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VUOLE SOLO LA MAMMA

VUOLE SOLO LA MAMMA

Capita anche a te di pensare “Vuole solo la mamma!”?

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Scrivo questo post su impulso della domanda da parte di una mamma. Mi racconta di essere molto stanca e desiderare che alcune routine svolte con la sua bambina, possano essere condivise dal papà quando non è al lavoro per restituirle un po’ di tempo e possibilità di riposo.

La complicazione insorge allorché la bimba protesta e rifiuta che non sia come sempre la mamma ad occuparsene.

CAUSE

Rispetto a questa dinamica ci sono più elementi da considerare per farsi un quadro della situazione:

L’IMPORTANZA DELLA RITUALITÀ

I bambini sono creature estremamente abitudinarie, amano le routine che si ripetono giorno dopo giorno. Non le amano a caso, le amano perché la ripetizione li rassicura e permette loro di apprendere con maggiore facilità.

C’è quindi nella ripetizione di un’azione quotidiana per loro un valore sia emotivo-affettivo che cognitivo.

QUANTITÀ E QUALITÀ DI TEMPO INSIEME PER COSTRUIRE LA RELAZIONE

I genitori dovrebbero avere il sacrosanto diritto di passare con il proprio figlio un tempo abbastanza ampio da condividerne le routine quotidiane, instaurando un legame relazionale forte fatto di quantità e qualità di tempo speso insieme.

Di pochi giorni fa, la condivisione su instagram di un papà, instasio, che racconta l’importanza di prendersi il tempo di stare col proprio figlio, riportando al tempo stesso la difficoltà di farlo al giorno d’oggi in Italia e la fortuna sua personale di poterlo fare.

Purtroppo non tutti hanno la sua fortuna. Molti si ritrovano costretti a orari di lavoro proibitivi che incidono fortemente sulla quantità di tempo possibile da dedicare ai figli.

CONSEGUENZE

Quando un genitore trascorre un tempo adeguato col figlio, questo tempo aiuta a vivere insieme esperienze ed emozioni e questo fortifica il legame. Stare nella relazione consente al bambino di apprendere quel che il genitore insegna, di rispondere di buon grado alle richieste fatte. Il bambino si abitua alla presenza del genitore e al suo modo di condurre certe dinamiche durante la giornata. Diventano la sua sicurezza e la sua cornice di apprendimento quotidiano.

COSA FARE PER INTRODURSI IN RITUALITÀ GIÀ CONSOLIDATE

Quando per un certo periodo un solo genitore si è occupato della maggior parte delle ritualità giornaliere, o anche di alcune soltanto, ma è necessario che subentri l’altro genitore, o anche una nonna o una nuova baby-sitter.

Ti consiglio tre ingredienti: gradualità, entusiasmo e giocosità.

GRADUALITÀ

Auspicabile che la persona, che subentra ad occuparsi della routine che il bambino è abituato a fare solo con la mamma, lo faccia gradualmente, magari occupandosene una prima volta insieme alla mamma, facendo in modo quest’ultima di lasciare via, via più spazio a chi la dovrà sostituire.

ENTUSIASMO

Nel momento in cui dobbiamo fare qualcosa insieme a un bambino mostriamoci desiderosi, felici di essere lì con lui o lei. Sperimentando entusiasmo per il momento da vivere insieme, affinché diventi motivante e positivo trascorrere insieme quella routine quotidiana.

GIOCOSITÀ

Cerchiamo di essere giocosi, i bambini vivono immersi in un modo di gioco, è il loro linguaggio d’espressione e d’apprendimento principale. Se riusciamo ad essere molto giocosi sarà tutto più bello e semplice. Certo dobbiamo scegliere qualcosa che ci somiglia per non apparire forzati. Però un po’ sforziamoci, ci piacerà. Ecco alcuni consigli:

usare pupazzi o oggetti quotidiani per fare le voci, farli parlare col bambino

raccontare una storia inventata sull’oggetto in uso. Ti faccio un esempio: mia figlia non ha mai amato molto il phon per asciugare i capelli, è stato di aiuto coinvolgerla nell’ascolto di una piccola storia inventata proprio sul phon: la storia di Signor Phon che deve mangiare la minestra calda e bere latte caldo per poter soffiare aria calda, perché quando era piccolo e soffiava solo aria fredda perché voleva mangiare solo i ghiaccioli i bambini prendevano sempre il raffreddore! Come vedi non deve trattarsi di storie di chissà quale tipo, basta che siano utili a incuriosire il piccolo ascoltatore.

raccontare qualcosa su di sé di quando si era piccoli, un gioco che si faceva, un ricordo bello per coinvolgere, un racconto divertente che magari faccia ridere

Dimenticavo l’ultimo e sempre fondamentale elemento quando ci si prende cura di un bambino, ma questo penso che lo conosci già: la santa pazienza ;o)

Se stai attraversando un periodo difficile qui trovi tutte le informazioni sulle consulenze psicologiche online.

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