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Una fiaba per parlare dell’importanza di impegnarsi per trovare il proprio posto nel mondo

Una fiaba per parlare dell’importanza di impegnarsi per trovare il proprio posto nel mondo

Oggi ti parlo di una fiaba per parlare dell’importanza di impegnarsi per trovare il proprio posto nel mondo. È una fiaba a cui tengo davvero tanto, è la prima fiaba che ho scritto, da grande, con cognizione di causa sullo scrivere. Così coglierò anche l’occasione 

Attraverso la poesia ti racconto un momento di rabbia

Attraverso la poesia ti racconto un momento di rabbia

Da qualche anno ormai, amo lo strumento poetico come mezzo espressivo di me e delle mie emozioni, per la libertà che consente, per l’immediatezza delle parole che si fanno simbolo, per la gratuità della scrittura e il potere che ha di farmi stare meglio. Cimentarmi 

La felicità delle piccole cose

La felicità delle piccole cose

La felicità delle piccole cose è la più vera.

poesia felicità delle piccole cose

 

Credo che abbia molto a che fare col restare in contatto con la propria bambina interiore.

Quella là che ci vuole fare proprio perdere tempo, voltarsi e fermarsi a guardare una lumachina che le ricorda l’importanza della lentezza.

Quella che ti fa smettere di digitare veloce sui tasti del computer perché la pioggia fa tic, tic sul vetro ed è sempre curioso e affascinante sentirlo e vedere le gocce che brillano e scivolano unendosi in piccole forme.

Quella lì che ti fa distrarre dal documento importante perché arriva un odore che ti rituffa altrove dove c’era stata già felicità

Quella bambina da tenersi stretta, da cercare col lanternino se per caso è per ora nascosta. Dovremmo fermarci e chiamarla e riaccoglierla, che solo lei può re-insegnarci la felicità.

Oh certo non la felicità delle grandi conquiste dell’età della ragione, dei riconoscimenti altisonanti dell’epoca adulta. Di quelli non sa nulla e poco gliene importa.

TI porterà invece ad avere voglia di sederti ancora su un’altalena. Di canticchiare un motivetto che ti mette allegria.

Di perdere… perdere? Di prendere tempo.

Regalarti del tempo, che regalarsi tempo è il primo e più importante modo di volersi bene.

SI MA IO QUELLA BAMBINA L’HO PERSA. COME SI FA?

Accade crescendo di dimenticarla, sperduta dentro, chiusa lontano in una stanzetta. Non vogliamo che disturbi l’attuazione dei doveri col suo desiderare. La mandiamo via dalla nostra attenzione, poverina. A volte, per lungo tempo, anche una vita, ci dimentichiamo di lei.

Per tornare ad averla presente e vicina, bisogna andare a cercarla, dove sta rintanata. Nascosta, delusa.

Come sempre con i bambini ci vuole grande pazienza, tocca trovare un modo per agganciarla, qualcosa che ci piaccia, sia a noi grandi che a lei bambina. Perché qualcosina in comune in genere resta.

Può essere un piccolo passatempo che ormai giudichiamo inutile.

Può essere un odore, un luogo, una musica.

È qualcosa che sempre ci fa stare bene, che ormai abbiamo messo da parte fino talvolta a dimenticarci di dedicargli spazio.

Se non sappiamo più cosa sia, bisogna mettere in agenda, come quando stiamo poco bene e dobbiamo andare dal medico per fare delle indagini, dei tempi di ricerca di quelle piccole cose che ci rimettono in contatto con la verità della nostra anima.

È sempre lì che si accoccola la bambina interiore, dove si sente riconosciuta e amata per com’è veramente.

Chi sei

Chi sei

La consapevolezza di chi siamo è nient’affatto cosa semplice. Possiamo impiegare un’esistenza intera e non arrivare a comprenderci davvero. A volte ci serviamo di titoli e corrispondenze esterne. È vero che non vedendo il mondo com’è ma come siamo, tutto ci fa da specchio, rendendoci 

Cura narrativa e poesia

Cura narrativa e poesia

Una cura narrativa è una forma di supporto al benessere attraverso la narrazione, ossia l’uso di storie. Ne approfondirò il senso, spiegandoti anche come la poesia possa non solo entrare a farne parte, ma avere un particolare potere terapeutico. Le storie sono importanti L’uso delle 

Fiabe per parlare con i bambini – seconda parte

Fiabe per parlare con i bambini – seconda parte

Nel post del 10 agosto ti ho iniziato a parlare di fiabe per parlare con i bambini che ho scritto e raccolto in alcuni libri.

Oggi vorrei continuare parlando di altri due libri di fiabe che affrontano degli argomenti che amo davvero tanto.

Le fiabe sono un linguaggio che aiuta a introdurre argomenti anche molto delicati, in ogni caso risulta essere una modalità piacevole e divertente per riflettere insieme ai bambini.

Come aiutare i bambini a vivere bene la timidezza

C’è una fiaba che parla di Edo ed Emy, due bambini che vivono ciascuno sul proprio pianeta, per ciascuno unico e speciale. Entrambi si impegnano a passare il tempo e divertirsi sul proprio pianeta, ma dopo un po’ la mancanza di un amico si fa sentire, così riescono a conoscersi e fare amicizia, sapranno poi farsi coraggio e andare insieme a conoscere tanti altri bambini.

I timidi amano stare tra ciò che è conosciuto e hanno bisogno di avvicinarsi in maniera graduale al nuovo e sconosciuto, affinché diventi esplorabile e sicuro.

Nel libro trovi 4 fiabe e 6 attività per aiutare i bambini a vivere bene la timidezza.

CLICCA SULL’IMMAGINE PER MAGGIORI INFO

Una fiaba sull’ispirazione

Quella di Mastro Licciardello e i folletti del violino è una fiaba che viene da lontano. Una delle prime che scrissi oltre dieci anni fa. Una fiaba dove il protagonista si affida alla parte di sé esecutiva, a testa bassa produce i suoi violini, porta a termine diligentemente tutte le fasi operative, si dimentica,  però, degli aspetti più intuitivi e razionali, rinnega la “magia”, la sbeffeggia.

Se ci si affida completamente alla sfera razionale, si rischia di indispettire una parte più libera e creativa, quei “folletti” che aiutano ad avere l’idea buona, o a realizzare una cosa bella.

Se i “folletti” si arrabbiano, come nella fiaba, possono smettere di elargire i loro doni.

Quando i “folletti” se ne vanno però l’armoniosa melodia se ne va con loro.

Ci vorrà un lavoro di consapevolezza e la capacità di andare incontro ai propri “folletti”.

La fiaba si intitola “Mastro Licciardello e i folletti del violino”

https://i0.wp.com/tizianacapocaccia.it/wp-content/uploads/2018/06/copertina-ebook-licciardello.jpg?resize=613%2C1024&ssl=1CLICCA SULL’IMMAGINE PER MAGGIORI INFO

Fiabe per parlare con i bambini – prima parte

Fiabe per parlare con i bambini – prima parte

Scrivo fiabe per parlare con i bambini di tempi difficili o delicati. Questo utilizzo delle fiabe è nato dalla pratica, conducendo laboratori su argomenti specifici, o dagli incontri con bambini che avevano bisogno di affrontare una tematica in particolare. Il gioco è per i bambini 

Fai cose belle con i figli

Fai cose belle con i figli

Per vivere una bella relazione fare insieme cose belle aiuta. L’ho provato in prima persona e sicuramente anche tu. Certe volte, prese dal compito educativo, ci dimentichiamo di divertirci insieme ai figli, o meglio magari ci dedichiamo a passatempi che riteniamo possano essere divertenti per 

Fiabe

Fiabe

Oggi ti voglio parlare di alcune fiabe, in particolare di tre di loro tra quelle che ho deciso di pubblicare gratuitamente su questo sito.

Alcuni anni fa una psicoterapeuta mi ha contattata per chiedermi se avevo una storia per parlare di affido e adozione. Stava affrontando un caso per il quale la fiaba le sarebbe stata di aiuto.

Ascoltandola parlare del caso, ho trovato spunto per scrivere una storia che parlava di una fogliolina, del suo albero che non riusciva a star bello dritto da solo e di un albero nelle immediate vicinanze che pur non avendo foglie proprie riusciva a sorreggere quel ramo dell’altro albero e la fogliolina in questione.

Trovi la storia nella fiaba: “Due alberi per una fogliolina”. Se fa al caso tuo puoi scaricarla gratuitamente:

albero cuori

Una fiaba che a breve potrebbe tornarti utile se hai un bimbo, o bimba, che deve iniziare l’asilo è “Olivia va a scuola”.

Ho scritto questa fiaba 5 anni fa, quando mia figlia Morgana ha iniziato l’asilo.

I primi giorni correva felice all’asilo, poi quando tutti ormai si erano abbastanza ambientati e anno iniziato a stare a scuola 5 ore anziché un paio, le cose sono peggiorate per noi.

Stava prendendo consapevolezza del distacco e ha avuto bisogno del suo tempo per elaborarlo.

Così, per aiutare sia me che lei ad affrontare questo momento di crescita, ho fatto come sempre ricorso alle fiabe. Un giorno mentre tornavamo da scuola ho inventato per lei la storia di Olivia, che dopo un estate al mare o al parco con i suoi piccoli amici, si apprestava ad iniziare la scuola.

Per molti giorni all’uscita di scuola, o anche durante la giornata, Morgana mi chiedeva di raccontarle questa fiaba e io lo facevo volentieri. Voleva dire che la storia le stava permettendo di elaborare il momento che stavamo vivendo.

Ecco la fiaba di Olivia la puoi scaricare liberamente:

olivia va a scuolaLa prossima fiaba l’ho scritta qualche annetto fa pensando a questa nostra società della velocità. Le informazioni viaggiano velocissime.

Vogliamo i cibi tutto l’anno indipendentemente dal loro periodo. Si è persa la stagionalità delle cose. Facciamo maturare in fretta i frutti e le verdure con le serre. Siamo bombardati di informazioni, le nuove generazioni lo sono fin dalla tenerissima età, certo valutiamo anche il lato positivo: gli stimoli intellettivi sono molto elevati e le menti dei bambini se ne giovano, tutta via ogni cosa ha un prezzo.

Qualcosa, inevitabilmente si perde.

Si perde la capacità di saper aspettare.

I bambini non ce l’hanno. I bimbi piccoli, piccoli quando hanno fame gridano finché non viene dato loro del cibo. Hanno bisogno di tempo per imparare l’attesa. È una grande fatica saper aspettare, implica il tollerare la frustrazione. Questa iniziale “frustrazione” può con il tempo diventare uno spazio positivo, un momento per prepararsi a quello che stiamo aspettando.

È bello saper apprezzare il momento del desiderio.

L’attesa di qualcosa di importante è necessaria per prepararsi ad accogliere il nuovo.

Oggi rischiamo di non riuscire ad insegnare col nostro esempio tutto questo ai bambini, perché lo stiamo disimparando nella società del tutto-e-subito.

Quella di Marilena è un invito a riprendersi il tempo giusto per ogni cosa. Puoi scaricarla gratuitamente:

copertina marilena lunapiena

Gli anni volano..

Gli anni volano..

Puff! Un altro anno è passato, gli anni volano via? Tu come ti senti quando compi gli anni? Ammetto che cado vittima dei passaggi di decennio, come credo moltissime altre persone. Gli altri anni mi fanno meno effetto. Quest’anno mi fanno particolarmente poco effetto perché