Coaching con le fiabe

Coaching con le fiabe

Il coaching con le fiabe è una consulenza che utilizza la metodologia del coaching, lavorando attraverso obiettivi e piani di azioni adeguate a realizzarli, aumentandone l’efficacia con le fiabe che stimolano il cambiamento attraverso la sfera della creatività e dell’immaginazione.

C’era una volta una psicologa che usava le fiabe per aiutare le altre persone, prima ancora era una donna che scriveva favole per conoscere meglio se stessa e stare bene…

Dopo aver provato “empiricamente” su me stessa il potere benefico delle fiabe, ho deciso di iniziare ad usarlo anche nel mio lavoro:

Sto lavorando per autoprodurre libri con le fiabe e alcune indicazioni utili su temi specifici che possano essere spunto di riflessione e impulso a una realizzazione personale desiderata.

Il progetto favolazione

Ti racconto come è andata.

Il mio nickname favolazione (così mi trovi sui social) è nato proprio da questa idea: una comunicazione con le fiabe, usare le favole per affrontare temi difficili. A dire il vero in principio di chiamava “favole per dire” ma poi una persona che aveva già scelto questo nome per un suo servizio mi contattò, era tutto molto differente, ma non c’era problema per me all’epoca a inventare un nome nuovo.

Così è nato il nome favolazione: una parola per indicare il “mettere in favola”, il raccontare a mo’ di favola. UNA COMUNICAZIONE CON LE FAVOLE.

Sì perché le favole hanno dei poteri che non si ritrovano in altri tipi di narrazione. Spesso le idee più importanti arrivano in modi inattesi.

Un coaching con le fiabe

Favolazione è diventato il mio progetto che sulle prime si ritagliava gli spazi più disparati intanto che io ero intenta in altre faccende. Cominciavo però ad usare sempre più spesso, quando possibile, le fiabe con i bambini con cui lavoravo, non solo, ad un certo punto, ho iniziato ad usare le fiabe anche con le persone grandi, soprattutto con le mamme.

“Se me lo dovessi raccontare come se fosse una fiaba?”

ho detto un giorno ad una giovane mamma che si era rivolta a me. Quella è stata la prima volta che una fiaba mi ha fatto comprendere, e ha fatto capire a lei, quanto il racconto fiabesco e un percorso di coaching abbiano in comune:

PUNTARE AD UN OBIETTIVO

ATTRAVERSARE UNA SERIE DI TAPPE PER POTERLO RAGGIUNGERE

PORTARE A IMMAGINARE UN “LIETO” FINE o meglio UNA SITUAZIONE NUOVA

Di più le fiabe proteggono.

Le possibilità delle fiabe

Il porsi in un tempo che c’è ma non c’è, come suggerisce il “Kam ma kam” delle fiabe arabe: “C’era ma non c’era…” che ritroviamo anche nel “C’era una volta…” ma quale volta? Una volta lontana, abbastanza lontana da proteggere le emozioni, da non pormi nell’immediato presente, ma da consentirmi il “possibile”.

Gianni Rodari diceva che

“La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove”

Alla stessa cosa si mira con un percorso di coaching psicologico: ad aprire la mente a nuove ipotesi, nuove possibilità, raccogliendo le risorse note o ignote che possediamo, per riuscire a vivere la realtà in maniera nuova, più evoluta e funzionale.

Dopotutto

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (M. Proust)

Le fiabe contribuiscono a darci nuovi occhi. Se solo siamo in grado di aprirci alle infinite possibilità che ci regalano.

 

Come può essere strutturato un percorso di “Coaching con le fiabe”

IN COSA CONSISTE:

Tracciare il tuo obiettivo e il piano d’azione per realizzarlo, utilizzando la narrazione fiabesca come tecnica per prendere le distanze da quanto accade, aprire la mente a nuove possibilità, trovare dentro di te le risorse necessarie a realizzare il cambiamento desiderato.

COME:

In un percorso di coaching con le fiabe ti guido con esercizi per riuscire a “mettere in fiaba” la situazione che hai bisogno di elaborare.

Accade in modo abbastanza spontaneo poi che nel raccontare a mo’ di favola, la mente inizi ad aprirsi a nuove possibilità, anche se su un piano che è sulle prime lontano da quello reale. Proprio questa “distanza di sicurezza” permette alla mente di cogliere dentro nuove risorse e iniziare a lavorarci.

Quando la nostra mente si apre a nuove soluzioni nel regno dell’immaginazione e della fantasia, poi saprà farlo anche nella realtà. È l’apertura ad un atteggiamento mentale nuovo.

Il potere creativo e autoconoscitivo delle favole costruiscono il percorso.

 

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