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Favole a che età?

bambina con palloncino rosso su paesaggio fiabesco e libro aperto

A che età possiamo iniziare a raccontare favole ai bambini?

Ti spiego perché narrare storie è importante a qualsiasi età, anche ai neonati.

Sono convinta che siamo al mondo per ascoltare e raccontare storie. Non solo a parole, siamo il racconto vivente di noi stessi. Ciò che facciamo, ogni singola azione parla di noi, del nostro personale e originale movimento psico-espressivo.

L’atto del narrare alle nuove generazioni è un atto antico, è il modo per tramandare e insegnare, per far rimanere qualcosa di noi e di chi c’è stato prima di noi a chi ci sarà dopo.

I bambini sono da sempre incantati dai racconti degli adulti. Al giorno d’oggi si può talora erroneamente pensare che non sia così, che la tecnologia possa valere di più, incuriosire di più, ma non è così. La cosa importante è vivere nel qui e ora e assecondare le abilità linguistiche del piccolo ascoltatore.

Cosa intendo?

Alcune favole possono risultare antiche e annoiare, non sempre non a tutti, ma ci sono tante storie, anche molto attuali, che riguardano la vita dei bambini di oggi. Se è pur vero che certi simboli, certe figure vanno al di la del tempo e dello spazio, comunque si modernizzano. Pensiamo alle fiabe raccontate nei film animazione, ci sono ancora le principesse, ma non sono le stesse di dieci o venti anni fa, fanno e dicono cose diverse, sono al passo coi tempi e attraggono molto di più di quelle del passato che erano adatte a un tempo che non c’è più.

Quindi è importante attualizzare i racconti.

Importante è anche tener conto delle abilità linguistiche. Chiunque si annoia di fronte a qualcosa che non riesce a capire. Questo vale anche per noi.

Possiamo raccontare anche ad un bambino sotto l’anno. All’inzio racconteremo immagini etichettandole. Ci sono libri con belle foto, solo foto, di oggetti famigliari ai piccoli: lettino, ciuccio, biberon, sonaglio, cane, gatto etc. Oppure potremmo realizzare noi il primo album fotografico per etichettare le immagini, componendolo con le foto delle persone care e gli oggetti che utilizza giornalmente, delle stanze della casa. Etichettare, cioè dire il nome della cosa raffigurata, è un importante funzione linguistica, un precursore del racconto.

Passo successivo saranno le azioni. Quando un bambino sa i nomi di tanti oggetti, anche se ancora non sa dirli bene tutti, ma è chiaro per noi che li comprende, possiamo passare alle azioni. Per iniziare utili i librini che raccontano semplici azioni quotidiane, come il bagnetto, o andare a nanna.

Una volta comprese le singole azioni, si possono costruire storie sempre più ampie. Partendo sempre dalla quotidianità e da ciò che piace al bambino.

Dopo i due anni, due anni e mezzo anche le storie fantastiche iniziano ad essere apprezzate.

La cosa più bella in assoluto è quando saranno loro a voler raccontare una storia!

Raccontare ai bambini ha molti pregi: promuove il linguaggio, la relazione e ne fa futuri narratori che amano le storie.

Siamo al mondo per ascoltare e raccontare storie!

Cosa aspetti, inizia a narrare, anche se il bimbo a cui ti rivolgi è ancora piccolissimo!

Inizia con le mie fiabe :o)

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