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effetti psicologici del divorzio sui figli

effetti psicologici del divorzio sui figli

Spesso mamme che si stanno separando mi domandano informazioni sugli effetti psicologici del divorzio sui figli.

In particolare oggi vorrei rispondere alla domanda di una mamma che mi chiede:

Nel separarsi so che ci sono effetti diversi a età diverse del bambino, c’è chi dice sia meglio quando i figli sono molto piccoli, è davvero così?

Risponderò descrivendo un pochino quali siano le differenze nelle reazioni alla separazione da parte dei bambini in base all’età e suggerendo alcune buone prassi per cercare di affrontare più serenamente possibile la separazione.

UNA PREMESSA

A prescindere dall’età, una separazione sana, ossia un separarsi cercando di non alimentare conflitti, costruendo una comunicazione genitoriale equilibrata, aiuta a vivere con maggiore serenità questa grande trasformazione familiare.

Quando ci sono dei figli, la famiglia non finisce, si trasforma.

Ci saranno un tempo con mamma e un tempo con papà.

Più i genitori saranno bravi a gestire questa scissione tra l’essere coppia, che ha una fine, e l’essere genitori che è invece la condizione che deve continuare, maggiore sarà la possibilità di vivere con minori difficoltà possibili questo cambiamento.

Emozioni come la tristezza e la rabbia possono comunque presentarsi, vanno accolte e sostenuta la loro elaborazione. Anche i due coniugi si trovano ad affrontare un grande cambiamento, a più livelli, da un punto di vista psicologico, sociale, economico, tanti sono i cambiamenti.

EFFETTI PSICOLOGICI DEL DIVORZIO SUI FIGLI

0 – 3 ANNI

Se la separazione avviene in famiglie con bambini molto piccoli, dalla nascita ai due – tre anni di vita circa, siamo in un periodo del processo evolutivo in cui nascono e si consolidano i legami d’attaccamento con le figure primarie.

I bambini, laddove la situazione è favorevole, in questo periodo sviluppano un senso di fiducia verso l’altro e verso il mondo esterno.

Verso il terzo anno di vita i bambini iniziano ad essere più indipendenti e a poter sostituire le figure primarie di attaccamento con altre.

Le possibili conseguenze della separazione in questa fase sono sentimenti di perdita di una delle figure primarie e dell’ambiente familiare, delle abitudini, delle routine.

Questo vissuto di perdita potrebbe causare tristezza e regressione, vale a dire che il bambino potrebbe perdere delle capacità acquisite, ad esempio il controllo degli sfinteri, comportandosi come se fosse più piccolo. Abilità che poi riacquisirà via, via che riuscirà a rasserenarsi trovando nuova stabilità.

Inoltre, prolungate separazioni da figure significative potrebbero causare difficoltà nelle future separazioni e nelle relazioni affettive.

Importante se le condizioni lo consentono è che il bambino mantenga quante più routine della sua quotidianità possibili e che riesca a frequentare entrambi i genitori. Ovviamente tutto questo laddove ci si separa in condizioni di relativa serenità senza presenza di abusi e violenza.

2 -5 ANNI

Nel periodo che va dai due ai cinque anni nei bambini aumenta man mano la consapevolezza della propria individualità.

Il bambino a questa età inizia a interiorizzare le figure primarie, divenendo così in grado di pensare al genitore lontano.

Inoltre sviluppa la capacità di esprimere i propri stati d’animo.

In questo stadio i bambini si identificano con il genitore del proprio sesso, per cui diventa molto importante che possano vederlo di frequente.

È altrettanto importante non perdere i contatti con il genitore del sesso opposto che è una figura significativa per la socializzazione.

I figli di questa età possono sentirsi responsabili della separazione dei genitori e i sentimenti di abbandono che possono provare potrebbero tramutarsi anche in stati depressivi.

Possono provare ansia relativamente al soddisfacimento dei loro bisogno primari, quali l’alimentazione, le cure fisiche, etc.

È importante rassicurarli dell’amore che si prova per loro, del fatto che la separazione non dipende affatto da qualcosa che hanno fatto loro. Rassicurazione importanti sono anche spiegazioni chiare su come sarà organizzata la loro vita quotidiana.

6 – 9 ANNI

Nel periodo scolare diventano sempre più importanti i rapporti con i coetanei, inizia lo sviluppo del senso morale.

I ragazzi acquisiscono un maggiore controllo delle emozioni che, in caso di divorzio, riescono ad esprimere in maniera diretta, manifestando tristezza, dolore, collera. Possono avere timore di perdere entrambi i genitori, potrebbero tentare ciò che è nelle loro possibilità per tenerli uniti.

Sono frequentemente presenti peggioramenti nel rendimento scolastico. Questo aspetto può essere transitorio, il bambino semplicemente è in una certa fase più “occupato” nell’elaborazione del cambiamento che sta vivendo per potersi concentrare del tutto sui compiti scolastici. Sarà importante anche parlare con l’insegnante perché conoscendo la situazione possa avere maggiori pazienza e comprensione.

10 – 15 ANNI

Verso i nove – dieci anni i ragazzi hanno in dote sempre maggiori competenze sociali, scolastiche, etc.

Aumenta la consapevolezza di sé e si collocano socialmente in base all’immagine che hanno di loro stessi.

In questa fase possono avere una buona comprensione empatica dei genitori, capita molto spesso però che abbiano dei sentimenti di solidarietà solo per un genitore condannando l’altro.

Anche se difficile è fondamentale che ciascun genitore non denigri l’altro.

Proprio per la loro maggiore maturità i ragazzi richiedono spiegazioni adeguate sulla situazione. È importante fornirgliele e consultarli sulle decisioni da prendere che li riguardano; infatti quanto sono adolescenti inizia l’emancipazione psicologica dai genitori e la strutturazione della propria identità; sarebbe indelicato e inopportuno non far sentire loro che possono decidere della propria vita.

Compiti importanti di questo momento evolutivo sono l’elaborazione del “lutto” per la perdita dell’infanzia, la gestione degli impulsi sessuali e l’iniziare a confrontarsi con le regole della società.

In questa fase l’assenza di una famiglia unita può causare emancipazione precoce e ribellione, o, al contrario, far prevalere il desiderio di rimanere bambini.

I ragazzi possono svalutare uno o entrambi i genitori o vergognarsi della propria famiglia.

Potrebbero provare vergogna o irritazione per la vita sessuale dei genitori. Molto importante tutelarli, vivere le proprie nuove storie con rispetto verso i figli, senza coinvolgerli troppo presto in nuovi legami.

È davvero importante, sempre non solo con figli adolescenti, essere molto attenti nelle nuove relazioni, è vero che si ha tutto il diritto a incontrare nuovi partner, ma i figli potrebbero soffrirne, ragion per cui ci vogliono molto tatto e gradualità nel comunicare la presenza di nuovi partner ai figli.

In pre-adolescenza e adolescenza i rapporti con gli amici e i propri impegni si fanno prioritari, perciò i figli potrebbero diradare le visite al genitore non convivente; per questo diventa molto importante concordare con il figlio il programma delle visite e degli spostamenti ed avere molta flessibilità.

OGNI ETÀ HA LE SUE PECULIARITÀ

Come si può intendere ogni età è caratterizzata da specifici compiti evolutivi e modalità di reazione tipiche di fronte ad un evento trasformante quale la separazione dei propri genitori; la cosa più importante è riuscire a mantenere un clima il più sereno possibile.

Negli ultimi anni i divorzi sono notevolmente aumentati, oggi esiste una prima ampia generazione di figli di genitori divorziati.

In particolare in una ricerca diretta dalla Prof.ssa Anna Oliverio Ferraris sono state raccolte numerose testimonianze di adulti che nell’infanzia hanno vissuto la separazione dei genitori.

Da molte di esse emerge come sia fondamentale che il clima relazionale tra i membri della famiglia rimanga sereno anche durante la separazione.

I legami familiari continuano ad esistere trasformati anche a seguito del divorzio, come afferma la stessa Oliverio Ferraris: “La famiglia divisa continua ad avere una sua esistenza per il semplice motivo che i genitori non divorziano dai figli”.

BUONE PRASSI

  • Mantenere più possibile un clima sereno e senza conflitto

  • Comunicare ai figli in maniera chiara cosa sta succedendo e cosa accadrà nelle loro vite. Su questo tema ho scritto: Come dire ai bambini che i genitori si separano e divorziano

  • Vivere in maniera chiara la separazione: un tempo con mamma e un tempo con papà. Questo li aiuta ad entrare piano piano nel nuovo equilibrio.

  • Tenere a mente quali sono gli effetti psicologici del divorzio sui figli per poterli affrontare al meglio

  • Usare una fiaba per affrontare il tema della separazione.

 

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