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Parola dell’anno

Parola dell’anno

Avrai letto molto sul concetto di parola dell’anno. Una parola può diventare impulso concentrato di senso per quello che senti necessario per la tua persona o la tua attività. Per me quest’anno la parola è arrivata d’improvviso, terminata di scrivere l’ultima favolettera spedita giovedì scorso. 

Perché è importante ascoltare le fiabe

Perché è importante ascoltare le fiabe

Ne parlo spesso, ma non mi sembra mai abbastanza dire perché è importante ascoltare le fiabe. L’ascolto di una fiaba è un momento per rilassarsi, sentirsi in qualche modo “coccolati” come quando si era piccoli. Questo può permettere da un lato sensazione di sollievo e 

Una fiaba per parlare della rabbia

Una fiaba per parlare della rabbia

Oggi ti propongo una fiaba per parlare della rabbia con i bambini.

Qualche tempo fa mi ha scritto una mamma per domandarmi consiglio su fiabe per affrontare il tema della rabbia col proprio bambino.

Cos’è la rabbia

La rabbia è un’emozione tanto diretta e basilare quanto complessa.

Tutti la conosciamo. Ci siamo arrabbiati. Sappiamo quando monti dentro velocemente e sappiamo riconoscere quel calore che sale veloce e ci fa, spesso, perdere la ragione.

Si tratta di una delle emozioni di base. Fa parte di noi sin dalla nascita, o magari chissà anche da prima.

È quel che proviamo quando qualcuno o qualcosa ci impediscono di fare qualcosa, di realizzare un proposito, di comunicare come vorremmo, di essere come vogliamo essere. Quando ci mancano di rispetto, quando ci mettono i bastoni tra le ruote, la rabbia arriva come una sana energia per far sì che possiamo eliminare gli ostacoli e andare avanti.

La rabbia è quindi l’emozione primaria che ci fa andare avanti, oltre gli ostacoli che la vita ci pone. La rabbia è una grande energia.

Tuttavia non è semplice gestirla.

La gestione della rabbia

La gestione dell’emozione della rabbia può non essere semplice. Si tratta di un’energia propulsiva che può portarci a scagliarci contro qualcosa o purtroppo anche contro qualcuno in malo modo se non riusciamo a canalizzarla in maniera appropriata.

Sicuramente il primo momento in cui sale la rabbia ha bisogno di essere espressa in modo immediato, così come immediata è l’emozione stessa della rabbia. Le “voci” della rabbia sono le urla e il movimento. Ci basta guardare un bambino piccolo che si dimena, batte i piedi e grida quando è arrabbiato. Sta esprimendo la rabbia in maniera sana, il suo fegato gliene può essere grato.

Ora, la società ci impone molte regole le sociale e ci obbliga a costruire numerose sovrastrutture, talvolta scollegandoci dal nostro sentire e da un sano modo per esprimerci.
Tuttavia, se sbatto un pugno sul tavolo, o sbatto una porta, o rompo una matita e strillo un “Porca miseria!” nessuno si farà male, nessuno si potrà offendere, soprattutto se dopo gli atti di sfogo preciserò quanto sia importante esprimere la propria rabbia.

L’espressione rapida e appropriata della rabbia aiuterà me a stare meglio e a riconoscerla e saperla esprimere sempre in modo più adeguato.

Quell’energia ci resterà dentro magari anche per un bel po’ se non si tratta di qualcosa di poco conto. Arriva qui il secondo momento della gestione della rabbia, il saper sentire e riconoscere quell’energia per utilizzarla in modo costruttivo.

Storie per bambini che parlano della rabbia

Esiste una collana di libri edita dalla Erickson che ho trovato molto bella e che mi ha ispirata e aiutata molto sia nel mio lavoro che nella vita privata, si tratta dei testi di Margot Sunderland, una psicoteraputa anglosassone che ha scritto molto sull’importanza dell’uso delle storie soprattutto con i bambini.
In particolare sull’emozione della rabbia, Sunderland ha scritto il libro: “Aiutare i bambini pieni di rabbia e di odio” il libro contiene una parte teorica per operatori o genitori interessati ad approfondire il tema, suggerisce numerose attività sulla rabbia e contiene in allegato una storia per affrontare il tema della rabbia con i bambini.
Sempre sulla rabbia un libro che mi piace è “Ho un vulcano nella pancia” di Eliane Whitehouse, tuttavia risulta al momento non disponibile, magari lo si può trovare in biblioteca.

Una fiaba per parlare della rabbia

Qualche anno fa ho scritto anche io una fiaba per parlare della rabbia con i bambini. Ne ho fatto un pdf che puoi scaricare gratuitamente.
Parla di un bambino che fatica a tenere a bada la sua rabbia, finché attraverso il movimento e qualche parola pronunciata a voce alta riesce a esprimerla, a tirarla fuori. In quel momento, la rabbia se ne va. Non è più il drago con le narici fumanti che il piccolo protagonista faceva fatica a tenere a bada.
Esprimere la propria rabbia è sempre una cosa sana.
La rabbia non è un’emozione negativa, nessuna emozione lo è. Quando non riusciamo ad esprimere la rabbia in modo sano e diventiamo aggressivi o violenti, allora abbiamo una difficoltà da risolvere. La violenza e l’offesa sono nocive. La rabbia è un’energia che ci nutre e che possiamo usare in modo positivo.
Ecco la fiaba:
Clicca sull’immagine per scaricarla
Consigli a me stessa per non soccombere

Consigli a me stessa per non soccombere

Mentre scrivo questo post piove. Avete presente quando Igor in Frankenstein Jr dice “potrebbe andar peggio, potrebbe piovere”. Seguono tuoni e fulmini? Ecco qui già piove. Oltre a tutto il resto. Piove. Piove e l’acqua mi fa pensare al traboccamento. Quando goccia, goccia, il vaso 

Aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco

Aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco

Oggi ti parlo degli aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco. I proverbi che sono molto saggi ce lo ricordano: Partire è un po’ morire. Quando lasciamo un luogo caro viviamo un senso di perdita. Ogni vissuto è soggettivo, lasciare un posto può 

L’instabilità del lockdown

L’instabilità del lockdown

poesia

Negli ultimi anni ho scritto più di un libro di storie per aiutare i bambini a capire situazioni complesse attraverso le fiabe. Aiuta tanto, anche nelle situazioni più gravi, sapere quel che accadrà nella nuova situazione. Cosa cambierà e come, cosa resterà come prima. Queste informazioni rendono l’evento che determina la trasformazione, per quanto indesiderato e complesso, più accettabile ed esplorabile.

Ad esempio in una situazione di divorzio comunicare in maniera adatta all’età del bambino cosa accadrà, dove vivrà, quali saranno le routine della sua giornata, aiuta perché toglie mistero. La paura spesso si genera quando non si sa cosa aspettarsi. Allora definire in modo chiaro come sarà la nuova vita, aiuta perché rende quell’incerto e spaventoso più sicuro ed esplorabile.

Questa situazione pandemica in corso invece non lo permette.

Come ho scritto nel post dello scorso lunedì ci troviamo a vivere un sentimento di lutto dovuto al lockdown.

Questa situazione è un lutto in corso e continuativo.
Una perdita di sacre libertà, situazioni di vita, di lavoro, di persone care.

All’instabilità causata da questa condizione non si riesce a far corrispondere l’aiuto del sapere cosa accadrà per poter in qualche modo rasserenarsi.

Veniamo costantemente colpiti da mesi da nuove perdite.

Cosa accadrà domani? E il giorno dopo? E la settimana successiva?

Personalmente vivo una situazione di lotteria giornaliera. Domani chiuderà anche la classe di mia figlia? O l’ufficio dove lavoro? Ci imporranno qualcosa di ulteriormente insopportabile?

Ultimamente mi chiedo spesso se ci sia un limite.

Un limite alla mancanza di rispetto per le emozioni. I media terrorizzano anziché informare.

Un limite alla violazione delle nostre più sacre libertà.

Un limite a quello che le persone riescono a far diventare normale.

Si sono realizzate troppe finestre di Overton.

Apparentemente non c’è un limite.

Resta l’amore per le persone care.

Resta aggrapparsi forte ai cuori che giorno per giorno condividono con me questo lutto, questa instabilità.

Resta la mia famiglia.

Mi stringo forte a chi amo.

Il sentimento del lutto generato dal Lockdown

Il sentimento del lutto generato dal Lockdown

In questo anno 2020 molti di noi hanno vissuto il sentimento del lutto generato dal lockdown. COSA LO HA CAUSATO Nulla dirò circa le informazioni contrastanti forniteci riguardanti numeri e qualità della malattia, poiché non avendo una preparazione medica, sono, come molte persone che leggeranno, 

Esercizio di poesiaterapia

Esercizio di poesiaterapia

Oggi voglio proporti un esercizio di poesiaterapia. La cura poetica di me stessa è una delle attività che più mi aiutano a stare centrata e a vivere una situazione di quanto più benessere possibile, pur attraversando tutto quello che il mondo, soprattutto quest’anno ci ha 

Cura narrativa

Cura narrativa

Oggi voglio parlarti meglio di un progetto di questo blog diventato sempre più importante nel tempo: Cura narrativa.

Cos’è?

L’uso delle storie – romanzate, filmate o appena evocate da versi – è così importante da poter essere definito persino “terapeutico”, una sorta di vera e propria cura per l’anima. Ho approfondito questo concetto parlando di Cura narrativa e poesia.

La narrativa, in tutte le sue manifestazioni, è quel luogo meraviglioso dove l’anima si arricchisce dei sentimenti.

Come è strutturata?

Troverai dei post scritti come se fossero i bugiardini di un farmaco.

Allo scopo di fornire spunti di riflessione, la lettura dei post “Cura narrativa” è indicata per aumentare il proprio benessere, mentre in caso di malessere psicologico rivolgersi ad uno psicologo!

Cura narrativa:

è un progetto di questo blog che ha l’aspirazione di diffondere cultura unitamente al messaggio che la narrazione ha un valore positivo sul benessere emotivo delle persone

Cosa contiene:

Poesie, citazioni da libri, trailer e spezzoni cinematografici, tanti modi in cui possiamo immaginare di narrare.

Indicazioni:

Leggere liberamente i post come spunti per riflettere, per desiderio di approfondire propri vissuti emotivi, con volontà di arricchire il proprio bagaglio culturale, per incrementare la propria crescita personale.

Ascoltare una storia apre la mente, arricchisce i cuore, ed è spesso una piccola spinta evolutiva, oltre ad essere un momento di sano benessere.

Lo stacco dalla realtà che una storia ci regala quando ci immergiamo nella sua lettura, o nel suo ascolto, o visione se si tratta di un film, è un respiro ampio per l’anima.

Come quando abbiamo gli occhi stanchi davanti al computer e sentiamo la necessità di guardare lontano, verso il cielo e l’orizzonte, allo stesso modo un libro è un allargare il proprio orizzonte vitale. Vivremo non solo nella nostra realtà, ma anche quella dei protagonisti della storia. (Cit. Silvia Lombardo)

Questo è un arricchimento da molti punti di vista:
Moltiplicheremo le nostre emozioni, gli spunti creativi, l’apprendimento, ricevendo in regalo momenti di fuga, un tempo per sé che fa così tanto bene dedicarsi, ma che a volte è difficile riuscire a regalarsi.

ATTENZIONE:

In caso di malessere psicologico è sempre necessario consultare uno psicologo.

 

“31 preferisco” attività espressiva ispirata dalla poesia “Possibilità” di Wislawa Szymborska

“31 preferisco” attività espressiva ispirata dalla poesia “Possibilità” di Wislawa Szymborska

Un po’ di tempo fa ho pensato di scrivere “31 preferisco” attività espressiva ispirata dalla poesia “Possibilità” di Wislawa Szymborska, oggi voglio condividerla con te, così che anche tu possa cimentarti se lo desideri. Chi è Wislawa Szymborska? è stata una poetessa polacca vissuta dal