Libroterapia

tanti libri aperti su più ripiani

Libroterapia o biblioterapia stanno ad indicare l’uso dei libri per trovare il proprio benessere psichico

ORIGINI

Origini abbastanza recenti in Italia ma già dal secolo scorso era utilizzata in America nelle cliniche psichiatriche in persone con problemi di dipendenza o di nevrosi e per supportare anche i parenti dei pazienti. Fu impiegata già negli anni Trenta da Karl e William Menninger, della famosa Clinica Psichiatrica Menninger.

Il libro dunque usato come coadiuvante del percorso,  anche medico, attraverso l’uso della parola.

La parola e anche le storie.

Recentemente si è diffuso anche in Italia come strumento da più punti di vista, ad esempio come coadiuvante nei percorsi psicoteraputici.

Dunque la libroterapia ha iniziato a diffondersi nei paesi anglosassoni, negli Stati Uniti, dove è nata agli inizi del ‘900. Si è molto diffusa in Inghilterra dove sono stati condotti numerosi studi.
Molto importanti le ricerche condotte con gruppi sperimentali e di controllo che testando la validità della metodologia della libroterapia, hanno validato questa modalità di creare un cambiamento nelle persone.

Questo tipo di studi sono molto importanti perché restituiscono spessore e validità all’uso della libroterapia.

USI

La libroterapia è usata anche nelle terapie come “compiti a casa”. Le storie proposte nei libri possono coadiuvare il percorso evolutivo attraverso i temi affrontati. Facendo lavorare la persona su un certo tema tra una seduta e l’altra.

L’uso della libroterapia può essere sia individuale e anche di gruppo. Una cosa molto bella è che porta un incremento dell’autostima, a un aumento dell’autoefficacia percepita. Aumenta il cosiddetto empowerment.

A volte sento dire “il lusso di dedicarsi alla lettura”. Tutttavia se lo consideriamo un lusso rischiamo di dedicargli poco tempo, proprio perché in quanto “lusso” lo consideriamo un “in più” da concedersi solo quando abbiamo già fatto quel che consideriamo “essenziale.

TIPOLOGIE DI LIBRI USATI

Possiamo dividere la biblioterapia in due aree:

– i manuali di cosiddetto “autoaiuto”

– i romanzi

I primi che con percorsi spiegati ed esercizi proposti mirano a far elaborare determinate tematiche in modo che potremmo definire autodidattico.

I romanzi sono però i veri protagonisti in ambito libroterapeutico.

Raymond A. Mar, psicologo della York University di Toronto afferma

«Mi sono chiesto perché le storie ci attirino tanto: la maggior parte dei nostri svaghi contiene la narrazione di una storia. E mi sono convinto che ne siamo affascinati perché siamo affascinati dai nostri simili. Le storie contengono informazioni sulle dinamiche sociali che attivano gli stessi processi cognitivi usati nelle interazioni con gli altri»

Le narrazioni di storie ci attivano mentalmente come quando ci relazioniamo.

Davvero come diceva Umberto Eco attraverso la lettura viviamo molte vite. Identificandoci viviamo il processo evolutivo del personaggio.

Personalmente amo molto le fiabe. Usano un linguaggio delicato, ma profondo. Purtroppo relegate al mondo dei bambini in tempi abbastanza recenti. Attualmente viviamo una società che rifiuta l’ambito non razionale e immaginativo.

Nel corso della vita possiamo essere attratti da generi e storie diversi, a seconda del momento che stiamo vivendo e a che tipo di storia entrerà in risonanza con noi in quel particolare momento.

Raymond Mar ha mostrato attraverso una ricerca che le persone esposte in maniera prolungata alla narrativa rispondevano meglio ai test sulle interazioni sociali. In questo esperimento si mostrava che chi aveva letto un romanzo migliorava nei test sulle interazioni sociali rispetto a chi aveva letto una rivista.

La narrazione porta la mente su percorsi non ordinari

Giorgio Nardone, psicoterapeuta e psicologo afferma che «La narrazione porta la nostra mente su percorsi non ordinari, ci aiuta a fare ragionamenti che altrimenti non faremmo: in questo senso Dostoevskij è uno dei più grandi psicologi che siano mai esistiti».

Attraverso l’identificazione col personaggio, il libro diventa un percorso evolutivo grazie a quella sorta di distanza di sicurezza psicologica che viviamo attraverso la storia. Elaboriamo le nostre emozioni, ma il vissuto è del personaggio e questo ci consente di mantenere una certa distanza che ci protegge. Come a dire “le emozioni non le sto vivendo io, le vive l’altro” io sono al sicuro, ma intanto quei vissuti mi lavorano dentro e anche io lettrice faccio il mio percorso di elaborazione evolutiva.

 

La libroterapia ha molti ambiti d’uso:

– come “compiti a casa” nelle terapie tradizionali

– come metodologia a sé con gruppi di libroterapia

– strumento espressivo dell’arteterapia

– come input per il proprio benessere personale

– in contesti ospedalieri, usata con dei gruppi specifici

– a scuola come strumento di apprendimento

– con gli anziani la narrazione di sé per l’incremento del benessere percepito

Vi saluto con un aforisma:

Leggere è vivere attraverso gli occhi di un altro. In questo modo si esce poco a poco fuori da sé, dimenticando i problemi e gli assilli mondani per calarsi in un altrove sovente straniero e sconosciuto. Che miracolosamente calma e guarisce“.
Milo Silvera (autore di “libro-terapia”)

I libri possono davvero essere un valido auto-aiuto.

Sono troppo incasinata, un libro non lo so se mi basta…. Può aiutarti una consulenza: scrivimi@tizianacapocaccia.it

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