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Che cos’è la grafologia?

Che cos’è la grafologia?

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Un senso alla perdita.

Un senso alla perdita.

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Una fiaba per parlare ai bambini della morte di una persona cara

Una fiaba per parlare ai bambini della morte di una persona cara

Oggi voglio condividere con te una fiaba per parlare ai bambini della morte di una persona cara.

Perché una fiaba

Le fiabe sono un davvero di grande aiuto per introdurre un argomento difficile o doloroso grazie al loro linguaggio delicato e protettivo

La giusta distanza di sicurezza psicologica

Le fiabe con il loro situarsi in un tempo indefinitoC’era una volta” e per l’utilizzo di metafore e personaggi fantastici creano la giusta distanza di sicurezza dai fatti che stanno narrando, così anche se si tratta di un evento doloroso diventa possibile affrontarlo. Ci mettono al sicuro mentre ne parlano.

Un linguaggio delicato

L’uso di metafore, di elementi simbolici aiuta ad esprimere concetti anche difficili o che possono spaventare senza di fatto spaventare e rendendo più accessibile qualcosa con cui sarebbe troppo complicato aver a che fare altrimenti.

L’importanza di restare nella metafora

Quando raccontiamo ad un bambino una fiaba che tratta un tema complicato con cui il bambino sta avendo a che fare nella sua vita, è molto importante non spiegare nulla di più di quel che il bambino è pronto ad ascoltare.

Rispondiamo solo alle sue domande specifiche.

Se non chiede nulla, ma ad esempio vuole ascoltare e riascoltare la storia, allora raccontiamo ancora e ancora la storia. Se vuole riascoltarla vuol dire che ne ha bisogno e che in quel momento va bene così per il suo momento di crescita.

Quando è il bambino stesso ad uscir di metafora e a fare qualche collegamento con la realtà, allora possiamo seguirlo nel suo percorso e rispondere alle sue domande. Vuol dire che è pronto a farlo se lui per primo a compiere il passo.

La storia della fogliolina

La fiaba della fogliolina è la storia dell’importanza dei legami affettivi di chi resta, che diventa l’amore che sostiene e dà la forza per affrontare il dolore per la perdita di chi non c’è più.

Per i bambini, quanto più sono piccoli, può essere difficile avere a che fare col concetto stesso di morte. È molto importante essere chiari, senza usare modi di dire più delicati ma che possono confondere come: è partito o si è addormentato.

Ammettere il dolore e offrire conforto

Un aspetto importante della fiaba è quella di ammettere il dolore che si prova. Non si può farne a meno.

Spesso quando siamo coinvolti in un lutto, vorremmo risparmiare ai bambini il grande dolore che noi stessi stiamo provando. Tuttavia, la perdita è presente anche per loro. Quando perdiamo una persona cara proviamo dolore. È un penoso ma saggio momento da vivere insieme a loro.

Accogliere quel che si prova e dargli significato è una cosa importante da fare insieme ai bambini.

Dare voce alle emozioni

Spieghiamo loro che è normale essere tristi quando una persona cara muore. Aggiungiamo però anche la speranza, dicendo che ora siamo tristi, che è normale esserlo, ma che poi saremo di nuovo felici.

Spazio per il ricordo

Ricordiamo con il bambino la persona che non c’è più. Parlare di quel che si ricorda, aiuta anche ad esprimere le emozioni e ad elaborare a poco, a poco la perdita.

Come nella fiaba, chi resta e si vuole bene offre il conforto necessario

Le altre foglioline fanno sentire alla piccola fogliolina della fiaba che non è sola, che appartiene ad un ramo e ad un albero.

Sapere che ci sono altri legami d’amore forti e importanti ci offre conforto e ci sostiene mentre affrontiamo il dolore del lutto.

Scarica gratuitamente LA FIABA DELLA FOGLIOLINA

 

I bambini non sono cattivi

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Lutto perinatale: meglio parlarne per liberarsi dal dolore? E se non ci riesci come puoi sbloccarti?

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Ho avuto un distacco della placenta e sono stata a letto. Vivo con il terrore che possa ricapitare

Ho avuto un distacco della placenta e sono stata a letto. Vivo con il terrore che possa ricapitare

Oggi rispondo al quesito di una mamma: Al secondo mese di gravidanza ho avuto un distacco della placenta e sono stata un mese a letto. Ho vissuto i mesi successivi con il terrore che potesse ricapitare. Credo sia normale, ma qualche consiglio su come vivere una gravidanza serena dopo questi accadimenti sarebbe utile!

Purtroppo ci sono percorsi di gravidanza più difficili di altri.

CONSAPEVOLEZZA

Un aspetto importante quando siamo in una situazione di paura è cercare di capire bene cosa sta succedendo. Questo ci aiuta sia a non sentirci sperdute davanti a qualcosa di ignoto, sia a capire cosa poter fare per evitare conseguenze sgradite.

Per questo è importante essere seguite da professionisti in cui riusciamo a riporre fiducia e da cui ci possiamo sentire sostenute e da cui ricevere informazioni chiare e tutto l’aiuto necessario per la nostra situazione.

ADEGUATO SOSTEGNO

Ti serve solo il ginecologo?

Sicuramente durante la gravidanza, soprattutto se è verificato qualche episodio critico saremo seguite da un medico ginecologo.

Tuttavia non va sottovalutato l’aspetto psicologico di questo importante momento della vita di una donna.

La nostra psiche e il nostro corpo sono un tutt’uno. Il benessere dell’una incide su quello dell’altro e viceversa.

Così ad esempio se ci troviamo costrette a stare a letto per una gravidanza difficile il nostro stato emotivo ne può risentire.

Essere consapevoli che anche l’aspetto psicologico ha un suo peso sul benessere generale è importante. Sono dell’idea che andrebbe proposto alle donne in gravidanza un sostegno psicologico così come vengono suggerite tutte le analisi cliniche previste.

UN MOMENTO TRASFORMATIVO IMPORTANTE

La gravidanza è un percorso che ci trasforma fisicamente in maniera evidente, che ci porrà in una condizione esistenziale nuova, quella di mamme, un evento di non ritorno, diventeremo una versione più evoluta di noi stesse, ci saranno momenti faticosi, non solo fisicamente ma anche psicologicamente.

Assumere consapevolezza dei cambiamenti, prendere del tempo per riflettere su come si sentiamo, concedersi uno spazio per esprimere le emozioni sono tutti elementi importanti per lavorare al proprio benessere.

RIASSUMENDO

Quando entriamo in gravidanza è importante essere informate su quello che accadrà e sulle eventuali criticità che si potrebbero verificare.

Sono sempre momenti estremamente difficili, ma non conoscerli affatto rende tutto ancora più complesso da affrontare e inoltre non dà la possibilità di intervenire adeguatamente.

È necessario sentirsi validamente sostenute da professionisti che fanno al caso nostro. Soprattutto se stiamo vivendo difficoltà specifiche.

QUALCHE SUGGERIMENTO SPECIFICO

Dopo un episodio che ci ha spaventate, viviamo l’emozione della paura. Diamole voce, non reprimiamola.

Un diario delle emozioni

Aiuta molto scrivere quello che si prova. Alcune ricerche hanno dimostrato quanto la scrittura delle emozioni possa contribuire al benessere della persona con miglioramenti anche dello stato generale di salute.

Attività che distraggano e facilitino una concentrazione rilassata

Un’attività che sicuramente aiuta tantissimo è la meditazione. Tuttavia se non siamo abituate e vivere momenti di meditazione, possiamo provare a dedicarci ad attività che ci aiutino a guadagnare una concentrazione rilassata assimilabile alla meditazione.

Si deve trattare di attività abbastanza coinvolgenti, ma anche ripetitive e non stancanti.

Un esempio tipico è fare a maglia o all’uncinetto.

Ma ce ne sono molte altre: disegnare, disegni specifici semplici e ripetitivi come lo zentangle, dipingere, ricamare, colorare.

Queste che ho citato sono le attività che hanno messo in atto alcune mamme che ho seguito durante gravidanze difficili e che ne hanno tratto giovamento.

STATI DI ANSIA

Ti accennavo anche che queste attività servono a distrarre la mente, la nostra mente non vuole stare senza fare nulla. Nei momenti di inoperosità subentrano pensieri che partono in automatico e sono quei pensieri su cui siamo portate a tornare più spesso. Se si tratta di pensieri che ci agitano possono suscitare sintomi ansiosi. Distrarre la mente è una sorta di attività di “primo soccorso” che serve a spegnere il campanello d’allarme dell’ansia.

Poi è però utile lavorare ad esempio sulla costruzione di pensieri positivi.

 

Riguardo l’ansia leggi anche:

Come affrontare l’ansia

Rimedi per l’ansia – prima parte

Rimedi per l’ansia – seconda parte

Come sconfiggere l’ansia

Riguardo la gravidanza difficile leggi anche:

Gravidanza a rischio a letto

 

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Timidezza

Timidezza

Oggi vogli parlarti di timidezza.

Che cos’è la timidezza?

Si tratta di una caratteristica umana.

Si può identificare come una condizione nella quale si prova disagio nelle situazioni sociali nuove e sconosciute. Si è molto consapevoli del proprio stato d’animo, della paura e dell’imbarazzo che si provano.

Si tratta di una condizione legata alla presenza degli altri, non si vive la timidezza in privato, da soli. Si prova timidezza in situazioni sociali e ha a che fare con la paura degli sconosciuti.

La paura

La paura è un’emozione base indispensabile, funzionale alla sopravvivenza. Ci permette di percepire i pericoli e metterci in salvo.

Nel caso della timidezza, la paura riguarda l’area delle relazioni e, in particolare, include l’imbarazzo e la vergogna: due emozioni sociali scatenate dalla presenza di altre persone.

Talvolta può trasformarsi in una forma di ansia, in particolare di ansia sociale. Questo, però, non significa che essere timidi equivale automaticamente ad essere ansiosi o vivere disagi.

Molto dipende dalle esperienze e da come si vive la propria timidezza che, oltretutto, è valutata in maniera differente tra società e in epoche diverse.

Diffusione della timidezza

La timidezza, infatti, è un fenomeno universalmente noto e diffuso tra i popoli, quel che varia nel tempo e tra le popolazioni è proprio la valutazione che le si dà.

 

L’atteggiamento mentale

Il “come” viene considerato l’essere timidi in un dato contesto può far sentire a disagio, oppure no, chi vive la condizione della timidezza.

Valutare negativamente la timidezza non è sano in nessun caso, in nessuna epoca, in nessun ambiente.

Questo vale per qualsiasi altra caratteristica che ci appartiene. Sentir parlare al negativo di un nostro modo di essere, capire che la società attorno lo valuta come un difetto, primi fra tutti magari i nostri è il primo passo per creare disagio rispetto a una parte di sé.

Inoltre, il forte sentire emotivo se non ben gestito porta al rischio di chiudersi alle proprie emozioni.

È difficile lasciare aperto il cuore, ma è davvero l’unica via per costruire il proprio benessere.

Cosa si può fare per i bambini timidi?

Aiutarli ad accogliere e gestire le loro emozioni. Hanno una sfera emotiva molto intensa.

Aiutarli ad affrontare molto gradualmente situazioni nuove, così che a poco, a poco diventino familiari e rassicuranti senza generare ansia.

Affrontare l’argomento della timidezza può essere più semplice con l’aiuto di alcune fiabe.

Ci sono 4 fiabe e 6 attività che ti aspettano nel mio nuovo libro:

Qui trovi gli altri libri che ho scritto

Quando togliere il ciuccio?

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Quando togliere il ciuccio? Faccio bene a dare i ciuccio al mio bambino? Aiuto! Mio figlio non mi prende il ciuccio! Il ciuccio è da sempre una questione spinosa. Inizialmente facciamo di tutto per “ficcarlo” in bocca ai pargoli urlanti, un po’ per rasserenarci le […]