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Il piccolo principe

Il piccolo principe

Oggi ti voglio parlare del film il piccolo principe, quello uscito nel 2015, di cui mi innamorai all’istante e che di tanto in tanto riguardo. Principi attivi: consapevolezza, bambino interiore, essere se stessi Indicazioni: Ci sono momenti nella vita in cui i doveri ci schiacciano. […]

Come sconfiggere l’ansia.

Come sconfiggere l’ansia.

Spesso leggo articoli, post e domande su come sconfiggere l’ansia. Già ti ho parlato di cosa sia uno stato d’ansia e alcuni rimedi da mettere campo per abbassare il livello di agitazione, tuttavia è la frase in sé che mi fa riflettere: come sconfiggere l’ansia. […]

Scrittura per il benessere

Scrittura per il benessere

Oggi ti parlo di come usare la scrittura per il benessere.

La mia percezione

La scrittura per me è sempre stato un bel momento. Un momento di raccoglimento, di comunicazione lontana da occhi indiscreti. Una sorta di “fuga presente”, ci sono, rifletto, dico, ma senza ansia da prestazione.

Nel tempo prendere consapevolezza del valore dello scrivere mi ha aiutato a valutarne i benefici, non solo a livello personale, ma anche professionalmente. Sono davvero sicura quando affermo che la scrittura può diventare una personale spa a costo zero, o quasi.

Regalarsi tempo

Il “quasi” è relativo al fatto che anche se obiettivamente un foglio, o un quaderno, e una penna sono sicuramente degli strumenti che si possono trovare a costo davvero basso, l’altro elemento da mettere in conto è il tempo. Solo se siamo disposti a dedicare del tempo alla scrittura, che vuol dire poi dedicare del tempo a noi stessi, l’attività potrà essere realizzata e ragalarci i suoi benefici.

Studiando negli anni, ho letto più di una ricerca relativa all’uso della scrittura come fonte di benessere, e i risultati sono davvero positivamente sorprendenti. Hanno ulterimente rinforzato la mia “sicurezza” sul potere benefico della scrittura.

Uno studio che prova quanto faccia bene scrivere le emozioni

L’indagine è stata svolta nel 1986 da Pennebaker e Beall. Attraverso le loro osservazioni su gruppi sperimentali e di controllo hanno rilevato una differenza significativa nell’incremento dello stato di benessere in coloro che erano stati coinvolti nell’attività di scrittura espressiva.

Dedicarsi per un tempo prestabilito a scrivere di sé, del proprio vissuto, delle emozioni, nel tempo generava uno stato di benessere più elevato misurato, tra l’altro, anche in una riduzione significativa di visite mediche nei mesi successivi all’attività di scrittura espressiva.

I miglioramenti sono stati rilevati dai ricercatori in gruppi di persone che avevano vissuto un trauma. Richiedevano loro di scrivere riguardo ciò che era loro accaduto, come si sentivano, le loro emozioni nel gruppo sperimentale e richiedevano invece di parlare di fatti superficiali ai partecipanti al gruppo di controllo.

I risultati hanno dimostrato un miglioramento nel benessere dei partecipanti dei gruppi sperimentali ma non per quelli del gruppo di controllo sottolienando che l’apporto di benessere proveniva dalla scrittura che porta a guardarsi dentro, a comunicare le proprie emozioni, a mettersi in contatto profondamente con se stessi e a “tirare fuori” ciò che sta dentro, a non inibire l’espressione di pensieri e sentimenti legati ad eventi stressanti o traumatici.

Testi utili

Un testo molto interessante che ho letto qualche anno fa e che mi è stato davvero utile riguardante la scrittura come percorso di cura di sé è  Guarire con la scrittura di Jean-Yves Revault.

Il testo suggerisce una serie di esercizi di scrittura, guidando in  una sorta di percorso. Sicuramente, il caso che non è mai a caso, lo fece arrivare a me in un momento in cui io ero predisposta a fare questo percorso di scrittura, che comunque è solo un inizio, un ciclo di “esercizi” guidati che aiutano nell’attività della scrittura espressiva. Una scrittura che serva ad esprimere pensieri ed emozioni, a dar voce a ciò che abbiamo dentro e per questo regalarci benessere.

Ad un certo punto del mio scrivere, le fiabe sono diventate un genere per me congeniale, più del diario, o della storia romanzata, che per alcuni sono invece i modi preferiti per scrivere e comunicare ciò con cui hanno bisogno di entrare in contatto, di elaborare, di comunicare.

La fiaba è una protezione, attraverso la metafora permette di dire davvero anche quello che non riusciamo nemmeno forse a sapere di avere bisogno di comunicare.

Sul capire e comprendere le proprie fiabe è stato bellissimo leggere “Gurarire con una fiaba” di Paola Santagostino che con straordinaria semplicità guida attraverso i significati della simbologia delle fiabe.

Guarire? Prendersi cura!

Ora mi sento, prima di concludere, di fare una piccola puntalizzazione. Per coincidenza, o forse no :o), entrambi i testi che ho suggerito si intitolano “guarire con..”. Guarire, però, è forse un termine un po’ forte, ossia è vero che quando ci si prende cura di sé, si assume consapevolezza e si fa un cammino di cambiamento si può anche guarire. Tuttavia personalmente più che il termine guarire, preferisco dire “prendersi cura“, “prendermi cura di me”. Da questo ha inizio la possibilità di stare meglio, magari anche di cambiare. Per cui prenditi cura di te.

Inizia col regalarti tempo. Dedica uno spazio e un tempo a te stessa. Prendi in mano foglio e penna e inizia a scrivere. Puoi iniziare cercando di rispondere a una domanda apparentemente banale, sovra-usata quotidianamente, ma in realtà molto profonda: Come stai?

Qui trovi come posso aiutarti con una consulenza psicologica online.

 

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Come comunicare e come elaborare una difficoltà?

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Come comunicare e come elaborare una difficoltà ce lo chiediamo spesso. Quando qualcosa intacca il nostro benessere ci può provocare disagio doverlo comunicare a qualcuno. Altrettanto difficile è spesso l’elaborazione necessaria a raggiungere la nostra soluzione. FIABE PER COMUNICARE TEMI DIFFICILI Le fiabe hanno questo […]

Rimedi per l’ansia – seconda parte

Rimedi per l’ansia – seconda parte

Ho già iniziato a parlarti di rimedi per l’ansia, con gli esercizi per affrontare l’ansia di oggi voglio darti altri suggerimento su cosa fare per ritrovare la calma. Nei post sull’ansia che hai letto nelle precedenti settimane, ti ho suggerito dei modi per “distrarre” la […]

Rimedi per l’ansia – prima parte

Rimedi per l’ansia – prima parte

Nel post dello scorso lunedì ho iniziato a  parlarti di come affrontare uno stato ansioso, oggi ti descrivo alcuni rimedi per l’ansia.

Oggi continuo a raccontarti alcune azioni che puoi cercare di mettere in atto di fronte ad uno stato d’ansia.

 

Di cosa si tratta?

La crisi d’ansia fa stare davvero molto male, un malessere totale, un’esperienza che sa essere davvero brutta. Ti darò qualche suggerimento per abbassare il livello di agitazione:

1.
FAI I CONTI

Distrarre la mente sui numeri può aiutarci, contare alla rovescia lentamente scandendo bene i numeri.
Oppure, possiamo ripetere serie di numeri, come le tabelline, ovviamente dipende da quanta dimestichezza abbiamo con i numeri e quanto per noi agevole farlo.
Se i numeri ci piacciono, ci sono familiari e ci riescono bene, questo può essere un modo per distrarre la nostra mente in momenti in cui rischia di iper-agitarsi.

 

2.
DÌ LA POESIA

Chi ha poca simpatia per i numeri può distrarre la sua mente anche con le parole. L’importante è che sia qualcosa di appreso a memoria che possiamo ripetere con una modesta concentrazione, quanto basta per distrarsi dall’agitazione. Possiamo usare una poesia, una filastrocca,  chi è molto credente può recitare una preghiera: qualcosa di noto, che si ripete e che rassicura.

 

3.
RESPIRAZIONE

Last but not least, il respiro.

Inspira contando inizialmente fino a 3 e poi fino a 5.

Espira sempre contando, dapprima fino a 3 e quando ce la fai fino a 5.

Chi è un po’ più esperto saprà concentrarsi per prima cosa sulla respirazione, contando pochi secondi di ispirazione e poi contando anche l’espirazione, per ritrovare una respirazione calma. Tuttavia, le prime volte può essere difficile andare ad incidere subito sulla respirazione quando siamo presi dall’agitazione e addirittura dà un senso di soffocamento, per questo distrarsi con la mente può in maniera indiretta alleviare l’affanno e aiutarci a ristabilire una respirazione più calma.

 

Dunque, in momenti di intensa ansia, distrai la mente ripetendo come un mantra qualcosa che sai a memoria, che sia un fatto numerico o una poesia/filastrocca/preghiera va bene comunque. Questo calmerà a poco, a poco anche la respirazione, sulla quale però possiamo allenarci ad intervenire contando mentalmente fino a 3 o fino a 5 mentre inspiriamo e mentre espiriamo.

Questi meccanismi di distrazione possono funzionare, tuttavia resta importante andare ad affrontare le cause della nostra ansia e lavorarci su.

Se hai bisogno di me, trovi tutte le info sulla consulenza psicologica online nella pagina dedicata, ricorda che puoi contattarmi via mail: scrivimi@tizianacapocaccia.it

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ANSIA COME AFFRONTARLA

ANSIA COME AFFRONTARLA

Avrei voluto in tempi passati, in tarda adolescenza un piccolo vademecum intitolato proprio così: ansia come affrontarla. Ho imparato da sola, a poco, a poco. L’ascolto di me stessa, il percorso personale e professionale sono state le condizioni fondamentali. Cambiare sempre il più possibile quello […]

Se compi gesti di bellezza aumenta il tuo benessere

Se compi gesti di bellezza aumenta il tuo benessere

Oggi uso i versi di José Martí per dirti che se compi gesti di bellezza aumenta il tuo benessere. Come già ho fatto altre volte quando ho usato una poesia come spunto per riflettere su temi psicologici, te la descriverò come un bugiardino. Il bugiardino […]

Da “Lasciami gridare che ti amo” di Khalil Gibran

Da “Lasciami gridare che ti amo” di Khalil Gibran

Oggi ti propongo dei versi da “Lasciami gridare che ti amo” di Khalil Gibran, lettere d’amore scritte alla sua amata. Spunto per me per dirti quanto alcune persona possano, a causa della loro profonda sensibilità, sentirsi diverse.

Questa riflessione che prende spunto da versi poetici, come già per altre poesie che ho usato per riflettere su temi psicologici, te la racconto come il bugiardino di una medicina. Una medicina la poesia, però, da assumersi senza controindicazioni.

Principi attivi:

Consapevolezza di sé, sentirsi outsider, diversità, sensibilità

Indicazioni:

Molte persone hanno un sentire differente dalla maggioranza di chi li circonda.

Percepiscono il mondo in modo diverso, hanno reazioni emotive che appaiono strane, perchè non combaciano con quelle di chi li circonda. A volte, hanno modi di reagire molto diversi, o vorrebbero reagire in modo diverso anche se non osano farlo. Non lo fanno perchè sentirsi diversi non fa stare bene, soprattutto se non prendiamo consapevolezza del fatto che la nostra originalità è una ricchezza.

Sono spesso le persone molto sensibili, quelle creative a vivere questa condizione di diversità. Si vive quasi un disagio tale da determinare la convinzione di dover chiedere aiuto per cambiare.

L’aiuto specialistico di uno psicologo è sempre molto utile. Tuttavia in casi simili, anzichè supportare un cambiamento, è determinante per prendere consapevolezza della propria unicità. Capire profondamente che come siamo non è una difficoltà,  certi aspetti lungi dall’essere un qualcosa di negativo sono in realtà vera a profonda ricchezza.

Insegnare ai bambini che essere sé stessi è la cosa più importante

Forse perché ho vissuto sulla mia pelle questa sensazione di differenza dovuta al sentire, alla sensibilità. Probabilmente grazie alla consapevolezza derivata dagli studi in psicologia delo sviluppo. Fatto sta che sento molto l’importanza di trasemettere ai bambini l’importanza di essere sé stessi.

Credo, inoltre, sia una delle grandi difficoltà che affrontiamo come genitori. Non è facile capire una personalità che si va formando, quanto più complessa sarà questa personalità, tanto più potrebbe darci “filo da torcere” come educatori.

Spesso ci possono venire in aiuto le fiabe. Da leggere o da inventare per capire o elaborare meglio qualcosa. Anche per conoscersi meglio.

Ti lascio il link a un piccolo testo cui tango tantissimo. Ci ho messo dentro alcune piccole storie che ho trovato dentro di me. Hanno aiutato me prima di tutto a capire l’importanza dell’unicità, anche, anzi forse soprattutto, nella complessità e nella differenza.

copertina del libro come dire ai bambini che essere sé stessi è la cosa più importante con bambino che mette le mani intorno al cuoricinoCome dire ai bambini che essere sé stessi è la cosa più importante

è un piccolo vademecum per genitori e insegnanti su come imparare a capire sé stessi dalle proprie azioni – Comprendere il nostro modo di incedere nella vita a partire dalla scrittura e dal modo di camminare – Quattro fiabe per parlare dell’importanza di essere sé stessi – tre attività per grandi e piccini per riflettere su come siamo fatti

Applicazioni della medicina tradizionale cinese alla psicologia

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Alcuni anni fa mi sono appassionata alle applicazioni della medicina tradizionale cinese alla psicologia. Oggi ne voglio parlare qui nel blog per condividerle con te. Cos’è la medicina tradizionale cinese? Quando si parla di medicina tradizionale cinese si fa riferimento a un corpus di conoscenze […]