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Giornata internazionale della disabilità

diversità disabilità

Oggi 3 dicembre è la giornata internazionale della disabilità e per onorare questo giorno ho deciso di condividere un ricordo particolare della mia vita.

Nei primi mesi del 2004 ho conosciuto S.

Una ragazza alta dai lunghi capelli castani.

Sono andata a casa sua una mattina. Una bella casa a due piani, una villetta in un quartiere romano.

Mi accoglie la mamma di S. e mi invita a sedermi in cucina, dove beviamo un té.

Dopo qualche minuto scende S. dal piano di sopra, mi prende per mano e mi porta nella sua stanza.

S. ha all’incirca la mia età.

S. mi porta con sé senza guardami negli occhi.

Senza parlare apre l’armadio, prima un’anta, poi un’altra, poi un cassetto. Ci sono tante scatole piene di foto. Piene di ricordi. Ascoltiamo musica dei primi anni ’90 e guardiamo le foto. S. ci tiene a mostrarmi tutte le sue foto. Molte volte.

Dopo un po’ di tempo che frequento S. scopro che le piace molto disegnare, di più le piace che io disegni per lei. Più di tutto ama disegnare gelati. Scopro in seguito che però non ama moltissimo mangiarli. La sua è soprattutto una passione estetica. Ammetto di amare anche io moltissimo i dolci da un punto di vista estetivo, beh confesso che io amo anche mangiarli!

Le nostre mattine insieme trascorrono alternando attività. Spesso guardiamo le foto che commento insieme a lei, che qualche volta risponde altre volte non ha voglia di farlo.

S. ha le sue passioni, le piacciono molto le immagini. I disegni che facciamo insieme, le sue foto e anche sfogliare riviste. Si appassiona tantissimo a certe immagini nelle riviste. A volte si convince di riconoscere in certe foto alcune persone che ha conosciuto in passato a scuola.

Quello che faccio con S. è cercare di concentrarci insieme su un’attività, prolungano il tempo di attenzione. Mi interessa farle sempre una domanda nuova per conoscerla ogni giorno un po’ di più, anche se lei non è sempre molto propensa a “sbottonarsi”.

S. è un’amica speciale. A volte è più semplice starle accanto, altre più difficile. Ci sono giorni che si diverte a farmi degli scherzi. Sa che non amo l’odore di una certa saponetta e lei provvede a farmela trovare in una scatoletta che mi porge in regalo, ride divertita della sua burla, ridiamo insieme. Mi piace la sua allegria.

S. ha una diagnosi di disturbo dello spettro autistico.

S. con la sua dolcezza speciale mi ha ispirato nella scrittura de “Il Gattino Blu“.

***

Oggi a distanza di tanti anni, dopo aver conosciuto tanti altri “gattini blu” e le loro famiglie, mi piace condividere questo ricordo.

Mi permette di riflettere sull’importanza di sostenere le persone con disabilità e le loro famiglie, auspicando prese in carico sempre più complete e supportive. Fatte non solo di passaggi di necessarie informazioni tecniche ma anche di adeguato sostegno emotivo.

Rinnovo a tutti l’invito a scaricare gratuitamente la fiaba di Cippilù, può essere di aiuto capire come comunicare con un amico speciale.

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