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gravidanza e post partum

Aborto spontaneo: aspetti psicologici e informazioni utili.

aborto spontaneo

Quando si verifica un aborto spontaneo, l’aspetto psicologico va tenuto in grande considerazione. Il 15 ottobre si celebra il babyloss awareness day, una giornata dedicata alla morte pre e peri natale.

DI COSA SI TRATTA

La gravidanza, l’attesa di un bambino, della nascita di una nuova vita si accompagna, giustamente, a emozioni positive di attesa di un nuovo nato, di un figlio da conoscere, da crescere da amare.

A volte qualcosa succede che interrompe in maniera molto brusca questa attesa.

Laddove ci aspettavamo la vita, purtroppo interviene una perdita.

Si tratta di una perdita molto particolare per alcuni motivi specifici:

– Il contrasto tra attesa della vita e vissuto di perdita

– Manca talvolta adeguata preparazione da parte degli operatori che comunicano l’evento ai genitori

– Manca in certi casi una buona comprensione da parte delle persone attorno ai genitori riguardo l’accaduto, che spesso non viene riconosciuto come un vero e proprio lutto

INCIDENZA

Alcune statistiche parlano di più di 2,6 milioni di bambini che muoiono prima di nascere.

Spesso una sola perdita viene classificata come “naturale” e non vengono investigate le cause.

Quando invece la coppia decide di saperne di più, al contrario di quanto accade per altre patologie, spesso si spera di trovare qualcosa che sia responsabile della perdita in modo da poter curare il problema ed evitare il ripetersi della perdita. Però la speranza di trovare una causa può essere unita all’ansietà di avere una diagnosi positiva e a ciò che questo potrà significare per il futuro. Inoltre la trafila delle varie analisi, attendere i risultati degli esami, etc… può essere molto stressante. Proprio in questo periodo può essere utile avere un pò di aiuto da parte di chi ha già sperimentato cosa tutto questo significa”. (dal sito piccoliangeli.eu).

Sapere può aiutare a prevenire: SIUDS, disfunzione della placenta, e altre cause legate allo stato di salute della mamma o del nascituro.

COSA POSSONO FARE I GENITORI CHE HANNO PERDUTO IL LORO PICCOLO

Da un punto di vista LEGALE

La legge non fissa alcun limite di età gestazionale sotto il quale non si possa richiedere la sepoltura del proprio bimbo.

I regolamenti cimiteriali si rifanno al D.P.R. 10/09/1990 n. 285, il quale nell’art. 7 dichiara:

Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all’ufficiale di stato civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall’unità sanitaria locale

e aggiunge in un comma successivo:

A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane”.

Spiega inoltre che:

I parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall’espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento alla unità sanitaria locale accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto”.

Maggiori informazioni sulle leggi inerenti la sepoltura di bambini venuti a mancare prima della nascita si trovano sul sito dell’associazione Piccolo Angeli.

Da un punto di vista PSICOLOGICO

Dare sepoltura può aiutare a elaborare l’accaduto.

La morte in età gestazionale è un evento davvero spaventoso e profondamente triste.

I genitori hanno bisogno di sentire riconosciuto e accolto il loro vissuto di perdita, di ricevere adeguato sostegno.

Rivolgersi a un’associazione che se ne occupa nello specifico può aiutare molto mettendo in contatto con altri genitori che hanno vissuto la stessa esperienza e con psicologi che possano offrire adeguato sostegno.

Ti segnalo a tal proposisto:

www.piccoliangeli.eu

www.genitoridiunastella.it

UN LUTTO PARICOLARE

La perdita in epoca pre o perinatale è un tipo di lutto particolare, a volte purtroppo non riconosciuto come tale da chi lo comunica ai genitori o dalle persone attorno ad essi.

Può aiutare:

  • Riuscire a “salutare” il piccolo

  • Talvolta avere delle foto

  • Riuscire a dare sepoltura

  • Creare uno spazio in casa per ricordare. Una scatola dove conservare oggetti che ci ricordano il piccolo. Un modo per celebrare la memoria e contenere il ricordo e in qualche modo le emozioni.

COSA DIRE AI FRATELLINI?

Quando ci sono già altri bambini c’è la difficoltà di dover comunicare loro l’accaduto.

Non neghiamo quel che è successo, è un evento grande che ha un forte impatto sulla famiglia.

La cosa migliore è sempre essere sinceri e dire che il fratellino/sorellina purtroppo è morto.

Inutile negare la tristezza, è normale che ci sia ed è giusto viverla insieme.

Va bene piangere ed essere tristi quando qualcuno che ami muore.

Evitiamo di dire che “si è addormentato” o “se n’è andato” o “che non stava bene” perché questi concetti possono confondere o spaventare ancora di più, impedendo magari al bambino di riposare serenamente o inducendolo a spaventarsi quando si sente poco bene. Meglio dire che non era abbastanza forte per sopravvivere.

Una fiaba può aiutare ad affrontare un momento così delicato. Se vuoi puoi scaricare gratuitamente “Il piccolo Angelo”.

Posso inoltre suggerirti altri due testi (che trovi però in lingua inglese):

“Something happened: a book for children and parents who had experienced pregnancy lost” Cathy Blanford

“Someone came before you” – Pat Schwiebert

Puoi aiutarmi a diffondere consapevolezza sul tema della perdita pre e perinatale condividendo questo post, te ne sono grata.

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