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Rimedi per l’ansia – seconda parte

Rimedi per l’ansia – seconda parte

Ho già iniziato a parlarti di rimedi per l’ansia, con gli esercizi per affrontare l’ansia di oggi voglio darti altri suggerimento su cosa fare per ritrovare la calma.

Nei post sull’ansia che hai letto nelle precedenti settimane, ti ho suggerito dei modi per “distrarre” la tua mente al momento dello stato d’agitazione.

Gli esercizi di cui ti parlo oggi sono più utili in momenti diversi dalla crisi vera e propria, quanto meno in fase d’apprendimento. Si tratta di esercizi da svolgere giornalmente, stabilendo magari un momento preciso in cui ti ci puoi dedicare. Se svolti con continuità aiutano a trovare una maggiore calma interiore e questo stato d’animo contrasta i momenti di agitazione, che potranno essere meno frequenti e meno intensi.

Esercizio numero 1

si tratta dell’esercizio base di rilassamento del training autogeno.
Sdraiatevi in un luogo in cui non ci siano eccessivi rumori e luci.
Chiudete il occhi. Ascoltate il respiro.
Inspirare.
Espirare.
Lentamente.
Inspirare.
Espirare.
Dentro.
Fuori.
Iniziate quindi a dire, dentro di voi, o ad alta voce all’inizio se lo preferite:
IO SONO PROFONDAMENTE RILASSATA
(ripetendolo alcune volte)

Ho appreso questo esercizio per la prima volta durante il tirocinio posta lauream. Da allora mi ha aiutato in numerose occasioni a rilassare mente e corpo.

Esercizio numero 2

Un altro esercizio che voglio suggerirti è la cosiddetta meditazione del radicamento.
Ho provato questa forma di meditazione con visualizzazione e ne ho tratto personalmente giovamento, motivo per cui ho deciso nel tempo di suggerirla, quando lo ritenevo opportuno, anche durante le consulenze.

Ecco cosa fare:
In piedi, o seduti, o in determinati casi, se si deve stare per forza sdraiati, sollevare le ginocchia in modo sia da far aderire la schiena bene al letto, sia da poter poggiare la pianta dei piedi interamente.
Chiudere gli occhi.
Respirare lentamente.

VISUALIZZAZIONE:

Iniziare ad immaginare che dall’interno del proprio corpo, dal centro, partano dei fili, come delle radici, che queste radici iniziano a scendere, attraverso le gambe, e poi giù, attraverso i piedi e da essi più giù attraverso il pavimento, si avviano attraverso il cemento, i pilastri dell’edificio fino a scendere giù fino al suolo, e poi più giù. Mano a mano che le radici percorrono la loro strada diventano sempre più forti. Scendono ancora più giù, nel sottosuolo, ancor più sotto. Fino ad arrivare al centro del pianeta. Giunti qui, piantate le vostre radici. Da esse inizierete a ricevere e dare energia, collegati al centro della Terra. Da qui l’energia risalirà lungo le radici, attraverso il sottosuolo sempre più su, fino ad affiorare in superficie e poi più su, lungo i pilastri dell’edificio dove vi trovare, e attraverso il cemento, e poi il pavimento, fino ad arrivare a voi, attraverso i piedi, e risalendo per le vostre gambe fino al centro del corpo.

Ho riflettuto un bel po’ sul perchè “di pancia” mi fosse venuto di suggerire questo tipo di meditazione per uno stato di ansia notturno. E’ una forma di meditazione che certo rilassa, ma che dà anche energia.

Ha avuto successo con la persona cui l’ho suggerita. Così ho cercato una risposta a questo dubbio.
Credo che la validità sia duplice: non riuscire a dormire ci lascia senza energie, quindi diventa utile per questo aspetto. Inoltre, uno stato di ansia, che ci impedisce di riposare, ci denuncia un qualcosa da cambiare, anche per questo ricaricarci di energia, diventa necessario e importante.

Esercizio numero 3

Ho imparato lo zentangle qualche tempo fa. Ne ho goduto personalmente i benefici, lasciandomi andare anche a divertirmi con la Z.I.A., un acronimo inglese che sta per Zentangle Inspired Art, che riprende i principi dello zentangle senza conservarne gli aspetti più restrittivi.

Lo zentangle fa del disegno una meditazione. Incitando ad un certo tipo di produzioni grafiche, semplici e ripetitive, da inscrivere in uno spazio definito non troppo ampio, un quadrato di circa 8 cm.

Nello zentangle inspired art, si riprende questa modalità di disegnare, spaziando però anche ad altre forme e dimensioni.

Queste produzioni semplici trovano la loro efficacia nel fatto che ci portano a uno stato di concentrazione rilassata del tutto simile alla meditazione.

Ho suggerito anche questa attività perchè per alcune persone può essere più difficile trascendere oggetti e azioni per meditare se non ci sono abituate. Questo non significa che non possano arrivare a cogliere i benefici della meditazione, passando però per attività a sé più affini. C’è chi dice che sia bellissimo meditare camminando, o addirittura facendo le pulizie di casa. Altre persone riescono a raggiungere questo stato di concentrazione rilassata facendo a maglia o ricamando.

Attività semplici, ripetitive, che consentono una concentrazione-rilassata.

Questi tipi di attività ci danno la possibilità di abituarci a uno stato dell’essere che, se vogliamo davvvero essere felici, dovrebbe permeare ogni attimo della nostra vita: il vivere nel “qui ed ora”. Essere nella nostra azione, presenti a noi stessi, coscienti del momento, aveva davvero ragione Trilussa quando scriveva che:

“…tutto sommato la felicità è una piccola cosa”.

Dipingere mandala, realizzando dei cerchi nei quali iscrivere motivi che si ripetono è un’attività che mi ha personalmente aiutata molto ad incrementare livelli di benessere e stabilità interiori.

CONCLUSIONI

Questi esercizi aiutano a ritrovare la calma, i mandala poi sono davvero terapeutici e riequilibranti, tuttavia l’ansia va anche ascoltata.

Bisogna, dopo aver imparato a tamponare il momentaneo malessere, capire cosa la causa. Il nostro corpo suona l’allarme per spingerci a cambiare qualcosa che non va bene per noi.

 

 

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