Follow:
essere mamma, gravidanza e post partum

Figli in crescita

crescita genitori e figli

Un aspetto che iniziamo a sperimentare come genitori sin dalla nascita dei figli è la separazione.

Le mamme la vivono anche in maniera fisica col parto.

Ogni passo evolutivo è un passo di separazione e individuazione.
Ha inizio con la nascita e prosegue per tutta la vita.

Quante persone sono ancora alle prese con la gestione di dinamiche familiari a volte troppo  inglobanti a volte troppo distaccate anche se sono ormai adulte? Io alzo la mano!

Occuparsi di rapporti familiari, dei propri rapporti familiari, è un qualcosa che paragono volentieri alle pulizie di casa:
è una cosa da fare

è una cosa che ciascuno trova il suo modo di fare (e su cui parecchi altri avranno da ridire, prima ce ne facciamo una ragione e ce ne “sbattiamo” meglio è)

è una cosa che si fa reiteratamente ciascuno trova la propria frequenza ottimale, ma non si riesce a concludere l’affare una volta per tutte.

Come possiamo fare per aiutare noi stessi a separarci dai nostri figli?

Ma come? Aiutare noi stessi? Non i nostri figli?

Sì, avete letto bene. Aiutare noi stessi a separarci da loro. Ciascuno fa la propria parte della danza, ma facendo bene la nostra parte diamo una mano anche all’altro.

Come si fa?

Ovviamente una ricetta speciale e magica non esiste.

Alcune buone pratiche però esistono:

Vedi nel presente bei ricordi per il futuro

Bisogna godere di ogni istante, vabbé, l’ho sparata, ogni istante non è umanamente possibile, lo “scaxxo” ci perseguita quando inciampiamo per l’ennesima volta nel giocattolo non messo a posto, quando si oppongono strenuamente a qualcosa che vorremmo facessero e così via, ma noi possiamo opporci spesso allo “scaxxo” con una sana consapevolezza. Lo “scaxxo” ci porta spesso lontano dal “qui ed ora” perché magari cominciamo a pensare che vorremmo proprio scappare via, che non ce la facciamo più, che ci ce lo ha fatto fare etc. etc.

Tuttavia cercare di ricordare il più possibile che l’impuntatura sulle scarpe da indossare o il giocattolo in agguato al buio in soggiorno sono segni di un’età di cui avremo presto nostalgia, così come di zaini abbandonati sul pavimento, e altro ancora.

Tenere a mente che ogni momento, anche quello che lì per lì vorremmo rifuggire, può diventare un attimo da memorizzare, perché è il ricordo di una fase, di un età, di un epoca della loro e della nostra vita, ci fa cambiare punto di vista.

Tutto diventa meno assoluto, più passeggero in qualche modo, meno soffocante.

Consapevolizzare la separazione

Potrà sembrare banale ma è davvero importante. Dire a se stessi più volte e raccontarlo anche ad altri che piano, piano ci si separa, che fa parte della naturalità delle cose, che è un lavoro tosto, a tratti doloroso, ma naturale, necessario, imprescindibile, sano.

Dirsi tutto questo ci rende consapevoli del fatto che la separazione accade goccia a goccia ogni giorno.

Certo non staremo lì a ripetercelo ogni mattina, diventerebbe un’ossessione in tal caso e farebbe l’effetto contrario.

Tuttavia, rifletterci di tanto in tanto aiuta a mantersi, come dire, sul pezzo!

Realizzare a poco, a poco la propria separazione

Separarsi dai figli, a mano, a mano che crescono, soprattutto quando diventano adulti, è un lavoro a due. Una danza relazionale in cui ciascuno apporta il suo contributo unico. Ciascuno può incidere sulla danza, ma si può di fatto modificare solo il proprio di comportamento ed è già un lavoro tosto.

Possiamo via, via rendere indipendenti noi stessi, costruendo i nostri spazi, impegnandoci in delle attività piacevoli tutte per noi, magari dando vita attraverso una passione ad una professione, insomma creare qualcosa  per sé, uno spazio e un tempo propri.

A volte ci sembra di essere molto indipendenti, per il lavoro, le incompenze varie, ma è diverso costruire con consapevolezza spazi propri che subire la valanga degli impegni quotidiani che non danno il tempo e lo spazio per elaborare le emozioni.

..e viceversa…
Il discorso vale anche al contrario, se siamo figli che anche adulti faticano a lavorare sulla separazione dalla famiglia di origine:

godere i ricordi
lavorare sulla consapevolezza
costruire propri spazi appaganti

Come va la tua “separazione-individuazione”?

0

Share on
Previous Post Next Post

Potrebbe interessarti anche

No Comments

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: