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Timidezza

Timidezza

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Quando togliere il ciuccio?

Quando togliere il ciuccio?

Quando togliere il ciuccio? Faccio bene a dare i ciuccio al mio bambino? Aiuto! Mio figlio non mi prende il ciuccio! Il ciuccio è da sempre una questione spinosa. Inizialmente facciamo di tutto per “ficcarlo” in bocca ai pargoli urlanti, un po’ per rasserenarci le […]

Una fiaba per parlare ai bambini dell’inserimento a scuola

Una fiaba per parlare ai bambini dell’inserimento a scuola

Oggi voglio aiutarti con l’inserimento al nido del tuo piccino, con una fiaba per parlare ai bambini dell’inserimento a scuola

Una cosa che mi ha aiutata tantissimo come mamma è stato usare una fiaba.

L’ AIUTO DI UNA FIABA

Le fiabe sono un valido aiuto con il loro linguaggio delicato e che pone l’argomento alla giusta distanza di sicurezza per essere affrontato.

Nella piccola storia che ti propongo una bambina si trova proprio ad affrontare la fase immediatamente precedente l’inizio dell’asilo, fatto di attesa e desiderio, di immaginarsi finalmente in mezzo ad altri bambini e di curiosità per i giochi che potrà fare.

Arriva però poi il momento di salutare la mamma e questo è proprio difficile, le emozioni si fanno forti, si può piangere davvero molto.

SPAZIO ALLE EMOZIONI

È importante dar spazio all’emozioni e capire che succede, si piange un po’ ma poi passa.

Così fa anche la bambina della storia, che capisce che a scuola si può capitare di piangere un po’, è normale che la mamma manchi molto all’inizio, ma poi torna a prenderla tutti i giorni. Piano, piano il pianto passa e lascia spazio alla curiosità e alla voglia di giocare con gli altri bambini.

Puoi ascoltare il podcast della fiaba.

Puoi scaricare la fiaba gratuitamente e leggerla tu stessa al/la tuo/a bambino/a. Il momento della lettura della fiaba è un momento relazionale molto importante.

I CONSIGLI DELL’EDUCATRICE

Per aiutarti al meglio ho interpellato un’educatrice di nido con molta esperienza, Ilaria Evangelisti.

Ecco i suoi sugerimenti con alcune indicazioni generali per preparare i bambini all’ingresso al nido:

Chiedete, chiedete, chiedete tutto!!!

La cosa più importante che dovete fare affinché i vostri figli siano tranquilli e vivano appieno e con serenità l’esperienza nido è che voi siate tranquille.

Se siete tranquille voi, davvero tranquille, lo saranno anche loro.

Noi mamme pensiamo di non trasmettere le nostre emozioni ai figli, ma loro sentono e respirano tutto,

quindi chiedete di tutto! non esistono domande sciocche o inopportune quando una mamma affida il suo tesoro più prezioso ad un’estranea…

Vi sembrerà che io non abbia dato suggerimenti utili perché ho parlato di “adattamento della mamma”… ma vanno di pari passo… Il resto il bambino lo imparerà all’asilo!

I bambini devono sentire che voi siete felici di sapere che si divertiranno e staranno bene anche senza di voi e che una volta usciti vi coccolerete fino ad addormentarvi abbracciati.

Piccoli consigli psicologici per fare scorta di benessere

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Libri da leggere

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Dipingere un mandala

Dipingere un mandala

Oggi ti racconto perché a un certo punto della mia vita ho deciso di dipingere un mandala, poi un altro e poi un altro ancora, ancora un altro e non mi sono ancora fermata.

COS’È UN MANDALA

Mandala è un termine sanscrito che sta ad indicare un cerchio, o un disco, riferito probabilmente al sole o alla luna.

Come ogni parola molto antica i suoi significati vengono interpretati in maniere differenti, quello che preferisco è che il mandala sarebbe quel che “raccoglie l’essenza”.

Si tratta quindi di cerchi, oggetti artistici o sacri, dipinti o composti con oggetti come fiori, pietre o sabbie colorate.

QUANDO E PERCHÉ HO INIZIATO A DIPINGERE MANDALA

Alcuni hanno fa ho visto grazie ai social network che ci connettono a tutto il mondo i lavori di un’artista brasiliana e me ne sono innamorata. Me ne sono innamorata come quando da bambina vedi e desideri qualcosa al punto che quella cosa ti canta dentro e ti fa gridare con prepotente entusiasmo che “DEVI” assolutamente farlo/averlo anche tu. Il devi “MUST” non il devi “should”.

Dovevo” dipingere quei mandala perché erano, e sono, per me la rappresentazione della gioia. Se dovessi rappresentare quegli attimi di vita di pura felicità, un ottimo modo sono quei mandala colorati.

Così mi sono messa all’opera. Prima ho preso dei pennarelli. I pennelli e i colori per dipingere non me li sono concessi immediatamente perché sono molto oculata e anche abbastanza restrittiva verso me stessa, al tempo almeno lo ero davvero di più, poi anche grazie ai mandala ho imparato a concedermi più spazio e attrezzature.

Ho impiegato un po’ per ottenere un risultato che mi desse soddisfazione, ma è stato un bel viaggio.

IL BENESSERE E L’EQUILIBRIO

Posso portarti personale testimonianza di un fatto che appare tanto semplice quanto complesso: dipingere mandala mi donava nel tempo sempre più equilibrio interiore.

Dipingere mandala mi regala pace.

Questo dipingere cerchi concentrici colorati decorati con motivi che si ripetono ha veramente a che fare con uno stato di benessere.

Il mandala è un archetipo molto importante. E’ l’archetipo dell’ordine interiore[…]
Esprime il fatto che esiste un centro e una periferia, e cerca di abbracciare il tutto.
E’ il simbolo della totalità. […]
Il mandala compare spontaneamente come archetipo compensatorio, portando ordine, mostrando la possibilità dell’ordine.[..]
Si potrebbe ben dire che è l’archetipo più importante

Carl Gustav Jung

COME PROCEDO

I miei mandala procedono così: utilizzo dei cerchi di legno, un compasso e colori acrilici. Il compasso mi serve per tracciare i cerchi concentrici sul disco di legno.

Dopo di che inizio a dipingere ogni cerchio del mio mandala. Inizialmente appare come un variopinto tiro a segno!

Successivamente decoro ogni cerchio con motivi che si ripetono.

STILE MEDITAZIONE

Credo che quello che conferisce alla pittura di un mandala il potere di donarmi pace ed equilibrio interiori sia che mi porta in uno stato del tutto simile a quello della meditazione, regalandomi inoltre un oggetto bello frutto del fare creativo che come ogni prodotto creativo ci dà profonda soddisfazione.

Procedere nella pittura decorativa del mandala pone in uno stato di concentrazione rilassata del tutto simile alla meditazione. In questo caso uno “stato meditativo” guidato dall’azione, che quindi rischia minore distrazione se non si è abituati a lunghi stati di meditazione.

STUPORE

È davvero stupefacente come questa attività abbia un effetto così profondamente benefico sulla psiche.

Ti ho convinta? Spero di sì e che proverai questa attività bellissima e davvero utile.

 

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Oggi ti parlo dell’essere mamma e papà che applicano la genitorialità dolce, o gentle parenting per essere internazionali ;o)

Vuol dire vivere sin dal primo momento una cultura del contatto, inteso come essere vicini emotivamente e fisicamente al proprio cucciolo.

Cosa significa

Significa rispettare l’istinto, proteggere il cucciolo nel modo più semplice e naturale: tenendolo accanto finchè è piccino. Sentire il contatto col genitore è ciò che fa sentire meglio il bebè, calmandolo e rassicurandolo. Significa anche non avere paura di restare sintonizzati sulla sua frequenza emotiva, riconoscendo anzichè negando le sue emozioni e aiutandolo a viverle ed esprimerle senza paura. Vuol dire capire il bambino, i suoi tempi, senza pretendere qualcosa che non ci può ancora dare. Adeguare la nostra vita alle sue esigenze, perchè abbiamo deciso noi di metterlo al mondo ed ora lui o lei hanno bisogno di capire a poco, a poco quello che li circonda con i loro tempi.

Vivere una genitoralità dolce è prima di tutto un lavoro su se stesse

Genitorialità dolce vuol dire rispettare il bambino, proteggerlo. Sta nell’avere sensibilità verso la sua personalità e aiutarlo a crescere diventando chi è veramente senza stravolgerlo a nostra immagine e somiglianza, significa accettarlo e amarlo nella differenza.

Significa capire che ciò che fa un bambino dipende quasi al 100 da qualcosa che abbiamo fatto noi. Educare lui vuol dire monitorare il nostro comportamento.

  • quando vogliamo che resti fermo e in silenzio per troppo tempo in una situazione inadatta alla sua età
  • se non abbiamo cura di prevedere come potrebbe reagire di fronte a determinate situazioni
  • quando non calcoliamo che qualcosa che è avvenuto durante la giornata può averlo turbato
  • se siamo troppo presi dalle nostre emozioni per capire che anche i piccoli hanno le loro e che se è difficile per noi gestire quel che sentiamo, figuriamoci per loro
  • quando pretendiamo comportamenti che prevedono una maturità che va più in là del suo momento evolutivo

Genitorialità dolce è essere sintonizzati con le emozioni del bambino, rispettarlo e aiutarlo a crescere riconoscendolo per come è nel suo originale movimento psicoespressivo in formazione.

Grazie bambini e grazie maestra!

Grazie bambini e grazie maestra!

Questa mattina, stravolta dal caldo come sempre negli ultimi giorni, nella casella di posta ho trovato un dono speciale che mi ha messo addosso tanta felicità e gratitudine e tanta voglia di dire: Grazie bambini e grazie maestra! Ho ricevuto una mail dalla maestra Mara, […]