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Da “Lasciami gridare che ti amo” di Khalil Gibran

Da “Lasciami gridare che ti amo” di Khalil Gibran

Oggi ti propongo dei versi da “Lasciami gridare che ti amo” di Khalil Gibran, lettere d’amore scritte alla sua amata. Spunto per me per dirti quanto alcune persona possano, a causa della loro profonda sensibilità, sentirsi diverse. Questa riflessione che prende spunto da versi poetici, […]

Applicazioni della medicina tradizionale cinese alla psicologia

Applicazioni della medicina tradizionale cinese alla psicologia

Alcuni anni fa mi sono appassionata alle applicazioni della medicina tradizionale cinese alla psicologia. Oggi ne voglio parlare qui nel blog per condividerle con te. Cos’è la medicina tradizionale cinese? Quando si parla di medicina tradizionale cinese si fa riferimento a un corpus di conoscenze […]

Giornata dell’autismo

Giornata dell’autismo

Domani 2 aprile ricorre la giornata dell’autismo.

Un giorno dedicato alla sensibilizzazione verso una condizione esistenziale con delle specifiche caratteristiche. Conoscerle aiuta a capire meglio le persone che la vivono.

Cosa vuol dire AUTISMO

L’autismo è elencato nei manuali diagnostici tra i disturbi pervasivi o generalizzati dello sviluppo. Questo significa che non riguarda un’area specifica dello sviluppo ma coinvolge per intero la persona e il suo funzionamento, o per meglio dire il suo modo di essere al mondo.

Le caratteristiche dell’autismo

Le relazioni con gli altri sono assai particolari e differenti da quelle che siamo abituati ad instaurare. A volte sembra non esserci una motivazione alla relazione, tuttavia questo non significa che non ci siano relazioni affettive molto significative anche se le manifestazioni di queste emozioni e il modo di stare in relazione è differente da come ci aspetteremmo.

La comunicazione è nella maggior parte dei casi differente, in taluni casi assente. Molti bambini con autismo riscono a comunicare i propri bisogni attraverso un apprendimento attivo di quello che viene definito un modo di Comunicazione Alternativa e Aumentativa. Ad esempio attraverso le immagini.

Sono poi presenti interessi molto precisi e ripetitivi. Questo su chi è attorno a loro può avere un forte impatto.

Essere consapevoli per affrontare meglio

Sapere cosa rappresentano le caratteristiche così speciali di un bambino aiuta chi si prende cura lui. Essere consapevoli dà modo di prepararsi, di cercare tutte le informazioni e l’aiuto necessari.

Quando in una classe c’è un bambino con autismo, informare bene insegnanti e compagni è importante. Aiuta tutti a capire meglio il loro amico speciale. Li arricchisce e permette di relazionarsi e comunicare con lui in maniera adeguata.

Se dubiti che il tuo bambino possa presentare peculiarità riconducibili all’autismo, parlane al pediatra e leggi la C.H.A.T. un questionario per la rilevazione precoce.

Piccole storie utili per parlarne ai bambini

Dagli anni in cui ho lavorato con i bambini con autismo sono nate alcune fiabe e un piccolo libro che spiega cosa sia l’autismo ai coetanei.

Una fiaba te la regalo, si intitola Cippilù lo scoiattolo del pianeta Blu e parla di uno scoiattolino e dei suoi amici che imparano a comunicare con lui attraverso la comunicazione per immagini.

copertina libro con due bambini che scambiano un immagina con oggetto

Questo è invece il libro in cui attraverso il dialogo tra una mamma e una figlia, racconto  le caratteristiche di un bambino con autismo e come poter essere suoi amici.

Il libro contiene alcune schede con giochi e suggerimenti per relazionarsi in maniera positiva con il proprio compagno di classe autistico.

LO TROVI QUI

3 modi di comunicare che favoriscono l’autostima

3 modi di comunicare che favoriscono l’autostima

Talvolta utilizziamo delle espressioni che incidono negativamente sull’ autostima dei bambini, invece ecco un modo di comunicare che favorisce l’autostima: Mettere in discussione il messaggio o il comportamento non il suo autore Questa modalità di approccio comunicativo è molto importante. Capita spesso di mettere in […]

3 modi per aumentare l’autostima dei bambini

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Oggi ti voglio suggerire 3 modi per aumentare l’autostima dei bambini Cos’è l’autostima L’autostima è la considerazione che ciascuno ha di sé. È una condizione fondamentale per il benessere e la realizzazione piena nella vita. È molto importante che i genitori aiutino i bambini a […]

Cosa leggere ai bambini di 2 anni

Cosa leggere ai bambini di 2 anni

Oggi ti voglio suggerire cosa leggere ai bambini di 2 anni.

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Lo sviluppo attorno ai 24 mesi

I bambini già camminano bene e parlottano. Alcuni dicono già piccole frasi altri sono alle prime parole. Se il tuo bambino di due anni non dice nessuna parola o solo alcune, potrà essere utile per rassicurarti, una visita dal logopedista.

Per i piccoli è piacevole seguire piccole storie accompagnate da immagini, ma se sono troppo lunghe o complesse possono perdere interesse.

Siamo in pieno periodo senso-motorio. Questo vuol dire che a questa età lo sviluppo motorio e l’apprendimento attraverso i sensi sono aspetti fondamentali della quotidianità.

Cosa può interessare i bambini di 2 anni?

Come accade a qualsiasi età quel che riguarda da vicino risulta di grande interesse. Rispettando le competenze e gli interessi.

Si tratta di bambini che sperimentano con i sensi. Allora, parlare loro proprio dei cinque sensi, sperimentandoli, diventa un momento di racconto e di gioco molto utile oltre che piacevole.

Sperimentare i 5 sensi

Permettere ai bambini di conoscere attraverso tutti e 5 i sensi in maniera guidata può essere davvero molto divertente. Superfici diverse da toccare, luci di diversi colori, odori, cose calde o fredde, bagnate o asciutte. Ascoltare suoni differenti.

Possiamo inventare dei veri e proprio “itinerari” di scoperta, anche attraverso il cibo. Molto divertente può essere far loro chiudere gli occhi e poi toccare, odorare un cibo per provare a indovinare di cosa si tratta, poi assaggiare e vedere se avevano indovinato!

I fantastici viaggi di Dino: Progetto-favola per laboratori sui cinque sensi

i fantastici viaggi di Dino

In questo librino trovi un insieme di mini racconti in rima per introdurre i cinque sensi. Si tratta di un’attività ludica di laboratorio rivolta a bambini dai 12 ai 36 mesi.

Ho voluto unire il piacere per le storie in rima al tema di sviluppo portante dei primi anni: l’apprendimento attraverso i sensi. Spiegando ai bambini in maniera giocosa a cosa servono i sensi, quali usiamo e quando. La consapevolezza sensoriale è una base importante per gli apprendimenti successivi.

Ti fornisco indicazioni su come svolgere l’attività con i bambini.

Il protagonista è Dino, un simpatico dinosauro che porta con sé i bambini attraverso i suoi fantastici viaggi. Viaggi attraverso i 5 sensi! Forza allora, il paese della vista, quello del tatto e di tutti gli altri sensi vi aspettano!

A questo link trovi anche un estratto del libro.

Facciamo amicizia con l’autismo

Facciamo amicizia con l’autismo

Lo scorso anno sono riuscita a pubblicare un testo a cui lavoravo da tempo intitolato Il mio amico è unico: facciamo amicizia con l’ autismo. ASCOLTA IL POST REGISTATO Perché un libro che parla di autismo Ho scritto una fiaba intolata “Il gattino Blu” e […]

Come dire ai figli che ci separiamo

Come dire ai figli che ci separiamo

Come dire ai figli che ci separiamo è  una domanda che mi è stata fatta spesso . [PUOI ASCOLTARE QUESTO POST A QUESTO LINK] Quando due genitori smettono di essere coppia non smettono però di essere genitori. Questo processo presuppone una scissione. Non si è […]

I bambini devono annoiarsi

I bambini devono annoiarsi

I bambini devono annoiarsi? Ebbene sì. In questo post ti racconto come creare momenti di noia ai bambini e insegnar loro il benefico effetto dei momenti di pausa accantonando l’horror vacui.

[Per ascoltare la registrazione del post clicca qui]

Scrivo questo post su impulso della preoccupazione di una mamma circa l’eccessiva preoccupazione di impegnare continuamente i bambini in attività strutturate e condotte da adulti.

UN BAMBINO CHE SIA ANNOIA È COSA BUONA E GIUSTA PERCHÉ:

VUOL DIRE CHE LE SUE GIORNATE NON SONO TROPPO PIENE DI IMPEGNI CHE POTREBBERO STRESSARLO.

Troppo spesso al giorno d’oggi i bambini hanno l’agenda piena come un manager d’azienda. Alla scuola, e spesso già dall’asilo, vengono aggiunte attività collaterali, che, sebbene nessuna di per sé negativa, come il nuoto o la musica, però possono risultare nell’insieme un carico di impegni gravoso sia per i bambini che per le famiglie, in termini economici e di tempo.

Tuttavia è grande preoccupazione di molti genitori dare ai propri figli il maggior numero possibile di stimoli e lasciarli il meno possibile con le mani in mano.

Se può essere un proposito comprensibile voler offrire situazioni stimolanti e di crescita e ampliamento di prospettive e competenze e relazione, bisogna però evitare di esagerare. Troppi impegni rischiano di diventare una fonte di stress che possono agitare un bambino e stancarlo in maniera eccessiva.

VUOL DIRE AVERE TEMPO PER LA CREATIVITÀ

Il gioco è il linguaggio dei bambini, il modo in cui si esprimono, apprendono, comunicano, in una parola crescono.

Considerare i bambini “maestri” di gioco ci aiuta a restituire loro potere e competenza in questo ambito così particolarmente di loro pertinenza.

Troppo spesso si offrono giocattoli anche molto costosi ma molto specifici nelle attività per i quali utilizzarli o animatori che indichino cosa fare, come giocare.

Questo non significa che non ci deve mai essere occasione per un laboratorio per bambini o che per un’occasione speciale anche un giocattolo tanto desiderato possa essere un momento di gioia.

Tuttavia non nella maggior parte dei casi.

Un tempo vuoto da attività preconfezionate, materiali semplici con i quali si possono immaginare più utilizzi restituiscono spazio alla creatività.

COSA FACCIO MIO FIGLIO SI ANNOIA!

Evviva! Un bambino che ha tempo per annoiarsi è un bambino fortunato. Ha spazio e tempo per la sua creatività, un muscolo che vale assolutamente la pena allenare sin da piccolissimi!

Ai bambini, soprattutto quanto più sono piccoli, basta davvero poco.

Tra i 12 e i 24 mesi iniziano ad esplorare il mondo. Offrire loro oggetti di vita quotidiana, con cui non si possano fare male, li incuriosisce e li stimola. Li guardano, li toccano osservano, spesso li assaggiano anche, è una fase di apprendimento specifica attraverso i 5 sensi.

Ad esempio: contenitori di bagnoschiuma, shampoo, crema, ben lavati dopo terminato il prodotto, possono offrire spazio ad esplorazione manuale, osservare i colori, esser ammonticchiati, far rumore battuti tra loro. Insomma chissà la fantasia come porterà ad utilizzarli.

Un’abitudine utile è variare i giocattoli a portata di mano del bambino. In genere abbiamo un certo quantitativo di giochi, se per alcuni giorni togliamo di mezzo una parte dei giochi, quando li ripresenteremo, togliendone un’altra parte che era stata nel frattempo a disposizione, il bambino è in genere nuovamente molto interessato ai giochi che non vedeva da un po’.

Attenzione ovviamente a non togliere di mezzo il giocattolo preferito, quello che magari aiuta nei momenti emotivamente intensi a ritrovare la calma!

Anche i ragazzini più grandi traggono giovamento dai momenti di “noia”. Quando già frequentano la scuola elementare, momenti di vuoto danno modo di riposare e ridiventare padroni del loto tempo in una fase di vita in cui l’insegnamento scolastico è fin troppo strutturato e i momenti di gioco si vanno diradando.

Cari genitori non abbiate timore di lasciare ai figli un tempo vuoto, serve loro per lasciar spazio all’immaginazione, a creare le proprie attività di gioco. L’importante è offrire loro un’atmosfera familiare serena che sia il terreno fertile per giocare e crescere felici.

La metà di niente: un romanzo per elaborare la separazione

La metà di niente: un romanzo per elaborare la separazione

Oggi ti parlo di un romanzo utile in momenti di separazione e che ho molto amato perché mi ha aiutata alla fine di una storia d’amore: “La metà di niente” di Catherine Dunne. [PER ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE DEL POST CLICCA QUI] So che tra qualche […]