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La tua creatività può aiutarti

La tua creatività può aiutarti

Nella vita tutto dipende dall’atteggiamento mentale, è in questo che la tua creatività può aiutarti. Perché? La creatività è una chiave che apre la mente La vita ci pone di fronte a difficoltà e momenti di crisi, il più del volte è come noi affrontiamo […]

Una storia per te

Una storia per te

Oggi ho una storia per te, si intitola: Quella notte che si spensero i lampioni. Quella notte che si spensero i lampioni, mi svegliai di soprassalto. Tutta la stanza era buia, a tastoni sono andato alla finestra. In genere la luce del lampione sotto casa […]

Hai mai sofferto di crisi d’ansia?

Hai mai sofferto di crisi d’ansia?

Tiziana ma tu che sei psicologa hai mai sofferto di crisi d’ansia?

Uh eccome!

E come te la sei cavata?

Mo’ te lo racconto.

Queste sono un paio di domande che mi hanno fatto un po’ di tempo fa.

Una persona anche se nella vita fa la psicologa va comunque incontro a tante emozioni e certe volte ne rimane travolta, come tutti. Certo ha più strumenti per cavarsene fuori.

Oggi ti racconto quelli che nel tempo hanno funzionato per me personalmente.

La crisi la sento arrivare e la tengo a bada

Ogni tanto una crisi di ansia a me capita. Quando non ti è mai successo o ancora non sai capire bene di cosa si tratta può spaventare di più o peggio trascinare nel limbo dell’ansia anticipatoria.

A me invece è successa questa cosa: riconoscere che si tratta di una crisi di ansia, capirne i “segni premonitori” per fare gli scientifici potrei dire i “prodromi” mi aiuta a non spaventarmi. Mi permette di capire che si tratta della mia ormai vecchia “amica”, che compare a dirmi che qualcosa mi sta destabilizzando, che qualcosa non va come il mio cuore desidererebbe o che forse molte situazioni stressanti si sono sommate e che se anche ciascuna singolarmente non appare eccessivamente ansiogena, messe assieme fanno sollevare l’asticella oltre il livello di guardia.

Quando la mia ansia si fa viva ho imparato a contrastarla con adeguati metodi. Perché come ho già scritto su questo tema, l’ansia è un campanello d’allarme, dobbiamo cercare di capire cosa ne ha provocato l’innesco, ma per poter analizzare la situazione, guardarsi dentro e fuori per capire, prima di tutto è necessario abbassare l’allarme o spegnerlo.

Ecco cosa ha funzionato con me per abbassare il livello d'”allarme“:

Cantare

Dipende dal momento e dal tipo di sintomi, però mettere un brano musicale e provare a cantarci su aiuta. Sì, proprio come dice il proverbio “canta che ti passa”. Almeno per quanto mi riguarda però devo trovarmi da sola e in casa per poterlo attuare.

Respirare

Questo lo ammetto a volte può essere controproducente, presa dall’agitazione rischi di accelerare il respiro e agitarti ancora di più. Se, però, in molti altri momenti, come è capitato a me, ti sei abituata a respirare per rilassarti e conosci qualche tecnica di respirazione per rilassarti, allora può essere di grande aiuto.

Fare training autogeno

Conoscere gli esercizi del training autogeno mi ha davvero aiutata molto, a rilassarmi e a ricaricarmi. Ti consiglio davvero di impararli.

Ascoltare musica rilassante

Questa cosa mi ha aiutata tanto, anche la notte, con le cuffiette alle orecchie, accompagnandomi nel rilassamento fino al sonno.

Scrivere

È la mia grande passione, scrivo sempre e molto tante tipologie di scritti. Dai post professionali, alle fiabe per i miei libri, ai racconti per diletto, ai diari delle emozioni e le poesiecom cui riesco a esprimere emozioni e pensieri intensi. Scrivere è davvero una cura di sé che vale la pena intraprendere.

Ultimamente mi sono capitati molti post che riconoscessero la validità della scrittura per il benessere. Dico evviva e continuo a scrivere come e più di prima.

Spero e ti auguro di riuscire a farlo anche tu.

Fare yoga

Se la situazione lo consente, se ad esempio mi trovo in casa e mi sento fisicamente nel giusto momento, dedicarmi ad esercizi yoga mi aiuta molto.

Certo questo presuppone conoscere esercizi yoga, aver già appreso e praticato questi esercizi in precedenza.

Prendere i fiori di Bach

Da scettica ho iniziato a prenderli per gli esami universitari, li usava tanto la mia mamma.

Li presi dicendomi “Bah, che vuoi che mi facciano”. Li prendevo e stavo meglio. Allora smettevo. Stavo peggio. Allora li riprendevo, stavo meglio. E niente, ho dovuto dargli credito.

Se non hai troppi pregiudizi potresti provarli e vedere se funzionano anche per te.

Leggere qualcosa che mi aiuti o mi distolga la mente

Prima che scribacchina nasco lettrice incallita, da più giovane leggevo tanto e di tutto. Ultimamente sono diventata tanto più selettiva con quel che mi piace leggere, ma leggere mi piace e mi aiuta sempre tanto.

Quanto è bello tuffarsi in un libro che ti trasporta via, nel suo mondo, nella storia, insieme ai personaggi e alle loro avventure, lontano dalla tua ansia?

Spero che raccontarti come affronto le mie crisi di ansia ti possa aver dato qualche spunto. Certo poi bisogna capire cosa innesca la nostra ansia, dove andare a lavorare per il proprio benessere.

Fenomeni a tutti i costi: perché i genitori hanno questa ansia da gara con i bambini?

Fenomeni a tutti i costi: perché i genitori hanno questa ansia da gara con i bambini?

Fenomeni a tutti i costi: perché i genitori hanno questa ansia da gara con i bambini? come farsela passare? che effetti può avere sul bambino una volta adulto? Questa domanda mi è stata fatta da una mamma sinceramente preoccupata per i livelli di competizione tra […]

Una fiaba per spiegare ai bambini che è meglio non essere troppo assillanti

Una fiaba per spiegare ai bambini che è meglio non essere troppo assillanti

Oggi ti parlerò di fiaba per spiegare ai bambini che è meglio non essere troppo assillanti. Usare le fiabe per comunicare ai bambini Le fiabe sono sempre un ottimo modo per passare un messaggio importante ai bambini. Hanno un linguaggio delicato fatto di metafore e […]

Il silenzio aumenta la paura e diventa complice della violenza.

Il silenzio aumenta la paura e diventa complice della violenza.

Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne. Negli ultimi tempi si sensibilizza molto sul tema e questo è importante per combatterla.

Il silenzio aumenta la paura e diventa complice della violenza.

Pur non essendo un ambito di cui direttamente mi sono occupata, ci tengo quest’oggi a partecipare alla sensibilizzazione offrendo alcune informazioni utili:

In questo post trovi numeri utili per chiedere aiuto e recapiti di case rifugio:

https://tizianacapocaccia.it/2017/11/25/giornata-leliminazione-della-violenza-le-donne/

Ti voglio inoltre segnalare un testo edito dalla casa editrice Mathilda che è dedicato ai bambini testimoni della violenza sulle proprie mamme.

Si intitola: Possiamo tenerlo con noi? – ne riporto una stralcio della descrizione con link al sito della casa editrice:

Si tratta di “un racconto che possa essere utilizzato per aiutare le giovani vittime, come Marta e Guido, protagonisti del libro, che stanno perdendo la spensieratezza dell’infanzia, dovendo crescere nell’incubo quotidiano di un padre che esercita violenza sulla mamma. Ma, quando la mamma si decide a chiedere aiuto per se stessa e per loro, fratello e sorella trovano, in quello che Guido ha chiamato Il posto dei gatti, serenità, amicizia, condivisione. Ed è qui che, mentre la mamma trova il coraggio per ricominciare, loro ritrovano la serenità

Le storie sono un modo protetto per toccare argomenti anche molto dolorosi e difficili come questo, per permetterne a poco, a poco un’elaborazione.

Ti voglio segnalare anche un altro testo, si tratta di un libro scritto da una donna che è stata purtroppo vittima di una relazione violenta, ma che è riuscita ad uscirne.

Si chiama Erika Zerbini e nel suo romanzo “Nessuno al posto tuo” racconta il percorso di Gioia

vittima inconsapevole di una relazione violenta, finché la nascita di suo figlio le apre gli occhi: non più solo responsabile di se stessa, si costringe a guardare la realtà da una prospettiva differente, prendendo consapevolezza della gravità di ciò che, solo poco tempo prima, era per lei normalità… un percorso verso la valorizzazione di sé e del suo potenziale, come persona, come donna e come madre”.

Un “pugno allo stomaco” e un buon numero di lacrime. Queste le sensazioni provocatemi da questa lettura che scivola via d’un fiato. Ci vuole coraggio a fare quel che ha fatto la protagonista, fa stare male leggerlo, ma trasmettere questa storia può dare coraggio a chi ha bisogno di uscire dallo stesso incubo.

Una fiaba per parlare di adozione e di affido

Una fiaba per parlare di adozione e di affido

Oggi condivido con te una fiaba per parlare di adozione e di affido Com’è nata questa fiaba Alcuni anni fa, una psicoterapeuta mi chiese di scrivere una fiaba per affrontare il tema dell’affido con un bambino, o meglio per offrire aiuto al genitore affidatario che […]

Che cos’è la grafologia?

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Che cos’è la grafologia? La grafologia è una disciplina che studia la scrittura delle persone in relazione alle loro personalità, allo stile cognitivo e al temperamento emotivo. Com’è possibile farlo? Ciò è possibile poichè il gesto grafico, che diviene automatico e inconscio una volta superato […]

Un senso alla perdita.

Un senso alla perdita.

Quando perdiamo qualcuno attraversiamo un lutto, ciascuno con i suoi tempi fino ad arrivare un’elaborazione che ci consentirà di dare un senso alla perdita.

“La sfida consiste nell’intrecciare i fili sottili di una vita spezzata per farne un’opera ricca di senso e responsabilità” (Gordon Allport)

LE PRIME REAZIONI

Inizialmente lo shock è grande. Non si riesce a rendersi conto a pieno dell’accaduto. Un meccanismo difensivo, quello della negazione, che si oppone al grande dolore scatenato dalla perdita.

Nella perdita pre e perinatale la situazione è ancor più particolare perché ci si può sentire davvero soli nel proprio dolore. Un dolore non sempre e del tutto riconosciuto da chi sta attorno.

Un dolore che però è reale e profondo per la madre da un punto di vista veramente anche fisico oltre che emotivo e più immaginativo ma sempre forte anche per il papà.

LE FASI SUCCESSIVE

Il lutto, superate le difese di negazione iniziali, ha bisogno di fare il suo corso.

Il dolore come un guado da attraversare ci consentirà di andare avanti se gli concederemo tempo.

Sono naturali sentimenti di tristezza, rabbia, colpa. La colpa non è reale certo, non c’è colpa. Avere consapevolezza che queste emozioni fanno parte dell’elaborazione della perdita può aiutare a farsi forza.

A un certo punto, si avrà la naturale necessità di trovare un senso alla perdita vissuta.

Trovare un senso è ciò che forse ci consente di accogliere quanto accaduto e continuare a vivere con quanto accaduto.

Non mi riferisco alla motivazione oggettiva che viene data, anche se a un certo punto si ricerca e si ha bisogno anche di quella per cercare di elaborare il lutto.

Quello a cui faccio riferimento è il senso che ciascuno, in base al proprio modo di essere e alla propria storia, trova per sé.

UN SENSO ALLA PERDITA

Qualcuno decide di dar vita ad un’associazione che si occupa di altre persone che vivono questa dolorosa esperienza.

Qualcuno può decidere di scriverlo, per condividere, attraverso un libro, la propria elaborazione ed essere comunque di sostegno ad altre persone nella medesima situazione.

Per altre potrebbe nascere la consapevolezza di una forza dentro sé stesse, che non credevano di avere e che gli consente di affrontare la vita in maniera nuova.

Ogni persona troverà un senso del tutto personale alla propria perdita.

Trovare un proprio senso alla perdita consente di accogliere e vivere con questa esperienza dentro di sé, elaborata e integrata in un proprio rinnovato modo di essere.

Letture consigliate

Viktor Frakl “Alla ricerca di un significato della vita” 2004.

J. Monbourquette, I. d’Aspremont “Scusate sono in lutto”

Una fiaba per parlare ai bambini della morte di una persona cara

Una fiaba per parlare ai bambini della morte di una persona cara

Oggi voglio condividere con te una fiaba per parlare ai bambini della morte di una persona cara. Perché una fiaba Le fiabe sono un davvero di grande aiuto per introdurre un argomento difficile o doloroso grazie al loro linguaggio delicato e protettivo La giusta distanza […]