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gravidanza e post partum

Allattamento al seno, fino a che età?

allattamento al seno fino a che età

Quando si inizia a parlare di allattamento al seno si percorre un sentiero insidioso.

Esistono in merito i pareri più discordanti e le esperienze più disparate.

LA MIA ESPERIENZA

Mentre ero in gravidanza ho “studiato” l’allattamento con la stessa predisposizione mentale che ho messo in tutti i corsi di formazione della mia vita: carta e penna per prendere appunti e mente aperta a capire come si fa, per farlo poi io a mia volta.

L’allattamento è un atto naturale ma anche appreso.

Provavo un’emozione particolare se pensavo all’allattamento durante la gravidanza, volevo capirlo a fondo, ne conoscevo tutti i benefici, ma era strano pensarci, non sapevo se mi sarebbe piaciuto, tanto che mi ero preparata molto anche sul latte artificiale, come fare, quale comprare, quando sarebbe stato possibile dare quello vaccino. Trovando per altro in merito i pareri più discordanti, a indicare, secondo me, che la retta via non è una sola ma ciascuno può trovare la soluzione più giusta per sé.

L’esperienza ha poi messo in fuga ogni diffidenza.

Mi è stata molto di aiuto la consulenza di una referente de La Leche Legue.

La mia, come mamma, è stata un’esperienza di allattamento lungo durato due anni e mezzo. Lungo secondo determinati standard. Lungo secondo il mio parere personale. Quindi sì, lungo, ma voluto.

TANTE ESPERIENZE DIFFERENTI

Mentre percorrevo la mia “via lattea” ho conosciuto mamme, e non solo mamme, con le idee più diverse sull’allattamento tanto da ricavarne molti orientamenti:

La mamma che allatta fino a che ce n’è, fino a che ne vuole.

Ultimamente mi è capitato di rileggere un vecchio articolo proprio su una mamma pro allattamento ad oltranza, fino a che il bambino non smette di richiederlo.

La mamma che allatta finché si può,

tante variabili possono intervenire in merito.
Personalmente ho allattato fino a che non ho saputo che era stata ammessa alla scuola materna. Ho pensato che sarebbe stato un distacco ancora più doloroso se ci fosse stato ancora l’allattamento in corso, ma si tratta di una scelta del tutto personale.

La mamma che allatta un tot prestabilito.

Questa modalità riguarda quelle mamme che per motivi diversi decidono a priori quanto durerà, più o meno, l’allattamento. Perché magari hanno avuto esperienze pregresse positive con i fratelli e vogliono fare lo stesso con tutti i figli. Perché seguono suggerimenti pediatrici in merito. Perché hanno una mamma, una sorella o un’amica che ha allattano per un certo periodo e si sono convinte che possa essere la giusta durata.

La mamma che allatta poco

perché non le piace e passa poi felicemente all’artificiale.

La mamma che allatta lo stretto necessario.

A differenza della precedente questa è una decisione presa a priori, perché così ritiene che sia giusto, per motivi personali o professionali.

La mamma che sogna di allattare

Per qualche motivo indipendente dalla sua volontà non è riuscita a farlo. Questa situazione può generare un certo disagio psicologico, può essere di aiuto parlarne per sentirsi meglio.

La mamma che avrebbe voluto allattare di più.

Si tratta di mamme presto costrette ad interrompere per motivi indipendenti dalla propria volontà, anche in questo caso capire ed elaborare le emozioni connesse alla fine dell’allattamento aiuta a sentirsi meglio.

La mamma che non allatta.

A differenza di quella che sogna di allattare, la mamma che non allatta ha deciso di non farlo. I motivi possono essere tantissimi e più che leggittimi.

Vi racconto un caso estremo:
In un’occasione in particolare, mi è parso di sentirmi una cavernicola rispetto ad una mamma che incontrai un giorno al parco, per lei dare ancora il seno era una sorta di retaggio preistorico, cito testualmente: “se hanno inventato le scarpe non hai più bisogno di andare scalzo! Lo stesso è per la tetta e il latte artificiale!”.
Ora, quest’ultimo mi è sembrato un pensiero estremo.

Tuttavia, ritengo importantissima una cosa: LA LIBERTÀ!

Questo lo dico come mamma e soprattutto come psicologa.

LIBERTÀ, RISPETTO, DIFFICOLTÀ

Dobbiamo avere considerazione e rispetto per la libertà della mamma e del bambino. Certo si potrebbe obiettare che la libertà della mamma può prevaricare quella del bambino. Vero. Vero in tutto però, non solo nell’allattamento.

Dobbiamo prendere decisioni per i figli per moltissimo tempo, all’inizio decisamente su tutto.

Questa è la grande responsabilità di un genitore.

Certo questa società si fa sempre meno a forma di mamma che allatta, sempre meno a forma di bambino.

Ci vuole coraggio per diventare mamme.

Per ogni decisione che prendiamo.

Ci stiamo occupando degli esseri umani del futuro, quindi, verso le mamme e le loro, difficili, decisioni ci vuole rispetto.

Ho affrontato oggi questo argomento perché dall’1 al 7 ottobre 2017 siamo nella SAM: la Settimana dell’Allattamento Materno, per sensibilizzare a questo tema così importante e delicato che può o meno crearci difficoltà, che è un vissuto così intenso e che merita un suo spazio di riflessione.

Se senti il bisogno di parlare con me di questo argomento scrivimi@tizianacapocaccia.it

Qual è stata la tua esperienza con l’allattamento?

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