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Significati della storia Il mago di Oz

Significati della storia Il mago di Oz

Il mago di Oz è una delle storie più belle che hanno accompagnato la mia infanzia. Ricordo, ovviamente anzitutto Il-Mago-di-Oz-libro ma anche Il-mago-di-Oz-film e pure Il-mago-di-Oz-cartone-animato. Insomma non me ne sono persa nemmeno una versione. LA STORIA Credo la conoscerai anche tu la storia, il 

Il regno di Molly e Papo

Il regno di Molly e Papo

Il regno di Molly e Papo è quel mio regno felice, no anzi, aspetta è QUESTO mio regno felice, è una roba vicina, dove io ci sono dentro. Certo, quando dici regno, pensi a qualcosa che sta un po’ più in là da dove adesso 

Parola dell’anno

Parola dell’anno

Avrai letto molto sul concetto di parola dell’anno.

Una parola può diventare impulso concentrato di senso per quello che senti necessario per la tua persona o la tua attività.

Per me quest’anno la parola è arrivata d’improvviso, terminata di scrivere l’ultima favolettera spedita giovedì scorso.

Come tante altre ispirazioni è stata improvvisa e concentrata, poi poco per volta si è aperta a più ampia comprensione.

Spazio.

La parola di cui ho bisogno è spazio.

No, non voglio andare sulla Luna. Ho bisogno di spazio interiore ed esterno ma molto terrestre.

Spazio per respirare. Spazio libero davanti al mio viso. Soffro tantissimo dover indossare la mascherina in questa indifferenziata maniera totale, molti mal di testa. Spero di tornare a poter respirare liberamente nel mondo al più presto. Con tutto quello che questa libertà ritrovata andrebbe a significare.

Come vedi il primo spazio è proprio un bisogno primario fisiologico.

Ho bisogno anche di un nuovo spazio abitativo e lo sto attendendo mentre chi deve lo costruisce, impiegando un tempo notevolmente più lungo del previsto, per tutti i motivi che si possono immaginare accresciuti inoltre dalla pandemia.

Ho bisogno anche di quello che una mia amica molto cara mi ha spiegato essere lo spazio sacro. Uno spazio per creare. Uno spazio proprio e dedicato. Il bisogno precedente si lega a questo indissolubilmente. Per cui anche di questo spazio resto in attesa. A volte con più fiducia, altre con impazienza.

Spazio per le parole. Spazio scrittorio. Uno spazio da dare alle parole che scrivo. Organizzandole in un post, una favolettera o un libro, dedicendo cosa mettere dove. Uno spazio organizzato, perché in una buona organizzazione ci si dà tempo per tutto, senza ansia, senza esagerare con i vuoti o con i pieni, in equilibrio.

Ecco perché la parola spazio è quella giusta per me quest’anno. Racchiude molti significati.

Infine, per restare in tema, un ringraziamento a questo spazio virtuale perché mi accoglie quando lo spazio reale non riesce a farlo.

 

 

Perché è importante ascoltare le fiabe

Perché è importante ascoltare le fiabe

Ne parlo spesso, ma non mi sembra mai abbastanza dire perché è importante ascoltare le fiabe. L’ascolto di una fiaba è un momento per rilassarsi, sentirsi in qualche modo “coccolati” come quando si era piccoli. Questo può permettere da un lato sensazione di sollievo e 

Una fiaba per parlare della rabbia

Una fiaba per parlare della rabbia

Oggi ti propongo una fiaba per parlare della rabbia con i bambini. Qualche tempo fa mi ha scritto una mamma per domandarmi consiglio su fiabe per affrontare il tema della rabbia col proprio bambino. Cos’è la rabbia La rabbia è un’emozione tanto diretta e basilare 

Consigli a me stessa per non soccombere

Consigli a me stessa per non soccombere

poesiaMentre scrivo questo post piove.

Avete presente quando Igor in Frankenstein Jr dice “potrebbe andar peggio, potrebbe piovere”. Seguono tuoni e fulmini?

Ecco qui già piove.

Oltre a tutto il resto. Piove.

Piove e l’acqua mi fa pensare al traboccamento. Quando goccia, goccia, il vaso è colmo e straripa.

Sono straripata.

Sono straripata, ma senza inondare nessuno.

Una goccia, dopo l’altra ho oltrepassato il mio segno. Così io, piccola “vaso di terracotta in mezzo a tanti vasi di ferro”, sono straripata senza far rumore.

Una goccia per volta.

Eppur tuttavia, qualcosa, nel mentre che silenziosamente straripavo goccia a goccia, è cambiato in me.

Ho deciso di diventare un pochino impermeabile a certa acqua.

Ho deciso che io-piccola-vaso avrò bisogno di continuare a straripare, ma che strariperò di me stessa. Goccia a goccia nel mondo ci saranno i miei goccia-pensieri che non potrò tenere più dentro. La repressione propria interiore si ferma, troppa quella esterna, allora basta, coi pensieri si straripa, si vive liberamente.

Ogni mio piccolo pezzettino che a fatica mantiene il suo dinamico equilibrio col totale di tutti gli altri pezzettini di me stessa, ciascun pezzettino potrà concorrere a queste gocce.

Goccia-pensieri di gratitudine, di resilienza, o di emozioni più basiche ma sempre importanti. Ogni emozione ci nutre, vibra dentro e ci permette di accordarci al Tutto che ci circonda, se solo riusciamo a viverla senza repressione.

La repressione del fuori la lascio a chi d’essa decide di nutrirsi. Per parte mia voglio nutrire la libertà d’essere al mondo, la libertà di scegliere che storie tessere e narrare, la libertà di ascoltare quel che mi permette di essere sana.

Scelgo d’ancorarmi al bello, alla ciclicità che è propria della vita, all’abbondanza che il mondo mette costantemente a disposizione con la sua esistenza. Infinite molecole, infinite cellule, infiniti atomi. Tutto a disposizione nel giusto istante. Bisogna solo ch’io liberi il mio cuore da chi vuol solo reprimere e che rimanga in ascolto del Tutto di cui sono parte.

poesia

 

Aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco

Aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco

Oggi ti parlo degli aspetti del sentimento di perdita in situazioni di trasloco. I proverbi che sono molto saggi ce lo ricordano: Partire è un po’ morire. Quando lasciamo un luogo caro viviamo un senso di perdita. Ogni vissuto è soggettivo, lasciare un posto può 

L’instabilità del lockdown

L’instabilità del lockdown

Negli ultimi anni ho scritto più di un libro di storie per aiutare i bambini a capire situazioni complesse attraverso le fiabe. Aiuta tanto, anche nelle situazioni più gravi, sapere quel che accadrà nella nuova situazione. Cosa cambierà e come, cosa resterà come prima. Queste 

Il sentimento del lutto generato dal Lockdown

Il sentimento del lutto generato dal Lockdown

In questo anno 2020 molti di noi hanno vissuto il sentimento del lutto generato dal lockdown.

COSA LO HA CAUSATO

Nulla dirò circa le informazioni contrastanti forniteci riguardanti numeri e qualità della malattia, poiché non avendo una preparazione medica, sono, come molte persone che leggeranno, impreparata a comprendere quale sia il vero dato di realtà.

La mia preparazione in ambito psicologico mi consente però di vedere quanto questa comunicazione terrorizzante abbia avuto un effetto negativo su me stessa e su chi mi circonda. È giusto e importante informare, fondamentale, ma terrorizzare no, non lo è. È la volontà del sensazionalismo che non si preoccupa realmente della salute delle persone ma di fare click e audience.

La paura, la perdita della vita così come la conoscevamo, l’ammalarsi in molti casi con addosso già la paura, la perdita per alcuni di persone care, senza neppure poter dare loro un degno estremo saluto. Tutto questo ha covato dentro molti, me per prima, senso di perdita, sentimento di lutto.

COS’È IL LUTTO

Il lutto è il sentimento della perdita, il senso del non ritorno, l’ineluttabilità del venuto a mancare.

Proviamo principalmente il sentimento del lutto quando perdiamo una persona cara, ma anche quando viene a mancare qualcosa di molto importante per noi nella nostra vita: che sia lasciare qualcuno, non per morte, magari perché si  vive un divorzio, o la perdita dell’attività lavorativa che ha colpito molte persone in questo anno devastante. Anche la perdita della routine quotidiana, improvvisa e non desiderata, può gettare nello sconforto. Pensiamo a quanti magari si trovavano bene nella loro routine lavorativa e trovavano sicurezza nelle abitudini di ogni giorno. Ancor di più pensiamo ai bambini. Loro hanno subito tantissimo. Nel silenzio della notizia. Chiusi in casa. Ciascun genitore sa quanto malessere questo ha provocato.

LE FASI DEL LUTTO

Il sentimento del lutto è un sentimento complesso che si compone di più elementi. Quando ci troviamo costretti ad attraversare una condizione di lutto possiamo alternare queste fasi che non hanno una delimitazione netta, fanno parte del processo di elaborazione.

SHOCK E NEGAZIONE:

Sulle prime si rimane scioccati dalla perdita vissuta e si può addirittura “negare” il dolore che ci appare troppo forte per essere affrontato. Non so come sia capitato di sentirvi all’inizio di questa pandemia con clausura. Personalmente non riuscivo a crederci, qualcosa dentro di me desiderava che all’improvviso finisse tutto e la vita riprendesse quella di prima. Non lo volevo vedere, era troppo doloroso, soprattutto quando pensavo alla mia bambina.

RABBIA

C’è poi l’emozione della rabbia, per la perdita della condizione precedente. Certo questo ha poco a che fare con la razionalità, quel che ci è venuto a mancare non è stato il risultato di una decisione di cattiveria nei nostri confronti, tuttavia ci sentiamo arrabbiati per il dolore che siamo costretti ad affrontare.

NEGOZIAZIONE

A un certo punto tentiamo di trovare una spiegazione, cerchiamo di dare un senso alla cosa, una soluzione, ci attacchiamo alla razionalità per cercare di spiegarci quanto accaduto e superare il senso di impotenza.

DEPRESSIONE

Arriva un momento in cui aggrapparsi alla negazione, alla rabbia o alla razionalità non funziona, tutto cede il passo al dolore.

Il dolore per essere superato va vissuto.

Purtroppo c’è la mancanza, non si può negare. Le nostre sacre libertà sono state calpestate, i nostri bambini sono stati deprivati di tanto e anche noi. Questo non può non generare tristezza.

ACCETTAZIONE

Quando il dolore viene vissuto, può essere elaborato, si può accettare l’accaduto e in qualche modo trovare pace. Ciascuno ha un tempo personale, le fasi vengono attraversate da persone diverse con intensità e tempistiche differenti.

Trovare un proprio senso alla perdita è quello che aiuterà ad andare avanti. Quando perdiamo una persona cara, ci troveremo ad andare avanti nella vita portando quell’amore da fuori verso quella persona a dentro di noi. Porteremo con noi come quella persona ci faceva sentire e la bellezza del suo ricordo, doloroso, ma importante da portare con noi, come parte evolutiva.

A CHE PUNTO SEI

Questo momento socio-economico-sanitario-giuridico di grave lutto è ancora in corso e non ne conosciamo la durata. Questo rende la sua elaborazione molto dura. È in qualche modo un lutto in atto, continuativo. È difficile trovare una propria chiave di lettura evolutiva per andare avanti. Trovo conforto nelle parole di un personaggio di fantasia che mi piace molto:

Ho scoperto che sono le piccole cose…

le azioni quotidiane della gente comune

che tengono a bada l’oscurità.

Semplici atti di gentilezza e amore.

([J.R.R.Tolkien – Lo Hobbit)

Dico a me stessa proprio lo stesso. Sono le piccole azioni quotidiane, quelle spesso vissute automaticamente, che ci portano avanti, un piccolo passo dopo l’altro. Quelle svolte anche insieme a chi amiamo, nella nostra casa. Queste piccole azioni, anche se in piccola o grossa parte mutate, continuano a portarci avanti. Ad esse mi voglio aggrappare e su di loro cerco di costruire speranza.

Esercizio di poesiaterapia

Esercizio di poesiaterapia

Oggi voglio proporti un esercizio di poesiaterapia. La cura poetica di me stessa è una delle attività che più mi aiutano a stare centrata e a vivere una situazione di quanto più benessere possibile, pur attraversando tutto quello che il mondo, soprattutto quest’anno ci ha