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Bocciatura a scuola

bocciatura a scuola

Come affrontare una bocciatura?

La fine della scuola, quando le cose non sono andate per il meglio, può portare con sé un risultato diverso da quello che avremmo voluto per i nostri figli: una bocciatura.

Parlo di questo per ragazzi che si trovano almeno nel ciclo della scuola secondaria di primo grado o alle superiori. Molto difficilmente si decide di fermare un bambino più piccolo, anzi dai confronti che ho avuto per motivi professionali con le insegnanti di scuola primaria negli ultimi tempi mi pare che non si propenda mai per far ripetere l’anno ad un bambino.

Diventando più grandi però si può incorrere in questa situazione.

Dover ripetere un anno scolastico porta con sé un’onda di emozioni e di pensieri che nel loro insieme possono far sentire sopraffatti.

FARSI UN QUADRO DELLA SITUAZIONE.

È utile parlarne, è utile suddividere le emozioni di chi ne è coinvolto per fare chiarezza. Quello che pensa e prova il/la figlio/a non sarà quello che prova e sente la mamma che potrebbe essere a sua volta differente da ciò che prova e sente il papà.

Dare spazio alle voci di tutti, per un evento che investe personalmente il/la figlio/a ma che coinvolge necessariamente anche i genitori aiuta a far capire a ciascuno quali sono anche le emozioni e i pensieri dell’altro.

Ci si può far forza, consolare o scontrare, ma dirlo è meglio che tacerlo.

Utili pure le motivazioni oggettive date dalla scuola.

PRIMA LASCIAR PARLARE LE EMOZIONI.

Per quanto potevamo aspettarcelo, per quanto potevamo essere preparati, vederlo nero su bianco può far sempre male, avere un impatto che incide sulle emozioni.

Cosa prova il/la ragazza/o?

Cosa provi tu mamma, cosa prova il papà?

Rendersi consapevoli di tutte le proprie emozioni è il primo passo per riuscire a gestirle ed elaborarle al meglio.

SCRIVERE I PERCHÉ DI TUTTI E PARLARNE INSIEME

Dopo aver condiviso le emozioni, mettere nero su bianco quelle che sono state secondo il nostro parere e secondo quello del figlio/a le motivazioni che hanno fatto arrivare alla bocciatura aiuta, soprattutto ho notato essere di aiuto suddividere quelle che definisco cause interne da quelle esterne, identificando con le prime le condotte dello/a studente/essa e con le seconde quelle che non sono dipese direttamente da lui/lei, all’interno di quest’ultime potrebbero rientrare un cambio di insegnante, una malattia prolungata che ha fatto fare troppe assenza da scuola, o simili.

VALUTARE BENE COSA FARE

Dopo essere riusciti a confidarsi le proprie emozioni e a chiarire cosa ha determinato la bocciatura, trovo sia sano e costruttivo valutare come agire. Faccio alcuni esempi:

– se si è riscontrata difficoltà specifiche in materie ostiche si può prevedere di farsi aiutare con delle ripetizioni poco prima della ripresa scolastica per rafforzare le lacune. Non durante l’estate però, le vacanze sono necessarie, uno spazio per staccare serve sempre.

– se ci si trova in un primo superiore, potrebbe succedere che la scuola scelta non sia proprio quella più giusta. Prendere in considerazione anche questa opzione e vagliarla aiuta a capire se è il caso di cambiare o se invece si rafforza la scelta fatta nonostante tutto.

A tale proposito un buon orientamento è sempre auspicabile, quello che possiamo fare al meglio dipende sempre da tre variabili: il talento, la motivazione e quello che offre l’ambiente. Tre variabili tutte molto importanti.

MEDITARE SULLE PROPRIE RESPONSABILITÀ

Rese consapevoli e condivise emozioni e riflessioni sulle motivazioni e sulle eventuali azioni da intraprendere, un momento importante è prendersi tempo per capire le responsabilità.

Capire la responsabilità, vuol dire restituirsi potere, sia come genitori, sia come studenti. Se sappiamo cosa e come è dipeso da noi vuol dire che noi possiamo intervenire per creare un cambiamento in noi stessi. Ciascuno per se stesso.

Nessuno può cambiare un’altra persona. Abbiamo il potere di cambiare solo noi stessi.

Attraversato un primo momento di rabbia e tristezza, chiarito il proprio pensiero sulle azioni che hanno potuto far arrivare alla bocciatura, diventa importante riuscire a lavorare sulle proprie potenzialità, anche non immediatamente evidenti ma sicuramente presenti.

Può aiutare un percorso di coaching.

Ti è mai capitato di vivere in prima persona quando eri a scuola o ora come mamma di affrontare una bocciatura?

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