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Applicazioni della medicina tradizionale cinese alla psicologia

Applicazioni della medicina tradizionale cinese alla psicologia

Alcuni anni fa mi sono appassionata alle applicazioni della medicina tradizionale cinese alla psicologia. Oggi ne voglio parlare qui nel blog per condividerle con te.

Cos’è la medicina tradizionale cinese?

Quando si parla di medicina tradizionale cinese si fa riferimento a un corpus di conoscenze costruito su una base di oltre 2500 anni di pratica medica cinese che comprende tra le altre cose varie forme di fitoterapia, agopuntura, massaggio.

Comprende, tra i molti concetti che la costituiscono, la teoria dei 5 elementi.

La teoria dei cinque elementi.

In Medicina Tradizionale Cinese tutti i fenomeni naturali si possono ricondurre a 5 elementi fondamentali:

ACQUA

come fase iniziale e finale di ogni ciclo, la riserva da cui attingere per intraprendere la realizzazione di qualsiasi tipo di azione;

LEGNO

come fase di avvio dell’azione, crescita, risalita;

FUOCO

come espansione massima e realizzazione, compimento dell’azione;

METALLO

come ripiegamento, chiusura, ritorno. L’azione si è esaurita e ci si prepara per un nuovo ciclo che ripartirà dall’acqua;

TERRA

come elemento centrale, stabilizzante, di equilibrio fra le diverse fasi dinamiche.

Queste caratteristiche derivano dalle caratteristiche delle stagioni e dai cambiamenti che la Natura assume attraverso i 5 “movimenti” di cambiamento stagionale.

Inoltre ad ogni elemento vengono associate parti del corpo umano: un organo, un viscere, un tessuto, un organo sensoriale.

Di interesse psicologico è la relazione tra gli elementi e le emozioni di base.

Ad ogni elemento corrisponde un’emozione: all’acqua la paura, al legno la rabbia, al fuoco la gioia, alla terra la riflessione, al metallo la tristezza.

RABBIA

È una forza propulsiva, che ci spinge avanti della vita. È l’emozione che proviamo quando qualcuno ci manca di rispetto, ci offende. Quando, in altre parole, ci mettono i bastoni tra le ruote, la rabbia ci spinge avanti, oltre gli ostacoli. Certo è necessario imparare a sentire ed esprimere in maniera sana la rabbia incanalandola come energia per fare. Altrimenti può assumere diverse connotazioni, incluse l’irritabilità, la frustrazione, la gelosia e la collera che incidono in maniera negativa sul benessere.

GIOIA

È l’emozione del cuore. L’essere veri. Il godere di un desiderio soddisfatto. Quando viviamo un momento di appagamento il corpo si rilassa. Il cuore si apre in un clima gioioso, ma la troppa gioia fa palpitare il cuore e porta uno squilibrio.

RIFLESSIONE/PENSOSITÀ

È la nostra capacità di svolgere lavoro mentale. Uno squilibrio dell’energia mentale può manifestarsi sotto forma di ossessione per l’ordine e per i dettagli che porta, per esempio, a compilare liste interminabili.

TRISTEZZA

È sentire una mancanza. La mancanza dell’altro ci porta ad andare incontro alla relazione. Tutti abbiamo bisogno di tempo per manifestare la nostra tristezza o il nostro dolore, questo favorisce l’interiorizzazione, ci fa prendere cura della nostra sensibilità. L’eccesso o la mancanza di pianto però portano uno squilibrio.

PAURA

La paura è l’emozione base di sopravvivenza. Quella che ci mette al riparo dai pericoli, che dà i limiti per mantenerci in vita. In eccesso diventa un limite alla vita quotidiana, in deficit mette a repentaglio la propria incolumità da qualche punto di vista.

Tenendo presente che ogni emozione si collega ad un organo, un viscere, un tessuto, una ghiandola, questo ci dà la dimensione di quanto la consapevolezza emotiva sia un elemento di benessere e prevenzione.

Ecco perché da tempo trovo utili le applicazioni della medicina tradizionale cinese alla psicologia.

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