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Mio figlio di due anni non parla ancora

Mio figlio di due anni non parla ancora

Mio figlio di due anni non parla ancora, mi devo preoccupare?

Il tardare della comparsa del linguaggio preoccupa i genitori, cosa fare?

DUE PAROLE SULLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO

I cuccioli umani iniziano a produrre alcuni suoni a pochi mesi, suoni che ancora non appartengono a quella che sarà la loro madrelingua.

Verso i 4 mesi iniziano a produrre suoni ripetuti, quella che chiamiamo lallazione e che avvierà poi le prime parole che non a caso sono fatte di suoni semplici ripetuti: ma-ma, pa-pa, ta-ta.

Verso i 6 mesi iniziano a produrre alcuni suoni che imitano stavolta il linguaggio parlato dalle persone attorno. Ancora non si tratta di parole intenzionali.

Verso i 10 mesi iniziano a produrre suoni che invece vengono associati ad oggetti o persone.

È verso l’anno, o anche poco più, che viene prodotta la prima parola, in genere in presenza dell’oggetto o della persona di riferimento.

A DUE ANNI NON PARLA MI DEVO PREOCCUPARE?

Nei duenni si riscontra una grande variabilità. Ci sono duenni che dicono solo alcune paroline, altri che completano già delle piccole frasi.

Prendiamo a riferimento il PVB – nuova edizione 2016 e scopriamo che a 24-25 mesi, quindi a due anni, la media delle parole prodotte è di 331, con un minimo di 164 e un massimo di 498.

Ok, niente panico, è difficile fare il conto delle parole e i bambini sono davvero molto, ma molto differenti tra di loro, senza che questo assuma un significato clinico.

Tuttavia, se notiamo che le parole che un bambino dice sono davvero poche, se a due anni non parla ancora, così come se notassimo qualcosa che riguarda i denti porteremmo il figlio dal dentista, o se avesse difficoltà con la vista lo porteremmo dall’oculista, se si tratta di linguaggio sicuramente fa bene una visita dal logopedista. Anche solo per tranquillizzarci o farci suggerire qualche esercizio per stimolare la produzione linguistica.

E INOLTRE…

Il linguaggio è un parametro immediatamente evidente e semplice da identificare. Esistono però anche altri elementi da considerare riguardanti lo sviluppo del bambino: lo sguardo condiviso, l’attenzione nelle attività e verso le persone, l’indicare quando ancora non sa denominare gli oggetti, il richiedere ciò che desidera, il rispondere quando viene chiamato per nome.

Se noti qualcosa, se hai un dubbio, parlane col pediatra, saprà darti delle indicazioni in merito. O almeno dovrebbe ;o)

CONSULENZA PSICOEDUCATIVA CON REPORT SCRITTO

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