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Come inventare una fiaba – prima parte

Come inventare una fiaba – prima parte

Oggi ti vorrei dare alcuni suggerimenti su come inventare una fiaba. Ti ho più volte parlato del valore del raccontare fiabe come anche dell’inventare fiabe proprie. Se ti senti in difficoltà nel provare a creare un racconto, oggi provo ad aiutarti. Ingredienti Affinché una qualunque […]

Fiabe di gatti nella giornata del gatto

Fiabe di gatti nella giornata del gatto

Oggi 17 febbraio è la giornata del gatto. Una giornata dedicata al felino che fa parte delle nostre vite, amatissimo da molti, coccoloso, sinuoso, buffo, affascinante e chi più ne ha più ne metta. Amo i gatti sin da bambina, forse per questo motivo i […]

Come ristabilire la comunicazione nella relazione di coppia

Come ristabilire la comunicazione nella relazione di coppia

Oggi ti parlo di come ristabilire la comunicazione nella relazione di coppia.

Parlare è importante.

Ci si scambiano informazioni, emozioni, opinioni e molto altro.

Ci aiuta a conoscere gli altri, a conoscere meglio noi stessi.

Parlare a volte diventa difficile. Quando la comunicazione entra in difficoltà, entra in difficoltà anche la relazione tra le persone.

Questo vale in molti ambiti, ma all’interno della coppia assume una connotazione emotiva intensa.

“È impossibile non comunicare” cit.
La comunicazione è in tutti gli scambi. Ogni nostro comportamento assume un significato ed è comunicazione.

Anche il silenzio.

Cosa si può fare quando la comunicazione diventa disfunzionale?
Quando si parla poco o per nulla e il rapporto di coppia ne risente?

Indagarne i motivi è utile, ma per farlo in ogni caso è necessario in qualche modo riagganciare il partner con un canale comunicativo.

Ecco un’idea.

Mi è venuto in mente qualche tempo fa che quando ero alle scuole medie con due amiche tenevamo una sorta di diario in comune.

Avevamo un quaderno, cui col tempo ne attaccammo un secondo e poi un terzo.

Questo quaderno lo tenevamo a turno per uno o due giorni ciascuna.

Ognuna di noi scriveva la sua pagina di diario, le sue riflessioni, poi ce lo passavamo.

Così potevamo leggerci, conoscerci meglio, confidarci, supportarci.

Blog e social ante litteram.

Di qui il suggerimento per la coppia in crisi comunicativa:

  • Basta un quaderno.
  • Decidete a testa o croce chi dovrà iniziare.
  • Lo terrete un giorno ciascuno.
  • Lo lascerete in un posto concordato: un cassetto, un tavolo, un comodino…
  • Ciascuno scriverà la sua pagina di diario:
    Cosa gli è accaduto quel giorno, cosa ha pensato, cosa ha provato, un’opinione su un fatto accaduto.

Una semplice pagina di diario.

Fidatevi e affidatevi alle pagine.

Ciascuno potrà, di volta in volta, leggere l’altro e rileggere se stesso.

Sarà un viaggio di scoperta, anzi di riscoperta.

Leggere la giornata del partner, attraverso le emozioni che ha provato, le cose che ha pensato e fatto, sarà un modo per entrare in contatto ravvicinato.

Non cerchiamo di dire qualcosa all’altro.

Parliamo di noi, di nostri pensieri ed emozioni.

 

La magia della parola scritta sta nel

  • poter riposare sul foglio
  • permettere di essere cancellata prima di essere lasciata leggere
  • dare la possibilità di esprimere più di quello che riusciremmo a dire su di noi a parole
  • godere la considerazione del sapere che le nostre parole saranno lette dall’altro.
  • Per iscritto è anche più facile dire a qualcuno che ci manca, o che lo amiamo. Ancora.

Il “diario condiviso” può davvero aiutare.

 

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Fanciulla senza mani

Fanciulla senza mani

Oggi voglio condividere in un post alcune riflessioni che ho inviato tempo fa in una favolettera, perché sono per me particolarmente importanti, riguardano una fiaba che si conosce meno rispetto alle super famose, è “La fanciulla senza mani”. LA FIABA IN BREVE Te la dico […]

Perché inventare fiabe?

Perché inventare fiabe?

Oggi ti voglio parlare del perché è importante inventare fiabe e in cosa può esserti di aiuto. Usi delle fiabe Insegnare Si perde nel tempo l’uso delle favole e delle storie che si servon di metafore, intrecci che impastano emozioni e insegnamenti per regalarli al […]

Favolazione

Favolazione

Cos’è la favolazione?

Favolazione è una parola di confine dal significato intuitivo:

mettere in favola, raccontar a mo’ di favola,

eppure nel dizionario non si trova.

Esiste ma non esiste, come il “kam ma kam” delle fiabe arabe, c’era eppure non c’era, che è un po’ la chiave di possibilità di ogni storia di fantasia.

Il regno della metafora che crea la distanza di sicurezza emotiva che permette di dir tutto, anche quel che ci fa vergognare o soffrire.
Quel mondo magico d’immaginazione e fantasia dove ogni cosa è possibile.

Le fiabe

Il racconto fantasioso, in particolar modo la favola si perde nei secoli. Nel tempo ha subito una profonda evoluzione tenendosi per certi versi al passo coi tempi e, al tempo stesso, ha mantenuto determinate caratteristiche originarie.

Raccontare una favola è comunicare un messaggio molto profondo,
dicendolo in una maniera che arriva con un che di immediatezza che manca in altri generi.

Possiamo forse non cogliere tutte le sfumature o non essere consapevoli del tema che cela la fiaba, ma un qualcosa del suo significato e un certo colore emotivo passeranno.

Questo è possibile grazie alla potenza comunicativa della metafora, di cui la favola è portatrice per eccellenza.

Ci sono alcuni temi, trattati dalle fiabe, così integranti della vita dell’essere umano, che fanno si che le storie portatrici di quei significati piacciano ancora e vengano ancora raccontate anche se sono molto antiche. Ad esempio l’amore che salva, la forza della bontà e altro ancora.

Favole e fiabe

La parola favola e la parola fiaba, anche se a voler far i precisi possono indicare due ambiti narrativi che hanno delle differenze – nelle favole i protagonisti sono animali umanizzati, mentre nella fiaba si narra di persone con poteri magici o che rivestono ruoli fuori dal comune, come principesse, streghe, maghi etc. –  derivano entrambe dal latino “fabula, termine che indicava il racconto di fatti inventati.

Questo a sottolineare che, immediatamente, quando ci si pone a voler scrivere una fiaba, o favola, si immerge la penna nell’inchiostro della fantasia, del mondo dell’immaginazione dove ogni cosa può essere.

Prendendo in prestito le parole di Alice possiamo dire che volendo scrivere una favola

niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe!“.

Beh, non proprio tutto, visto che alcune volte i racconti fantastici sono in parte ambientati nella vita reale, però Carroll rende molto bene l’idea.

Quando pensiamo a descrivere un fatto reale, ci sentiamo in qualche modo delimitati, dalla realtà appunto, al contrario se possiamo raccontare qualcosa di inventato e fantastico, come nelle fiabe, la percezione dei limiti scompare. Tutto diventa possibile.

Quando tutto diventa possibile, allora, tutto può essere detto.

Favolazione

Il termine favolazione è accedere all’universo di tutte le possibilità, nel cercar di dire qualcosa. Questo vuol dire che non esistono vincoli.

I limiti volano via. È un universo che si apre per noi.

Abbiamo l’opportunità di trasporre come vogliamo qualcosa da dire. È come possedere uno scrigno pieno di tutte le lingue del mondo, che quando lo apri ti fa parlare nel modo che trovi più bello, o più giusto per te, in quel momento, o un guardaroba enorme in cui puoi trovare il vestito adatto ad ogni occasione, ad ogni persona, ogni stato d’animo.

Giocando con le parole, possiamo dire che “Favolare fa volare” con la mente. Ci permette di dir tutto quello che vogliamo in un modo fantasioso e lontano dalla realtà, che a volte ci può bloccare, per tanti motivi, nel parlare a noi stessi, o di un argomento importante alle altre persone.

Dire che un evento è stato favolato, vuol dire allora che è stato trasposto come storia di fantasia, inventata. Attraverso delle somiglianze, aiutate dalla magia di alcune figure retoriche,

quel che era un evento reale, noioso o doloroso o che ci infastidisce, che vorremmo raccontare, ma non sappiamo come, diventa una favola, con la sua “protezione magica”

che ci permette di dire tutto quello che non è possibile dire altrimenti.

Questo è il potere della favolazione.

La distanza da quel reale che, per un innumerevole varietà di motivi, al momento non potrebbe esser affrontato così com’è. Una distanza di sicurezza psicologica che, similmente a quella automobilistica, protegge dal farsi male.

 

Ho scritto fiabe che potranno esserti utili per affrontare alcuni argomenti difficili e/o dolorosi insieme ai bambini di cui ti prendi cura.

La tua creatività può aiutarti

La tua creatività può aiutarti

Nella vita tutto dipende dall’atteggiamento mentale, è in questo che la tua creatività può aiutarti. Perché? La creatività è una chiave che apre la mente La vita ci pone di fronte a difficoltà e momenti di crisi, il più del volte è come noi affrontiamo […]

Una storia per te

Una storia per te

Oggi ho una storia per te, si intitola: Quella notte che si spensero i lampioni. Quella notte che si spensero i lampioni, mi svegliai di soprassalto. Tutta la stanza era buia, a tastoni sono andato alla finestra. In genere la luce del lampione sotto casa […]

Hai mai sofferto di crisi d’ansia?

Hai mai sofferto di crisi d’ansia?

Tiziana ma tu che sei psicologa hai mai sofferto di crisi d’ansia?

Uh eccome!

E come te la sei cavata?

Mo’ te lo racconto.

Queste sono un paio di domande che mi hanno fatto un po’ di tempo fa.

Una persona anche se nella vita fa la psicologa va comunque incontro a tante emozioni e certe volte ne rimane travolta, come tutti. Certo ha più strumenti per cavarsene fuori.

Oggi ti racconto quelli che nel tempo hanno funzionato per me personalmente.

La crisi la sento arrivare e la tengo a bada

Ogni tanto una crisi di ansia a me capita. Quando non ti è mai successo o ancora non sai capire bene di cosa si tratta può spaventare di più o peggio trascinare nel limbo dell’ansia anticipatoria.

A me invece è successa questa cosa: riconoscere che si tratta di una crisi di ansia, capirne i “segni premonitori” per fare gli scientifici potrei dire i “prodromi” mi aiuta a non spaventarmi. Mi permette di capire che si tratta della mia ormai vecchia “amica”, che compare a dirmi che qualcosa mi sta destabilizzando, che qualcosa non va come il mio cuore desidererebbe o che forse molte situazioni stressanti si sono sommate e che se anche ciascuna singolarmente non appare eccessivamente ansiogena, messe assieme fanno sollevare l’asticella oltre il livello di guardia.

Quando la mia ansia si fa viva ho imparato a contrastarla con adeguati metodi. Perché come ho già scritto su questo tema, l’ansia è un campanello d’allarme, dobbiamo cercare di capire cosa ne ha provocato l’innesco, ma per poter analizzare la situazione, guardarsi dentro e fuori per capire, prima di tutto è necessario abbassare l’allarme o spegnerlo.

Ecco cosa ha funzionato con me per abbassare il livello d'”allarme“:

Cantare

Dipende dal momento e dal tipo di sintomi, però mettere un brano musicale e provare a cantarci su aiuta. Sì, proprio come dice il proverbio “canta che ti passa”. Almeno per quanto mi riguarda però devo trovarmi da sola e in casa per poterlo attuare.

Respirare

Questo lo ammetto a volte può essere controproducente, presa dall’agitazione rischi di accelerare il respiro e agitarti ancora di più. Se, però, in molti altri momenti, come è capitato a me, ti sei abituata a respirare per rilassarti e conosci qualche tecnica di respirazione per rilassarti, allora può essere di grande aiuto.

Fare training autogeno

Conoscere gli esercizi del training autogeno mi ha davvero aiutata molto, a rilassarmi e a ricaricarmi. Ti consiglio davvero di impararli.

Ascoltare musica rilassante

Questa cosa mi ha aiutata tanto, anche la notte, con le cuffiette alle orecchie, accompagnandomi nel rilassamento fino al sonno.

Scrivere

È la mia grande passione, scrivo sempre e molto tante tipologie di scritti. Dai post professionali, alle fiabe per i miei libri, ai racconti per diletto, ai diari delle emozioni e le poesiecom cui riesco a esprimere emozioni e pensieri intensi. Scrivere è davvero una cura di sé che vale la pena intraprendere.

Ultimamente mi sono capitati molti post che riconoscessero la validità della scrittura per il benessere. Dico evviva e continuo a scrivere come e più di prima.

Spero e ti auguro di riuscire a farlo anche tu.

Fare yoga

Se la situazione lo consente, se ad esempio mi trovo in casa e mi sento fisicamente nel giusto momento, dedicarmi ad esercizi yoga mi aiuta molto.

Certo questo presuppone conoscere esercizi yoga, aver già appreso e praticato questi esercizi in precedenza.

Prendere i fiori di Bach

Da scettica ho iniziato a prenderli per gli esami universitari, li usava tanto la mia mamma.

Li presi dicendomi “Bah, che vuoi che mi facciano”. Li prendevo e stavo meglio. Allora smettevo. Stavo peggio. Allora li riprendevo, stavo meglio. E niente, ho dovuto dargli credito.

Se non hai troppi pregiudizi potresti provarli e vedere se funzionano anche per te.

Leggere qualcosa che mi aiuti o mi distolga la mente

Prima che scribacchina nasco lettrice incallita, da più giovane leggevo tanto e di tutto. Ultimamente sono diventata tanto più selettiva con quel che mi piace leggere, ma leggere mi piace e mi aiuta sempre tanto.

Quanto è bello tuffarsi in un libro che ti trasporta via, nel suo mondo, nella storia, insieme ai personaggi e alle loro avventure, lontano dalla tua ansia?

Spero che raccontarti come affronto le mie crisi di ansia ti possa aver dato qualche spunto. Certo poi bisogna capire cosa innesca la nostra ansia, dove andare a lavorare per il proprio benessere.

Fenomeni a tutti i costi: perché i genitori hanno questa ansia da gara con i bambini?

Fenomeni a tutti i costi: perché i genitori hanno questa ansia da gara con i bambini?

Fenomeni a tutti i costi: perché i genitori hanno questa ansia da gara con i bambini? come farsela passare? che effetti può avere sul bambino una volta adulto? Questa domanda mi è stata fatta da una mamma sinceramente preoccupata per i livelli di competizione tra […]