Follow:
pre gravidanza

Infertilità: aspetti psicologici

infertilità aspetti psicologici

La maternità inizia con il desiderio di una (futura?)mamma*.
Già lì tutto incomincia, con un desiderio.

Quando incominci a pensarci.

Ho scritto che la maternità inizia con il desiderio di una (futura?)mamma.
*Lo so, la parentesi crea interruzione e non si dovrebbe usare. Tuttavia esprime davvero bene quello che pensavo:
interrompersi a pensare se una mamma diventa tale solo dopo che è nato il suo bambino, se una mamma esiste solo se esiste un figlio, oppure no.

Una mamma esiste prima.

Esiste quando inizia a capire che vuole diventarlo. Poi è desiderio, attesa, a volte fatica, molta fatica, per arrivare a realizzarlo questo desiderio.

Alcune volte è un desiderio che rimane tale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica che nei paesi occidentali l’infertilità è al 15-20% della popolazione generale.

L’ISTAT riporta i dati relativi al nostro paese, dove ogni anno, circa il 20-25% delle nuove unioni si trovano ad affrontare le problematiche legate all’infertilità.

Gli aspetti psicologici che una coppia affronta in situazioni di infertilità non sono sempre presi in adeguata considerazione, ci sono casi in cui i percorsi dove sono molte le visite e le indagini mediche non sono affiancate da adeguato sostegno psicologico.

Gli aspetti psicologici sono importanti.

L’infertilità è un evento che come un divorzio ha impatto su più piani contemporaneamente:

Da un punto di vista più strettamente PSICHICO, PSICOLOGICO, relativamente all’identità di sé non riuscire e realizzare il ruolo di genitore cambia la persona, in modo molto profondo.

Da un punto di vista più propriamente EMOTIVO ci si trova di fronte a molte emozioni come paura, colpa, abbassamento della stima di sé fino a vissuti di perdita come in un lutto.

Da un punto di vista SOCIALE si può essere portati ad isolarsi, in parte ci si sente poco compresi, in parte si può avere poca voglia di raccontarsi.

Da un punto di vista FAMILIARE si possono vivere delle pressioni e dei conflitti. Si può passare attraverso sensi di colpa, vivere con difficoltà il mancato ruolo di genitore e, anche in questo caso, isolarsi.

Quando gli aspetti psicologici non trovano uno spazio nel percorso cui ci è rivolti può essere utile cercarlo comunque se si sente la necessità.

Nel mentre, può essere molto utile scrivere un diario delle proprie emozioni. Una sorta di scrittura-flusso-di-coscienza.

Si trova un posto comodo e tranquillo e si lasciano andare le emozioni con la scrittura.

Può aiutare molto definire il tempo o lo spazio di scrittura.

Per esempio dirsi di scrivere 2 pagine per 10 giorni. In questo caso avremo definito lo spazio di scrittura: le due pagine.

Oppure possiamo definire il tempo di scrittura: ad esempio 15 minuti per 10 giorni.

Una ricerca ha dimostrato la validità della scrittura espressiva.

Se senti il bisogno di parlare con me di questo argomento: scrivimi@tizianacapocaccia.it

Cosa pensi di questo tema?

Raccontalo in un commento, sarò lieta di leggerti!

0

Share on
Next Post

Potrebbe interessarti anche

No Comments

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: