Una storia per te

Una storia per te

Oggi ho una storia per te, si intitola:

Quella notte che si spensero i lampioni.

Quella notte che si spensero i lampioni, mi svegliai di soprassalto.

Tutta la stanza era buia, a tastoni sono andato alla finestra.

In genere la luce del lampione sotto casa m’illumina la camera un pochino, mi rassicura.
Fuori era tutto buio pesto. Nero come la vernice delle scarpe della portinaia, le lucida spesso, perché lei è una che a queste cose ci tiene parecchio.

La luce non c’era in nessuna casa del vicinato.

Tutti dormivano in casa mia e anche nelle altre abitazioni, ma io rimanevo in piedi, al buio.

Era una condizione particolare non riuscir a vedere a un palmo dal naso.
Aprii la finestra, potevo ascoltare il soffio cantante del vento, portato dall’inverno tra gli alberi e le case.

Si divertirà stasera che tutto è buio a sollevar le foglie, spazzar via la polvere, rovesciare qualche cesto dimenticato sui balconi o nei cortili.

Capperi il cortile!

Ero d’un tratto preoccupato per Erminio il gatto.

So che i gatti vedono anche al buio, ma potrebbe intimorirsi un pochino tutto solo senza un briciolo di luce, senza nemmeno la fiammella di una candela.

Ecco, grande idea! Una candela era quel che mi occorreva ora.
Pian, piano sono andato fino alla cucina, sorpreso di sapermi muovere in casa anche senza luce alcuna.

Nel terzo cassetto dabbasso nonna Elvira teneva le candele, ne ho presa una e, ricordandomi che accanto al forno ci sta l’accendi gas, ho preso anche quello. Adesso dovevo solo indossare il mio giaccone.

Detto fatto, sono uscito.

Ora, alla luce della candela, tutto sembrava particolare.
Sono sceso nel cortile condominiale e ho chiamato Erminio, che è subito arrivato, contrariamente a quanto fa di solito.

Si sentiva solo, così ha dimenticato che ama farsi desiderare.

Ho posato la candela e l’ho preso in grembo per accarezzarlo, mi ha fatto le fusa per ringraziamento, poi è sgusciato via, avanti a me, nell’oscurità.

Ho preso la candela e l’ho seguito.

Anche adesso, a distanza di tanti anni, dovrei pensare che era stato proprio un azzardo per un ragazzino inseguire un gatto in una notte invernale, senza nemmeno la luce di un lampione.

Tuttavia, quella era una notte particolare.

Non potrò mai dimenticare la sorpresa enorme che provai, mista di gioia e di paura, quando dietro il cortile, insieme a Erminio, vidi alzarsi in cielo una slitta con le renne guidate da un vecchio barbuto col vestito rosso.

Solo qualche anno prima avevo deciso di prendere per buona l’ipotesi della non esistenza di Babbo Natale.

Quel 25 dicembre, però, il gatto Erminio ed io abbiamo avuto l’indiscutibile prova della sua esistenza.

 

© Tiziana Capocaccia

Ringrazio il gatto Salmone nei panni di Erminio.

Scrivo anche fiabe, qui puoi sbirciare tra i miei libri

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