nel momento emotivo, che ci consente di accogliere il bambino con la sua emozione. È molto importante che riusciamo ad accettare le emozioni, a permettere alle emozioni di esistere, a dare loro un nome, così insegniamo a riconoscerle e a viverle in maniera sana.

UN ESEMPIO

Provo a farti un esempio: Se un bimbo è molto arrabbiato e triste perché vuole un giocattolo, possiamo comunque riconoscere la sua emozione e stargli accanto. Anziché dirgli di smetterla e che si sta comportando male, o peggio che fa il cattivo; possiamo dire che comprendiamo che il suo desiderio era davvero forte e che ora si senta triste o arrabbiato, e accompagnarlo con un abbraccio, accarezzandolo per aiutarlo a calmarsi. Pensiamo a quanto può essere difficile per noi calmarci mentre siamo seriamente frustrate, vorremmo che chi ci ama ci aiutasse dolcemente a riguadagnare la calma o che ci urlasse contro?

Curiamoci delle emozioni, sono la base della relazione.

L’apprendimento passa sempre attraverso la relazione.

Un buon attaccamento ci permette di insegnare al meglio.

Ti lascio un articolo davvero bello su questo tema:

Which Is Better, Rewards or Punishments? Neither

Ogni maledetto Natale

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Oggi che è la vigilia di Natale ti propongo la visione di un film dal titolo Ogni maledetto Natale, dissacrante, ironico, intelligente. Utile a intuire un’analisi profonda delle relazioni familiari, che ogni maledetto Natale tornano ad essere amplificate dall’incontrarsi e passare del tempo insieme per […]

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Ansia da feste natalizie

Ansia da feste natalizie

Eccoci qua, dicembre è iniziato e con lui potrebbe insorgere una certa ansia da feste natalizie.

Di cosa si tratta?

L’ansia è generata da un meccanismo di allerta del nostro corpo. Battiti accelerati, respiro più veloce, sono caratteristiche che accompagnano i momenti di ansia. Quando questa si fa più stabile, senza che ce ne rendiamo conto, viviamo in uno stato di iper-vigilanza. Sobbalziamo per lo squillo del telefono, o se qualcosa cade facendo rumore. Siamo perennemente “sulle spine”

Perché possiamo vivere ansia da feste natalizie?

Il Natale è una festività molto importante carica di significati. Si verifica inoltre a ridosso del giro di boa di fine anno, momento che porta a fare dei bilanci, a darsi dei giudizi su quanto realizzato e non.

Festività natalizie vuol dire molte cose:

interrompere i propri ritmi di vita quotidiana, che comunque rappresentano una certezza confortante, che possono anche piacerci molto se siamo riuscite a progettare la nostra vita in un modo che ci somiglia. Anche se, va detto, quanto più saremo serene e soddisfatte nel nostro quotidiano, minore diventa il rischio di cadere in situazioni di stress e ansia. È proprio l’insoddisfazione, che caricandoci già di stress giorno per giorno, aumenta le probabilità di farci cadere in uno stato d’ansia in concomitanza di certi eventi.

Rivedere familiari che non fanno abitualmente parte della nostra vita, perché le relazioni con loro non sono buone e per questo non è un piacere incontrarsi.

“Dover essere” perché magari ci ritroviamo con l’incombenza di organizzare una cena o un pranzo per le festività e questo può metterci sotto pressione. Ci prefiguriamo giudizi negativi da parte di parenti e non riusciamo a svincolarci mentalmente, entrando in ansia.

L’atmosfera del Natale ci mette a disagio perché magari per tanti motivi non siamo in una fase di vita molto felice e la felicità “pompata” attorno non ci facilita le giornate.

Cosa puoi fare?

Ridurre al minimo gli eventi cui “dover” prendere parte.

Delegare il più possibile.

Decidere alcune, anche piccole, cose belle da fare per te. Trovare dei rituali che ti garantiscano una piccola isola felice. Una giornata tutta per te, un libro che volevi leggere da tempo, incominciare un diario per liberarti la mente dai pensieri riversandoli su carta. Ascoltare un brano musicale che ti rilassa o che ti da energia.

Per rendere questo passaggio difficile dell’anno più tollerabile, siediti e fai una bella lista.

Scrivi 50 piccole cose che ami. Devono essere realizzabili ogni giorno in un tempo che riesci a concederti, possono essere pochi minuti o un’ora. Dipende da come è organizzata la tua vita.

Parlo davvero di piccole coccole: un bagno caldo con le candele accese, accendere un incenso, ascoltare una canzone che ti piace, rileggere una poesia che ami, visitare un sito di foto che ti mettono di buon umore, usare un quaderno che ti piace per scrivere qualche pensiero, un esercizio di rilassamento attraverso il respiro, rileggere quel post che ti era piaciuto tanto, prepararti una tisana che ami, mettere lo smalto che ti piace alle unghie, la lista può allungarsi a dismisura!

Perché 50 cose? Perché questo mese, ormai già incominciato ha 31 giorni, alcune delle cose che scriverai magari non ti sarà possibile realizzarle in alcuni giorni, metti che piove e volevi fare una passeggiata in campagna dovrai scartare l’opzione in favore di un’altra. Scrivendone 50 ne avrai una bella scorta. Sì sa l’ansia va rassicurata ;o)

SCARICA IL PDF PER STILARE LA TUA LISTA DELLE
50 PICOLE COSE CHE AMI

 

Se mi leggi per la prima volta INIZIA DA QUI

 

Favole di Natale

Favole di Natale

Oggi voglio parlarti delle fiabe che ho racchiuso nel mio libro Favole di Natale. Babbo Natale e l’elfo dei pensieri La storia di un elfo pasticcione e di un bambino che impara a capire che i propri desideri sono sì importanti, ma non devono andare […]