Consulenze psicologiche e libri per migliorare la vita delle mamme e dei loro bambini

Biancaneve

Biancaneve

Biancaneve è una storia che si perde nei secoli. Antica e in molte varianti, giunta sino a noi con introdotti cambiamenti che nel tempo l’anno resa adeguata alla nostra attuale percezione di come dovrebbe essere un racconto per bambini, poiché a un certo punto si è deciso di rifiutare l’immaginario e relegarlo al mondo infantile.

[Puoi ascoltare questo post invece di leggerlo CLICCANDO QUI]

In passato però non era così.

UN’EROINA GOTICA

Si tratta di un’eroina gotica. Uno di quei personaggi che non mutano neanche d’abito dall’inizio alla fine della storia. Giuseppe Sermonti nel suo libro “Fiabe dei fiori” la paragona a un sempreverde. Questo tipo di protagoniste cadono in sonni profondi, più o meno lunghi, ma quando si destano sono abbigliate nel medesimo modo.

IL DESIDERIO MATERNO

Biancaneve nasce nel desiderio della madre. Un giorno la donna è intenta a cucire, ad un tratto si punge un dito e una goccia di sangue cade sulla terra innevata. Allora la donna esprime il desiderio: “Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e con i capelli neri come l’ebano!”. La nascita di Biancaneve è ispirata dalla natura e dai suoi colori: bianco, rosso e nero.

I TRE COLORI E I LORO SIGNIFICATI

Bianco, il colore del candore, dell’ingenuità. Biancaneve ha la pelle pallida a evidenziare l’incarnazione vera e propria del suo candore interiore.

Rosso è la vita. L’energia vitale.

Nero è la morte, il sonno simile alla morte in cui incorre Biancaneve.

Una rappresentazione, questa del sonno di Biancaneve, che richiama il sonno invernale della terra, che torna a rinascere in primavera.

DAL DESIDERIO ALLA RIVALITÀ

Biancaneve come detto nasce dal desiderio materno, la madre le dà la vita. Quando però la ragazza cresce e diventa una “rivale come le conferma lo specchio, allora la rivalità accieca la donna, che non riesce ad accettare di non essere più la donna più bella del reame.

Biancaneve non è più l’oggetto del desiderio della madre, cresce e ha bisogno di diventare una persona adulta, costruire una propria identità, allontanandosi e differenziandosi.

Il processo di separazione e individuazione è naturale e necessario, ma anche doloroso.

Oltre la favola possiamo dire che  riuscire a farsi da parte quanto basta a lasciare lo spazio di crescita ad una figlia mentre accogliamo i cambiamenti che ci avviano come donne verso epoche di maturità più avanzate rappresentano un compito grande, bello ma anche difficile per una donna.

Se ti trovi in un momento difficile e hai bisogno di sostegno psicologico contattami: scrivimi@tizianacapocaccia.it

 

3


Rispondi


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: